Modelli digitali per l’architettura storica tra tipologia e peculiarità individuale

Il caso della Chiesa della Certosa di Pavia

Abstract
Scopo principale di questo capitolo è illustrare la sperimentazione del processo di applicazione della modellazione digitale ad un’architettura, di eccezionale valore storico e qualità architettonica monumentale, come la Chiesa della Certosa di Pavia. La scelta di questo monumento costituisce la risposta ad una duplice sfida:
misurare le nuove tecnologie di rappresentazione ed elaborazione con la specificità di un monumento complesso, ricco di peculiarità – carattere costante comune a tutta l’architettura storica, malgrado la ridotta popolazione di tipologie architettoniche e tecniche e costruttive fino alle soglie della modernità - , in assenza di consolidate librerie di elementi architettonici e parti d’opera che offrano un “modello primitivo” quale standard di riferimento adattabile alla peculiarità di ogni episodio;
Raccogliere l’opportunità offerta dalle Istituzioni, qui agite dalle Pubbliche Amministrazioni competenti quali il Provveditorato alle opere pubbliche e l’Agenzia del Demanio di Lombardia, di innovare l’approccio cognitivo e la strumentazione operativa per la conservazione dell’immenso patrimonio di architettura storica per mezzo delle tecnologie di modellazione digitale BIM (il complesso della Certosa di Pavia è di proprietà dello Stato Italiano).
Un ulteriore componente di valore investito in questa sperimentazione è stato il proporla e condurla in ambiente didattico, perseguendo una fattiva sinergia tra la propositività dei docenti e l’impegno entusiasta degli studenti, in un disegno di organica collaborazione in cui il successo fosse una conquista collettiva. E i valori investiti hanno fruttato risultati: l’esperienza ha prodotto un modello digitale BIM attendibile, anche se di certo imperfetto e non completo, ma soprattutto ha dimostrato le potenzialità di analisi di partiture architettoniche complesse e peculiari fino al dettaglio costruttivo condotta dagli studenti, che hanno così potuto impossessarsi delle ragioni tecnologiche di questo esempio, per mezzo della “ricostruzione a posteriori” delle logiche e dei fattori determinanti di un’antica costruzione. La virtualità del modello digitale consente al conservatore ed al progettista di agire con la veste ed i compiti del costruttore: acquisita questa conoscenza espressa nel modello BIM, avrà a disposizione il più efficace strumento di conservazione. 

Tratto dal Convegno
Modellazione e gestione delle informazioni per il patrimonio edilizio esistente
Built Heritage Information Modelling/Management – BHIMM
Politecnico di Milano, 21/22 GIUGNO 2016

 

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