La Svolta Digitale tra Lasciti e Attese

Nel percorso ideale che conduce a DIGITAL & BIM ITALIA, all'interno della 35ma Conferenza di eCAADe, tenutasi dal 20 al 22 Settembre 2017 a Roma all'interno de La Sapienza, ho partecipato a una tavola rotonda assieme ad Alfredo Ingletti, Stefania Manna, Antonino Saggio.
Il tema della discussione è stato la natura della transizione digitale, o meglio della svolta di cui parla un recentissimo survey di Roland Berger, e i suoi effetti sulla configurazione del mercato domestico e di quelli internazionali.

In estrema sintesi, le conclusioni più interessanti che ne sono derivate riguardano: la competitività digitale dei player nazionali sui mercati internazionali, ove le nostre capacità emergono a fronte di prestazioni altrui spesso largamente al di sotto delle attese causate da una previa azione efficace, ma eccessiva, di branding; la dimestichezza degli operatori nazionali con tema di relativamente piccola scala e di elevata qualità; una strumentalità sfidante che non ha niente a che fare con un uso mediocre dei dispositivi.
Resta, tuttavia, sullo sfondo l'ombra di Banco della insufficienza dimensionale e delle lacune manageriali che appaiono decisive nei contesti internazionali, ma che andrebbero coniugate con le specificità italiane.
A questo proposito, il tema, remoto, della diffusione della Artificial Intelligence rimane, comunque, uno stimolo per valutare l'entità del paradigma computazionale sulle identità degli operatori e sulla natura dei loro prodotti.
Le osservazioni finali di John S. Gero ci dicono quanto paradossalmente si sia esitanti nel cogliere i portati ultimi della trasformazione digitale; quelle di Gianfranco Carrara rimandano la partita autentica alla nuova generazione cui i visitatori digitali debbono lasciare in eredità i loro lasciti analogici.