LEGGE MONTI-PASSERA PER LO SVILUPPO: APPROVATA

Approvato dall’aula del Senato il Dl Sviluppo che, con 216 favorevoli al voto di fiducia, è diventato legge.
Le principali novità riguardano misure a favore di lavoro e occupazione, famiglie, casa, edilizia, crescita delle imprese e delle Pmi, accelerazione degli investimenti in infrastrutture ed innovazione e snellimento dei tempi per la giustizia civile.
''Grande soddisfazione per il via libera al decreto legge sviluppo – ha affermato il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera - Un dl importante, che tocca molti elementi dell'agenda per la crescita, che ogni mese viene arricchita. Per rimettere in moto un paese come l'Italia, dopo anni di non crescita, è necessario agire su tutte leve della competitività. Sulla crescita non ci sono scorciatoie, bisogna lavorare con grande umiltà e determinazione”.
 
Ecco le novità più importanti:
1)    Misure a favore del lavoro e dell’occupazione
Credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati.
Viene introdotta una misura automatica come il credito di imposta per facilitare l’assunzione di giovani laureati in materie tecnico-scientifiche o per chi ha un dottorato di ricerca. Il contributo potrebbe favorire oltre 4 mila nuove assunzioni di alto livello ogni anno, contribuendo a evitare la fuga dei migliori cervelli. L’aliquota del beneficio è pari al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale, con un vincolo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni. Sono stabilmente destinati alla misura 50 milioni di euro all’anno.
Sullo stesso fronte, sono previsti finanziamenti agevolati, tramite il fondo Kyoto, per soggetti che operano nel campo della green economy e generano nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato. Si tratta di prime, ma significative risposte, al drammatico tema della disoccupazione giovanile.
 
