La Scuola e il Condominio, la Basilica e il Palazzo: quali Immaginari Digitali tra Catastrofi e Ricostruzioni?

Territorio Italia: un Racconto Analogico?

Alluvioni e Frane hanno certamente caratterizzato, nei decenni scorsi, la narrazione critica sulle vicende dell'Ambiente e del Territorio nel Nostro Paese.
Non che, del resto, ciò non sia valso altrove in Europa, anche fruttando successi elettorali insperati, come per l'Elba in Germania.
Più intensamente, con una ricorsività oggi esasperata, i Terremoti occupano interamente l'Immaginario Collettivo e le Politiche Fiscali: assieme allo Spreco Energetico e alla Carbonization.
Non è un caso, dunque, che i propositi di Ricostruzione di ciò che è collassato a causa di eventi sismici si associno, in qualche modo a quelli di Sostituzione di quello che risulta energeticamente insostenibile.
Ciò che emerge sembra, allora, essere un Paese da Ri-Costruire, per quanto la Riqualificazione del Costruito, entro questa accezione, rivesta il ruolo preponderante.
D'altra parte, la Scuola è sia quella che occorre riedificare in virtù della catastrofe sismica sia quella che è opportuno sostituire, in quanto portato di soluzioni e di manufatti approssimativi degli Anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.
Non diversamente, l'Edilizia Residenziale Pubblica può essere demolibile, mentre il Condominio costituisce forse la leva di maggior rilievo come riqualificabile.
In queste circostanze risale alla superficie una idea di Comunità: quella dislocata dell'Edificio da abbattere, quella rissosa del Complesso Condominiale.
Ancora, le Chiese che crollano, in connessione con i Palazzi da valorizzare raffigurano simbolicamente, al contempo, una Perdita della Memoria e una Improduttività del Valore Culturale.
Si tratta di uno dei due corni della Strategia di Crescita del Settore delle Costruzioni e, indirettamente, dell'Economia Nazionale.
L'altro corno è ovviamente quello relativo alla Infrastrutturazione Ferroviaria e (Auto)Stradale del Paese, che oggi si vorrebbe sempre più interconnessa, ma che, a ogni buon conto, spesso incontrano l'ostilità delle Comunità.
Ciò che difetta, tuttavia, a questa Narrazione è il fatto che si tratti di un Racconto Analogico, focalizzato sui Beni Fissi e Tangibili, anche se nei rendiconti delle catastrofi l'aspetto emozionale inerente alle Comunità emerge, non a caso, sempre prepotentemente, così come risaltano le Rappresentazioni Territoriali.
Vi è, però, un altro elemento che affiora: il presupposto che la Ripresa del Settore delle Costruzioni possa avvenire senza rimetterne in gioco l'Identità: Circolare e Digitale.
Qui forse si genera la Grande Illusione di una Innovazione Innocua, Tecnologica, ma non Organizzativa, Strumentale, ma non Culturale.

