Pirateria informatica, l'Italia è seconda in Europa

18/05/2012 2071

 Lo studio effettuato da BSA (Business Software Alliance) di quest’anno comprende un’indagine qualitativa condotta su 15.000 utenti in 33 nazioni che rappresentano l’82% del mercato dell’informatica mondiale. I risultati pubblicati sul portale “2011 BSA Global Software Piracy Study”, mostrano che il tasso di pirateria in Italia per il 2011 è pari al 48%, il che significa che quasi la metà dei programmi installati sono illegali. Il valore commerciale del software illegale in circolazione nel nostro Paese ammonta a ben 1.398 milioni di euro, il che fa del nostro mercato l’ottavo al mondo nella poco invidiabile classifica di quelli che perdono maggiori volumi d’affari a causa della pirateria.

Nonostante rispetto al 2010 si registri una riduzione dell’1% (dal 49 al 48%), si tratta ancora purtroppo di un tasso d’illegalità che nell’Europa Occidentale è secondo solo a quello della Grecia (61%), e pari a quello di Cipro e Islanda. Il dato italiano del 48% acquista poi maggior significato se raffrontato con la media relativa all’Unione Europea che dallo scorso anno è calata dal 35 al 33%.

Sempre a livello globale la ricerca evidenzia che il tasso di pirateria globale nel 2011 si è mantenuto sul 42%, mentre la costante crescita del mercato ICT nel mondo in via di sviluppo ha portato il valore commerciale del software “piratato” a crescere fino ad oltre 45,6 miliardi di dollari.


Per maggiori informazioni scarica il Comunicato Stampa BSA