2)    Misure a favore delle famiglie, della casa e dell’edilizia
a.     Agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica.
Confermata ed estesa la disciplina degli incentivi fiscali per le spese di ristrutturazione edilizia, così da favorire gli interventi ordinari tipici delle famiglie.
Fino al 30 giugno 2013 sarà infatti possibile usufruire delle soglie di detrazione IRPEF al 50% (prima era prevista al 36%) per lavori fino a 96 mila euro (in precedenza fino a 48 mila euro), per interventi di ristrutturazione edilizia.
Un’altra misura di grande importanza è la conferma, fino alla stessa data, delle agevolazioni fiscali al 55% per gli interventi di riqualificazione energetica. Si tratta di uno strumento molto usato dalle famiglie e che comporta ricadute sensibili sia in termini di risparmio energetico delle case, sia di stimolo per la filiera produttiva.
Attraverso questi provvedimenti, ogni famiglia italiana può mettere in moto lavori fino a quasi 200 mila euro con un contributo statale di circa la metà sotto forma di minore imposte.
b.     Sportello unico per l’edilizia.
Grazie al contributo emerso dai lavori delle commissioni parlamentari, è stato possibile rafforzare particolarmente lo sportello per l’edilizia, che costituirà l’unico punto di accesso per tutte le pratiche amministrative riguardanti gli interventi edilizi, acquisendo gli atti di assenso richiesti direttamente dalle amministrazioni competenti, oppure tramite le conferenze di servizi.
c.     Ripristino IVA per cessioni e locazioni nuove costruzioni.
La normativa in vigore prima del decreto impediva alle imprese di costruzione di portare a compensazione l’IVA pagata per la realizzazione di un’opera, nel caso in cui questa fosse venduta o locata dopo il termine di cinque anni. In tale situazione, l’IVA rimaneva quindi a carico degli imprenditori edili. E’ stato dunque abolito il limite temporale dei cinque anni, prevedendo che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siamo sempre assoggettate ad IVA, consentendo così alle imprese di avvalersi della compensazione.
3)    Sostenere la crescita delle imprese e delle PMI
a.     Apertura al mercato dei capitali per le società non quotate.
L’intervento è volto ad ampliare le opportunità di ricorso al mercato del debito per le società italiane non quotate, anche di media e piccola dimensione, aiutandole, mediante l’emissione di strumenti di debito a breve termine (cambiali finanziarie) e a medio lungo termine (obbligazioni), a raccogliere risorse finanziarie a costi più competitivi rispetto agli attuali anche sui mercati internazionali.
b.     Strumenti per la gestione più efficace delle crisi: revisione della legge sul diritto fallimentare.
La misura introduce nel nostro Paese la facoltà – già presente negli ordinamenti di altre economie avanzate, come ad esempio il Chapter 11 negli Usa – di accedere immediatamente alle protezioni previste dalla legge fallimentare presentando una semplice domanda di concordato preventivo, senza la necessità di produrre contestualmente tutta la documentazione finora richiesta. L'obiettivo e' quello di promuovere l’emersione anticipata della crisi.
Sarà inoltre possibile ottenere, sin dalle primissime fasi della procedura, l’erogazione di nuova finanza interinale autorizzata dal tribunale e pagare le forniture strumentali alla continuazione dell’attività aziendale in un contesto di stabilità. In questo modo il debitore potrà proseguire nell’attività d’impresa durante la fase preliminare di preparazione della proposta di concordato e, successivamente, durante tutta la procedura sino all’omologa del concordato stesso.
c.     Iva per cassa.
Viene elevata da 200 mila a 2 milioni di euro la soglia di volume d’affari dei soggetti passivi (imprese e partite Iva) che possono avvalersi dell’esigibilità dell’Iva all’atto del pagamento della fattura, posticipando il pagamento dell’imposta a tale momento. Una misura in grado di dare un importante ed immediato sollievo alla liquidità di un numero significativo di piccole imprese su cui tendono a scaricarsi i ritardi di pagamento della PA e delle imprese private di maggiore dimensione.
d.     Soggettività giuridica per il Contratto di rete.
E’ riconosciuta al Contratto di rete fra imprese la possibilità di acquisire soggettività giuridica, nel caso in cui venga istituito un fondo patrimoniale unico. In questo modo lo strumento del Contratto diventa ancora più operativo, flessibile e bancabile.
e.     SRL semplificata
Fatto salvo quanto già previsto dalla normativa vigente per le SRL semplificate per gli under 35 viene introdotta una nuova disciplina per la SRL a capitale ridotto (capitale sociale di un euro) anche nel caso in cui i soci siano over 35.
f.      Sospensione entrata in operatività del SISTRI.
Per consentire i necessari accertamenti sul funzionamento del sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) e cercando di favorire la semplificazione delle procedure soprattutto per le Pmi, vengono sospesi, per un massimo di 12 mesi, il termine di entrata in operatività del sistema e i conseguenti adempimenti delle imprese, ferma restando la disciplina di controllo preesistente.
g. Razionalizzazione agevolazioni e Fondo per la Crescita sostenibile.
E’ stato riordinato il fondo speciale rotativo sull’innovazione tecnologica (ex FIT), ora denominato “Fondo per la crescita sostenibile”, i cui interventi sono focalizzati su: 1) la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione; 2) il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi, tramite la sottoscrizione di accordi di programma; 3) la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero.
Si prevede l’abrogazione di 43 norme di agevolazione alle imprese gestite dal MiSE (in particolare, la legge n. 488/1992 e quelle relative alla programmazione negoziata): si andranno in questo modo a recuperare circa 650 milioni di euro nel 2012, più altri 200 milioni negli anni successivi.
Saranno, altresì, disponibili le risorse del “Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI)” istituito presso Cassa Depositi e Prestiti S.p.a., stimabili in circa 1,2 miliardi di euro.
h. Procedure di semplificazione e accelerazione degli aiuti in essere.
Vengono introdotti meccanismi di semplificazione dei circa 27.000 procedimenti di agevolazione alle imprese attivi presso il ministero dello Sviluppo Economico, in particolare:
·       moratoria di 12 mesi delle rate di finanziamento dovute dalle imprese concessionarie di agevolazioni. La sospensione potrebbe riguardare rate di ammortamento pari a circa 100 milioni di euro in ragione d’anno.
·       riordino della disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa. L’azione è volta a concentrare l’intervento pubblico su poche grandi aree di crisi industriale di rilevanza nazionale, superando l’attuale frammentazione degli interventi e delle risorse.
·       semplificazione ed accelerazione di “Industria 2015”. Si interviene per rendere più spedite le procedure amministrative per l’erogazione delle ingenti risorse per le imprese disponibili ma non ancora erogate. Sono interessate 232 iniziative, relative essenzialmente a filiere o reti di imprese, che possono comportare l’erogazione di oltre 846 milioni di euro concedibili.
·       accelerazione della definizione dei procedimenti agevolativi.
i. Disposizioni per la gestione e la contabilizzazione dei biocarburanti.
Si tratta di una razionalizzazione delle procedure di controllo finalizzata a rendere la filiera produttiva più efficiente e competitiva rispetto alle importazioni extracomunitarie.
l. Misure in materia di ricerca e estrazione di idrocarburi.
Viene individuata una fascia di rispetto unica e più stringente, sia per il petrolio che per il gas: per le nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione la distanza minima viene uniformata a 12 miglia dalle linee di costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette. Grazie alla maggiore chiarezza giuridica si consente il completamento dei procedimenti e degli investimenti finora rimasti bloccati. Viene infine creato un fondo per le attività di salvaguardia del mare e di sicurezza delle operazioni offshore finanziato attraverso l’aumento delle royalties per le estrazioni in mare (dal 7 al 10 per cento per il gas e dal 4 al 7 per cento per il petrolio).
m. Semplificazioni delle attività di realizzazione di infrastrutture energetiche e liberalizzazioni nel mercato del gas naturale.
Si prevede la possibilità per il MiSE di far ricorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per giungere a una decisione definitiva in materia di autorizzazione di infrastrutture energetiche, in caso di mancata intesa delle amministrazioni regionali competenti nei tempi previsti, in coerenza con l’orientamento giurisdizionale attuale della Corte Costituzionale.
Si avvia, inoltre, una progressiva liberalizzazione del mercato dello stoccaggio del gas, introducendo meccanismi competitivi ad asta, in linea con i mercati europei più avanzati.
n. Agevolazioni a beneficio delle imprese con una forte incidenza di consumi energetici (“energivore”).
La norma riconduce alla disciplina europea l’individuazione delle imprese a forte consumo di energia che possono usufruire di sgravi fiscali e parafiscali. In particolare si identificano le categorie di imprese a forte consumo di energia non solo tenendo conto della quantità di energia consumata, ma anche del peso che essa riveste sui costi di produzione e sull’attività di impresa, riequilibrando in modo più equo le attuali agevolazioni.
 