Innovazioni Incrementali e Radicali
La Digitalizzazione, in particolare, appare oggi come uno dei principali fattori in grado di innescare la Grande Trasformazione del Settore, presentandosi, tuttavia, sotto due aspetti certamente complementari, ma anche potenzialmente conflittuali.
Da un lato, infatti, il BIM - Building Information Modeling è presentato come l'occasione per efficientare e per razionalizzare gli Assetti e i Processi Consolidati, dall'altro, esso costituisce il varco di accesso per il Comparto a un'Era Digitale dai tratti marcatamente alternativi.
Seguendo un approccio originariamente concepito nel Regno Unito, la definizione, peraltro controversa in quanto asserita come vaga, dei Livelli di Maturità Digitale (conosciuti abitualmente quali UK BIM Level) si appoggia, tuttavia, essenzialmente su una serie, piuttosto nutrita, di documenti di riferimento.
In questo senso, il cosiddetto mandato governativo britannico è da intendersi come un «incoraggiamento» (palesemente coattivo per quello che vale un condizionamento sistemico) a intraprendere un percorso graduale e progressivo di condivisione di quei riferimenti.
Occorre, peraltro, pensare un percorso concettuale che parta da uno scenario internazionale in cui la normativa internazionale e sovranazionale (ISO e CEN) proponga sistematizzazioni condivise globalmente (anche recependo importati di organizzazioni quali buildingSmart International e OGC), in cui la stessa Commissione Europea (EU BIM Task Group) procuri riferimenti ampli, a partire, non a caso, dalla Domanda Pubblica.
Da essa, infatti, molti Paesi Comunitari prendono le mosse per riconfigurare in maniera estensiva, quantitativa, le Catene di Fornitura: a iniziare dal Regno Unito.
Questa azione di diffusione capillare, essenziale in quanto il Building Information Modeling è strettamente condizionato dalla sua adozione sistemica, mette, però, sempre più in mostra come questa implementazione ponga gli Attori innanzi alla necessità di procedere a Processi Aggregativi e di incrementare l'Integrazione tra Professione e Imprenditorìa, all'interno di modelli organizzativi e contrattuali che privilegino il Ciclo di Vita dell'Opera e la TOTEX (Total Expenditure).
Questo, tuttavia, non è coerente con il Paradigma della Distinzione che, peraltro, si esalta nel,a CAPEX (Capital Expenditure).
La priorità che si attribuisce alla nozione di Collaborazione diviene così l'elemento dirompente che mette in discussione in profondità quegli stessi assetti del Mercato delle Costruzioni che, in apparenza e in origine, col Building Information Modeling, si sarebbero voluti rafforzare.
Si tratta di una questione centrale, in quanto manifestamente l'introduzione di Strumenti che contraddicano, o che siano contraddetti, dalle Prassi può condurre a un circolo vizioso.
Si assiste, infatti, a una progressiva presa di coscienza, nell'operatività, delle conseguenze «pratiche» che ipotesi, in precedenza solo esemplari, possano arrecare.
Proprio la centralità che le cosiddette Operations vanno assumendo obbliga, inoltre, a constatare come il senso ultimo del Cespite, del Bene Immobiliare o Infrastrutturale, si dislochi, epistemologicamente, ma anche semanticamente, dal Tangibile all'Immateriale.
Qui risiede probabilmente il tema principale, poiché il Funzionamento dell'Opera, l'esigenza di finalizzare le sue Prestazioni intrinseche (da quelle strutturali a quelle energetiche) alle Attività umane che in esso (l'organismo edilizio) o attraverso di esso (l'infrastruttura) si esplicano, incrocia, in termini strumentali la Sensorizzazione dei Cespiti e dei loro Componenti, ma anche dei suoi Occupanti, enfatizzando la componente di Servizio che il Bene Fisso veicola e abilita.

La Tangibilità della Proprietà Immobiliare e della Tutela del Bene Culturale
Sotto questo profilo, evidentemente, si gioca quella Dematerializzazione dei Prodotti Immobiliari e Infrastrutturali che non può naturalmente avvenire in senso strettamente letterale: a essa, peraltro, si associano due agenti decisivi: l'allentamento del Valore della Detenzione e l'avvento del Cognitive Computing.
Nella prima fattispecie, infatti, la proprietà del Cespite (la mia casa, il mio ufficio, ecc.) inizia lentamente, forse impercettibilmente, a tramutarsi in Disponibilità alla Fruizione, sempre più geospazialmente definita, sempre più personalizzata: ed evolutiva, cangiante nel corso dell'esperienza di vita degli Individui e delle Comunità.
Per quanto concerne il secondo tratto, la possibilità di sfruttare al meglio i Big Data, permette, grazie al Machine Learning, di instaurare un rapporto dialogico tra il Bene Immobiliare o Infrastrutturale e i suoi Occupanti/Utenti, per cui si parla di Cespiti Intuitivi.
È proprio la Relazione, dunque, che connota il paradigma del 4.0, della Quarta Rivoluzione Manifatturiera, e della Smart City, l'Interpretazione Digitalizzata delle Agglomerazioni Urbane (e delle Città Metropolitane), a spiegare come tutte le estensioni di quello che definiamo come BIM (un acronimo che tende a distanziarsi sempre più dall'originario Building Information Modeling, in virtù della propria capacità evocativa) acquisiscano un preciso significato: dall'Immersive Environment all'Additive Manufacturing.
Living Services e Built Environment si saldano, in questo modo, in una Strategia Industriale sempre più pervasiva.
Ciò induce a considerare la Sfida Digitale come articolabile secondo tre stratificazioni di Attori:
1) i soggetti internazionali interessati al Building Information Modeling (Autodesk, Bentley, Nemetscheck, Trimble) e gli operatori locali (da ACCA a Teamsystem): ma anche al GIS;
2) i soggetti internazionali interessati allo Smart Environment (ABB, IBM, Schneider Electric, Siemens, ecc., ma anche Amazon, Apple, Google, Microsoft, TomTom, ecc.);
3) i soggetti internazionali interessati ai Living Services (Airbnb, Uber, WeWork, ecc.) e quelli nazionali (da A2A a IREN).
Il che rimette in gioco la Questione Identitaria, proponendo l'emergenza di Soggetti Ibridi (formati da Organismi di Progettazione, Imprese di Costruzioni, Public Utility, ICT Company, Società di Servizi alla Persona) ai quali necessita una Intelligenza Finanziaria che difficilmente sarà data solo dai Contribuenti, dai Sostituti di Imposta, dalle ESCo: potremmo chiamare queste Entità Financial Arranger?

