L'Assemblea delle Associazioni stila il resoconto della crisi

16/07/2012 1975

Si è svolta in data 16 luglio, al Palazzo dei Congressi di Roma, l’Assemblea delle Associazioni per verificare lo stato di salute del settore edilizio. Il Presidente dell’Ance ha stilato un elenco di dati disarmanti: sono 500mila le persone che hanno perso un lavoro e 40mila le imprese che hanno chiuso i battenti negli ultimi quattro anni, causando un ovvio calo della produttività che ha raggiunto, fino ad adesso, soltanto il 26%.

Ci si aspetta un futuro peggiore, con un calo degli investimenti fino al 6% nel settore della costruzione: altro che futuro, si ritorna ai livelli della metà degli anni ’70. Un quadro allarmante che non risparmia nessuna categoria di costruzioni, causa la sempre minore domanda di immobili: la produzione di nuove abitazioni perde del 44,4%, l’edilizia residenziale privata del 27,9% e i lavori pubblici del 37,5%.

Bisognerà concretizzare i provvedimenti del Decreto Sviluppo e il Piano Città, intervenendo obbligatoriamente sul patrimonio edilizio scolastico con nuove edificazioni, manutenzioni, messa in sicurezza e sulla riattivazione di un’offerta di abitazioni, in locazione, per chi non sia in grado di accedere al mercato libero.

Buzzetti insiste sulla necessità di eliminare l’IMU dell’invenduto, perché ritenuto un carico fiscale insostenibile ed inaccettabile: non si può pagare un’imposta patrimoniale su prodotti realizzati per essere venduti.

Urgono misure urgenti per uscire dalla crisi nel campo dell’edilizia, a partire da un rapido impiego dei fondi disponibili. Si tratta soprattutto di quelli approvati dal Cipe (20,07 miliardi di euro ) da avviare nei prossimi mesi. È infine di fondamentale importanza rilanciare immediatamente i cantieri che risultano di maggiore utilità per il Pese.