 
4)    Misure per accelerare gli investimenti in infrastrutture
La legge prevede una serie di interventi per facilitare l’attrazione e la messa a disposizione di risorse pubblico-private per le infrastrutture.
a. Project bond
Attrazione di capitali e nuovi strumenti di finanziamento: l’Italia è il primo Paese comunitario ad aver introdotto i project bond, uno strumento fortemente innovativo per attrarre capitali privati internazionali e fondi sovrani per il finanziamento e la realizzazione di infrastrutture. Dopo aver equiparato il trattamento fiscale dei project bond a quello dei titoli di stato, nelle prossime settimane saranno definite le modalità di garanzia di questo strumento da parte del sistema finanziario, delle fondazioni e dei fondi privati.
b. Finanziamento di infrastrutture mediante defiscalizzazione.
Viene esteso a tutte le opere infrastrutturali realizzate in partenariato pubblico-privato il campo di applicazione della disciplina attuale di defiscalizzazione, a parziale o totale copertura del contributo pubblico a fondo perduto, precedentemente limitato solo ad alcune tipologie di opere infrastrutturali. La misura consente il finanziamento di infrastrutture senza produrre squilibri nei piani economico- finanziari garantendo, in fase applicativa, il necessario rigore sotto il profilo della finanza pubblica.
c. Piano nazionale per le città.
Grazie al Piano Nazionale per le città, sarà possibile far ripartire la riqualificazione delle aree urbane degradate e lo sviluppo di numerosi centri urbani. Il programma dei lavori, valutato da una Cabina di Regia sulla base delle proposte progettuali fornite dai Comuni, punta a mobilitare circa 2 miliardi di euro tra fondi pubblici e privati. Gli interventi riguarderanno prevalentemente l’housing sociale, la realizzazione di scuole ad alta efficienza energetica, la valorizzazione delle aree demaniali, le ristrutturazioni e la mobilità sostenibile.  Un “contratto di valorizzazione urbana” definirà nel dettaglio gli impegni di ogni soggetto attuatore.
d. Autonomia finanziaria dei porti
autonomia finanziaria dei porti attraverso la destinazione di una quota dell’Iva generata da operazioni di import-export di merci.
e. Più appalti per le Pmi
Innalzamento dal 50% al 60% della quota dei lavori che i concessionari sono tenuti ad affidare attraverso procedure di evidenza pubblica, con grande vantaggio dunque per il mondo delle Pmi.
 
