Il nuovo Centro Direzionale Unipol di MC A ovvero progettare e gestire un edificio in BIM


Nuovo Centro Direzionale Unipol, virtual model – courtesy MC A

I motivi generali per cui il BIM viene ormai largamente utilizzato negli studi di architettura derivano dal cambiamento delle esigenze e delle relazioni tra gli attori coinvolti nella filiera costruttiva (dai progettisti alla Committenza fino al General Contractor ed i Subappaltatori).
I benefici del BIM sono prima di tutto procedurali: la progettazione parametrica con la sua impostazione della struttura operativa molto più approfondita di quanto non accadesse “nelle modalità tradizionali”, produce evidenti vantaggi nelle fasi progettuali per chi ha la responsabilità della gestione del processo. E con l’utilizzo dei processi progettuali integrati, aumenta in maniera consistente il controllo dei costi di progetto e si riduce la dispersione di energie in termini economici e temporali dovute ad eventuali cambiamenti/varianti richieste e/o resosi necessarie.
Mario Cucinella Architects ha colto le straordinarie potenzialità di controllo integrato offerte dalle piattaforme in BIM, con il progetto del Nuovo Centro Direzionale Unipol di Milano.
Il Cliente si è posto un obiettivo chiaro fin dal principio della progettazione: la gestione del progetto doveva essere implementata in BIM per valorizzare la gestione e la manutenzione dell’asset costruito. La strategia di più ampio respiro è quella di utilizzare questa esperienza come spin-off per la gestione di tutti gli immobili di proprietà, quindi l’organizzazione di tutte le informazioni all’interno del modello e la tipologia delle stesse, sono state finalizzate a questo intento.
Il BIM authoring, con la sua possibilità di gestire non solo informazioni fisiche, ma facenti capo a diverse discipline all’interno dello stesso “modello federato”, costituisce il comun denominatore di varie competenze sia tradizionali (architettura, impianti, strutture) sia più specialistiche (progetto antincendio, progettazione acustica, progettazione illuminotecnica, progettazione bioclimatica etc.). Di questo ruolo di “prototipo” effettivo trae vantaggio in termini di efficienza progettuale ed economica tutta la filiera del settore. Mentre prima i vari momenti della filiera erano a compartimenti stagni separati, per cui il Facility Manager doveva confrontarsi con informazioni disparate provenienti da diverse fonti, spesso contraddittorie tra loro, con evidenti conseguenze suoi costi e tempi di gestione, con l’implementazione delle informazioni all’interno stesso dei prototipi è più facile allineare le strategie di pianificazione delle facilities ottimizzando il controllo delle performance degli asset, in termini di tempo e di costi. Molti Clienti scelgono la metodologia BIM per la maggiore efficienza del controllo del ciclo di vita dell’edifico, grazie alla possibilità di strutturare in maniera più efficace tutte le informazioni contenute all’interno del modello. Uno dei motivi di preferenza delle piattaforme BIM è infatti più specificamente legato al metodo di gestione del progetto e, di conseguenza, le responsabilità manageriali nei termini del Coordinamento strategico ed operativo. Questo però implica anche un lavoro propedeutico iniziale di impostazione, spesso impegnativo quanto la modellazione stessa: risulta fondamentale impostare le procedure di organizzazione delle stesse quanto prima possibile, addirittura nel preliminare stesso.

 

