I Profili Professionali nel Building Information Modeling

L'avvio dei lavori, presso l'UNI, della parte 7 (in attesa della parte 8), della norma UNI 11337 pone alcuni interrogativi che occorre bene mettere in risalto.
La norma, infatti, tratterà dei contenuti dei profili professionali relativi alla Modellazione e alla Gestione Informativa, da essere eventualmente certificati altrove attraverso le modalità previste per le professioni non regolamentate.
 
È, dunque, evidente che la norma pone semplicemente i requisiti per lo svolgimento delle attività di certificazione professionale che, a loro volta, influenzano i profili e i programmi formativi. 
Si pensi, ad esempio, alla qualifica che un Corso di Master Post Universitario possa rilasciare. 
 
Sul tema certificativo, peraltro, il mercato internazionale vede agire building Smart International, building Smart Norge, BRE, BSI, RICS, Lloyd's Register, Planen Bauen 4.0 e molti altri, ma, soprattutto, sono le richieste puntuali che si ritrovano sulla Rete a indicare quali siano, di volta in volta, referenze e capacità richieste.
Si tratta, in realtà, di un argomento che, ovunque nel Mondo, soffre di una certa instabilità persino terminologica, per quanto le espressioni BIM Modeller, BIM Co-ordinator e BIM Manager ricorrano con maggiore frequenza, quantunque senza una costanza di significato contenutistico.
 
Tra l'altro, a proposito del BIM Manager, permane l'incognita inerente alla sua attribuzione in line o in staff, a livello Project o Corporation.
Non mancano, peraltro, tra le molte denominazioni, alcune declinazioni fantasiose, come quella di BIM Job Captain.
 
In verità, il primo nesso da stabilire con precisione concerne il legame tra l'Information Management e il (Construction) Project Management (oggetto, peraltro, presso l'UNI, di una analoga iniziativa), poiché l'impressione è che la qualificazione professionale nei due ambiti non possa essere scissa.
Detto in altri termini, appare illusoria la presunzione che flussi informativi ottimizzati decidano intrinsecamente della qualità dei processi decisionali, come, sia pure implicitamente, spesso si ritiene.
Semmai è vero il contrario, vale a dire che dati non verificati e non validati, possono strutturarsi in informazioni dal carattere letale ed epidemico per la bontà delle decisioni da prendersi.
Il che significa che occorre correlare le qualifiche di BIM Co-ordinator e di BIM Manager con quelle di Design Manager, Construction Manager, Facility Manager, e così via.
In ogni caso, molti schemi di qualificazione e di certificazione procedono articolandosi per caratterizzazione dell'operatore, sia sul versante della Domanda sia su quello dell'Offerta, nonché per determinazione matriciale dettagliata di funzioni e di competenze.
 
Oltre a ciò, è da rilevare come nei testi di riferimento britannici compaia una figura, per così dire anonima, quella dell'Information Manager, delineata così:
 
the information manager is a procedural gate-keeper, policing the common data environment to ensure that it follows the agreed protocol and that the data is secure. He is not a BIM co-ordinator and has no design responsibility and no responsibility for clash detection or model coordination.
 
Questa menzione non è, d'altronde, innocua, poiché, a livello di BIM Co-ordinator ed eventualmente di BIM Manager, pone, ad esempio, la distinzione tra la identificazione dei conflitti (non solo geometrici o spaziali) e la loro risoluzione.
 
Tale ottica, infatti, fa emergere sia la necessità di allocare, all'interno del BIM Execution Plan, le responsabilità puntuali agli attori coinvolti (giacché solo per via regolamentare ciò è fattibile anche per i Modelli Informativi Federati) sia quella di definire ai fini assicurativi a chi si debba ascrivere un eventuale procedimento risarcitorio.
 
In ogni modo, al di là delle tecnicalità sui software e sugli hardware, oltre che della cultura gestionale e organizzativa che questi soggetti professionali dovrebbero detenere, sussiste inevitabilmente una certa ambiguità tra il loro intervento diretto nella produzione e nell'aggiornamento dei Modelli Informativi e una azione, meno immediata, di supporto: in fondo essi sono Co-ordinator o Manager sia di Information Model sia di Information Modeling.
D'altra parte, i compiti principali di chi sovrintende alla Modellazione, o meglio alla Gestione, Informativa, si concentrano nella predisposizione e nell'istruttoria del processo, oltre che nel suo monitoraggio e nel suo controllo.
 
Naturalmente questo aspetto indica come l'obiettivo sia quello di diluire e di dilatare la cultura digitale nelle organizzazioni.
Si tenga presente che il maggiore intento che ci si prefigge è quello di introdurre meccanismi di deterrenza nei confronti delle frequenti sedicenti, indimostrate, affermazioni di professionalità, oltre che di poter disciplinare rigorosamente eventuali richieste curriculari richieste nelle procedure competitive.
Come dimostra la locuzione adoperato in Industria 4.0 di System Integrator, il grande fabbisogno che si registra sia nei corsi di laurea in Ingegneria dell'Informazione sia in quelli di Ingegneria Civile o Edile è, infatti, non di Progettisti, bensì di Sistemisti.
Se, pertanto, il tema è quello di attribuire a titoli professionali contenuti adeguati, non si deve, però, dimenticare che la qualificazione degli operatori specializzati è indisgiungibile dalla caratterizzazione delle organizzazioni in cui essi operano.
 
Per questa ragione, la Digitalizzazione dei Processi Organizzativi, molto bene descritta, ad esempio, da Transport for London attraverso la dizione Better Information Management, appare decisiva.
 
In un primo tempo, infatti, si tratta, con l'ausilio determinante dei soggetti preposti alla Modellazione e alla Gestione Informativa, di individuare quelle variazioni che si rendano necessarie per impostare attività improntate a una forte relazionalità (la Collaborazione) e a una elevata sinergia (l'Integrazione).
Al contempo, però, è evidente che la portata trasformativa del fenomeno non potrà che incidere in profondità sulla Identità delle Organizzazioni stesse, modificandole anche radicalmente.
 
Per questa ragione, ci si auspica che alla parte 7 possa seguire la parte 8.

    

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