5)    Innovazione
a.     Istituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
Proprio per dare centralità e maggiore coordinamento alle tematiche dell’innovazione,è stata istituita la nuova Agenzia per l’Italia Digitale, che assorbirà tutte le funzioni svolte finora da diversi enti – DigitPa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio, che vengono soppressi o riorganizzati - in materia di innovazione tecnologica. La nuova Agenzia avrà il compito di coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie. Assumerà decisioni e orientamenti anche in merito all’attivazione dei processi di digitalizzazione della PA e alle relative forniture informatiche, che saranno gestite da Consip. Inoltre, al fine di contenere le spese, la PA dovrà privilegiare l’uso di programmi informatici sviluppati autonomamente o a “codice aperto” (open source), secondo criteri e modalità stabilite dall’Agenzia.
Il nostro Paese si dota dunque di un unico strumento strategico e operativo sul fronte dell’innovazione tecnologica, superando così il problema della frammentazione delle competenze e ponendo le basi per una programmazione unitaria e coordinata delle risorse sul fondamentale fronte dell’innovazione.
b.     Controllo dei cittadini sulla spesa pubblica.
Questa norma mira a garantire la trasparenza della gestione degli incentivi alle imprese e delle decisioni più importanti che comportano la spesa di denaro pubblico, prevedendo la pubblicazione obbligatoria su Internet (in formato “open data”) dei dati e delle informazioni relativi alle somme di danaro superiori a 1.000 euro erogate a qualsiasi titolo (forniture, consulenze, sovvenzioni, contributi e incentivi) dalla pubblica amministrazione.
 
6)    Accelerazione dei tempi della giustizia civile
a. Giudizi di Appello.
Le norme approvate fanno parte di una serie di misure in materia di giustizia che il Governo ha da tempo avviato per porre rimedio agli effetti negativi sull'economia derivanti dalla lentezza dei procedimenti, che Banca d'Italia ha stimato nella perdita di un punto di PIL all'anno.
In particolare, la norma introduce un filtro di inammissibilità  in via preliminare alla trattazione del ricorso in carico allo stesso giudice dell'appello, incentrato su una prognosi di non ragionevole fondatezza del ricorso.
In questo modo si selezioneranno soltanto le impugnazioni meritevoli di essere trattate in appello, tenendo conto del fatto che attualmente nel 68% dei casi l'appello si conclude nei processi civili con la conferma del giudizio di primo grado.
b. Modifica della Legge Pinto.

Le norme modificano la disciplina dei procedimenti relativi alle domande di indennizzo per violazione del termine di durata ragionevole del processo civile e penale: sono previsti indennizzi predeterminati e calmierati (da 500 a 1500 euro per ogni anno di ritardo), termini prefissati (6 anni complessivi, di cui 3 per il primo grado, 2 per l'appello e 1 per la cassazione), nonché cause di non indennizzabilità riconducibili alla condotta non diligente, dilatoria o abusiva della parte.