Nuovo Centro Direzionale Unipol, spaccato assonometrico – courtesy MC A

Poi, c’è un ulteriore importante motivo per il consolidamento della metodologia BIM. Con tutti gli applicativi che il mondo tecnologico BIM mette a disposizione è possibile avere, in diretta e in qualsiasi momento, lo stato dell’arte del progetto, visualizzabile anche dal Cliente stesso. In qualsivoglia circostanza il Committente intenda vedere lo stato di avanzamento del progetto, è sufficiente che si colleghi alla piattaforma mediante software specifici di BIM-viewing, senza avere tutti i permessi di accesso operativi all’utilizzo dei programmi di modellazione, e poter così verificare gli sviluppi ed essere più coinvolto nel processo creativo e progettuale. Alcuni passaggi relativi alla trasmissione delle informazioni continuano comunque ad essere ancora farraginosi e talvolta complicati.
Nel corso della progettazione del Nuovo Centro Direzionale Unipol, il livello di complessità del progetto MCA, ha richiesto al gruppo di lavoro uno sforzo creativo nella ricerca della soluzione migliore per quel problema specifico con il minimo passaggio di operazioni garantendo la qualità progettuale. Inoltre, un altro aspetto per il quale è ancora in corso il processo di adattamento della filiera tradizionale del processo è il concetto di dettaglio e di “LOD” (Level of Development). Per le piattaforme BIM non si parla in realtà di “dettaglio”, ma di quantità di informazioni scambiate e i progettisti infatti implementano il modello per le sole informazioni che sono necessarie per il “momento” a cui il progetto è legato: questo aspetto unico e tipico dei processi BIM non ha nulla a che vedere con il dettaglio grafico. Ad esempio, nella fase esecutiva, una muratura deve essere dotata di tutte le informazioni necessarie per quella fase, quindi: dimensioni principali (H, L, Lg, Sp), tipo di materiale, principali caratteristiche fisico-tecniche dei suoi componenti. Tutti i componenti del modello sono “magazzini” di informazioni. Il dettaglio grafico della loro rappresentazione può essere più o meno elevato a seconda delle informazioni che la fase progettuale specifica richiede. Ma ancora si tende a giudicare la qualità del modello in base alla qualità grafica dei suoi contenuti e non alla quantità ed organizzazione degli stessi.
Il cambiamento richiesto dal BIM è una rivoluzione epocale che avrà bisogno di qualche tempo di adattamento. Nel nostro caso specifico, il Committente ha richiesto ad MCA di produrre un modello integrato ad un LOD di 350. Volendo parlare in termini di scale tradizionali, questo LOD garantisce la precisione del dettaglio in scala 1:20 senza però giungere ad una scala di rappresentazione del dettaglio 1:5/2 eseguita invece con strumenti CAD: questo perché la quantità di dati specifica di un LOD 350 non richiede un arricchimento grafico di scala più facilmente rappresentabile con metodi digitali tradizionali. Considerando che il nostro Cliente ha l’obiettivo di ottenere al termine del processo progettuale e costruttivo un modello utile per la gestione e la manutenzione dell’asset costruito, ha deciso che tutto il cantiere dovrà essere gestito su piattaforme BIM. Il livello di sviluppo di quella fase, il LOD 400, necessariamente sarà sviluppato dal General Contractor perché fa capo ad implementazioni di informazioni specifiche della fase produttiva: schede tecniche per il materiale, dati del fornitore, caratteristiche dei singoli componenti in relazione alle garanzie ed alle modalità di manutenzione. Questa attività verrà eseguita sotto il controllo di MCA che ha in incarico anche la Direzione Lavori. In questa fase si stanno mettendo a punto con il Cliente e tutti i consulenti coinvolti, le procedure di gestione, verifica ed approvazione della DL su piattaforma BIM e i relativi criteri di validazione dei modelli costruttivi che verranno prodotti dal General Contractor. Tali modelli in LOD 400, una volta validati come as-built, costituiranno poi la nervatura del Facility Management per il Cliente stesso (LOD 500).


Nuovo Centro Direzionale Unipol, render aereo – courtesy MC A

Per il Nuovo Centro direzionale Unipol, il BIM ha aiutato moltissimo, non solo per la progettazione tridimensionale ma anche nell’organizzazione, nella suddivisione che nello studio dei moduli di facciata, così come per le tipologie di attacchi, di ancoraggi e di infissi.
Ciò che ha reso il progetto di Mario Cucinella particolarmente impegnativo e stimolante per il Team di progetto, è stata la complessità di tutta la struttura della facciata tridimensionale, che parte da una forma geometrica elementare (una rete cilindrica di legno e vetro) movimentata agli estremi da due distorsioni che la rendono unica: alla base un atrio ciclopico che accoglie il visitatore, alla sommità la serra bioclimatica.
Una geometria di questa complessità non potrebbe essere controllata se non attraverso software sofisticati come quelli utilizzati da MCA. In merito ai software, ogni progettista ha scelto quello che più era opportuno per le proprie esigenze: il modello architettonico ed impiantistico è stato gestito in Revit, il modello degli acciai in Advanced Steel, mentre il modello strutturale dei cementi in Allplan, ma tutte le informazioni erano disponibili per tutti gli operatori a mezzo del formato aperto IFC. Con l’utilizzo di questi formati di trasferimento dati (“aperti” perchè indipendenti da qualsiasi produttore di software) tutte le informazioni formali, dimensionali e documentali degli oggetti vengono mantenute e quindi sono interoperabili tra i vari applicativi rendendo non più necessario l’utilizzo degli stessi software per lo scambio e la verifica delle informazioni grafiche.

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