Di Ritorno a Casa (Italia)
Accanto a queste dinamiche globali, frutto di un Post Welfare Capitalism basato sulla Disintermediazione, riassumibile per il Settore nel Building To Serve, insiste, però, come accennato nell'incipit, una specificità continentale e, soprattutto, nazionale, in cui il Costruito da Riqualificare (ma anche da Sostituire) risulta preponderante, intrecciandosi, poi, coi due estremi dati dai Beni Culturali e dall'Ingegneria Ambientale.
La Scuola e la Basilica divengono, quindi, le Icone Magistrali di un Dissesto Culturale e Territoriale che potrebbe essere ricomposto nel dialogo tra Smart City e Smart Land, secondo una ipotesi di Digitalizzazione, che sia, appunto tanto Olistica quanto Geospaziale.
In fondo, «Casa Italia» appare uno sforzo di Integrazione di Sistemi, di Prevenzione, che si dipana in termini di Area Vasta: se esso avesse, però, come unico orizzonte quello degli Investimenti Pubblici e delle Incentivazioni Private, trascurando la Comunità Geospaziale, si risolverebbe in un Tentativo esclusivamente Analogico.
Se avesse, invece, una Dimensione Digitale, esso potrebbe incontrarvi una Intelligenza Finanziaria, tanto più che la Protezione esalta la generosità monistica, al contrario della Prevenzione che è raziocinio sistemico.
Si potrebbe, quindi, proporre un Brand, Digitally Life Built in Italy.
Sappiamo, tuttavia, molto bene come i Saperi Specialistici e le Logiche Operative mal tollerino la condizione di Integrazione e di Collaborazione, poiché la Visione Olistica, sempre invocata (e mai attuata: pour cause), evoca Primati, Poteri e, soprattutto, Priorità e Identità.
Se l'Ingegneria Relazionale dei Sistemi è, da sempre, sinonimo di Industrializzazione (Edilizia), è opportuno ricordare che l'eventualità è sempre stata rigettata dal Settore, nel senso di averne assimilato gli esiti derivati, circoscrivendone la intera portata a parentesi autoreferenziali.
Ancora una volta, l'Incrementalità che si vorrebbe come provvidenziale, per scongiurare stravolgimenti identitari, si nutre di elementi diacronici che si imputano, in particolare, al Bene Culturale Immobiliare che dovrebbe, nella sua Tangibile Unicità (dal fatto che il Tempo «segni» individualmente la Matericità, appunto), allontanare soluzioni massificate, razionalizzate, ottimizzate, iterative, riproducibili, sia pure espresse in termini di Mass Customization.
Ogni segno, dunque, è irriproducibile anche nel contesto degli Interventi Ordinari in cui, in realtà, la Ripetizione Banale si verifica «puntualmente» (al di fuori di qualsiasi Sistema: appunto).
Come ignorare, però, che la Autonomizzazione miri a rendere meno Labour Intensive (anche grazie al Building Information Modeling e al Computational Design) una Progettualità Mediocre?
In definitiva, davvero dalla Cultura del Dato, capace di comprenderne il Valore, di procedere alla sua Validazione, di analizzarne i suoi Significati, non si potrà assolutamente prescindere.

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