Aggiornamenti da Bruxelles: BIM per Tutti

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BIM per Tutti

Il 2 Febbraio 2017 si è tenuta a Bruxelles, presso la Commissione Europea, l'Assemblea Generale relativa allo EU BIM Task Group.
Dell'esito dell'evento non è possibile, ovviamente, riportare alcuna notizia, ma è evidente che la larghissima partecipazione a livello di delegazioni ministeriali degli Stati Membri della UE (gli assenti sono veramente ormai una esigua minoranza) testimonia, di per se stessa, la pervasività che il Building Information Modeling sta assumendo nelle Strategie Nazionali, all'interno della Politica per la Digitalizzazione che la Commissione Europea sta conducendo, anche in connessione con la Clean Strategy.
Di quanto detto sopra sarà testimonianza il cosiddetto BIM Handbook che il Task Group, su mandato della DG GROW (ovviamente in termini di raccomandazioni), sta predisponendo a favore dei Public Procurer e, più in generale, degli Stakeholder Comunitari.
Qui vale, peraltro, ricordare il rilievo che ha assunto la Delegazione Italiana, condotta, naturalmente, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, grazie a Pietro Baratono.
Al di fuori del merito specifico dei lavori dello EU BIM Task Group, cosi come del TC 442 del CEN, che opera in stretto collegamento, si può tranquillamente affermare che il Building Information Modeling potrà, entro il 2020, disporre di un apparato di riferimento di tutto rispetto, nel senso di Body of Knowledge.
Il Livello di Maturità contemplato per il Building Information Modeling si può stabilire approssimativamente intorno al cosiddetto Level 2, per quanto questa dizione non sia ancora stata uniforma in materia di certificazione dallo UKAS nel Regno Unito stesso.
In ogni caso, è evidente che, entro pochi anni, nella gran parte degli Stati Membri, e altrove (come in Russia), disporremo di Mandati Generali Governativi che prevederanno probabilmente anche obblighi (il caso italiano è, in questo senso, pionieristico) che origineranno una pratica diffusa.
A questo proposito, è evidente che emergerà con prepotenza una delle principali criticità dei BIM-Based Project, vale a dire, le Perdite Informative dovute ad Ambienti di Condivisione dei Dati (Common Data Environment) ancora parziali e imperfetti, derivanti più da Electronic Document Management System che non da Data Workflow Engineering Device.
La disseminazione del Building Information Modeling lungo intere Catene di Fornitura, oltre che da fattori culturali, organizzativi e giuridici, dipenderà forse dai limiti tecnologici relativi agli Ecosistemi Digitali inerenti al Construction Portfolio, Programme & Project Management.
Questa è una delle ragioni per cui ISTeA pone, nei suoi eventi del 2017, particolare attenzione all'implementazione dei BIM-Based Process lungo i Livelli della Fornitura, in termini collettivi e non singolari, secondo le modalità dell'Ingegneria dei Sistemi.
E' ormai chiaro, infatti, in Europa (ormai forse il Continente più maturo in tema di Sistemi Nazionali Digitalizzati), che Beyond Level 2 sarà possibile andare, come indicato, ad esempio, in Digital Built Britain, in modo ordinario, solo dopo che si sarà completamente digitalizzato il Sistema delle Costruzioni di un Paese.
E' logico, tuttavia, che esperienze pionieristiche si susseguono in maniera incessante lungo le tre direttrici della Digitalizzazione Urbana e Territoriale, degli Edifici Cognitivi e delle Infrastrutture Intelligenti.
Servono, dunque, Politiche che equilibrino un paziente acculturamento operativo e una proiezione coraggiosa verso l'Ambiente Costruito Digitalizzato.