Protezione Civile: Gabrielli a Bruxelles

09/11/2012 1407

«L’inserimento nelle nostre politiche nazionali di azioni di prevenzione del rischio, di campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, di accordi per la cooperazione interistituzionale e internazionale, ci ha permesso e ci permetterà di non rimanere immobili di fronte agli eventi catastrofici, ma di agire in modo più efficace, e quindi di salvaguardare il maggior numero possibile di vite umane e di risorse economiche».

Con queste parole il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, a Bruxelles, ha voluto sottolineare i risultati raggiunti in questi quasi quattro anni di lavoro del PPRD South, il Programma Euro-Mediterraneo per la Prevenzione, Preparazione e Risposta ai Disastri Naturali e Antropici finanziato dall’Unione Europea e gestito da un consorzio di Paesi coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile italiana.
«PPRD South ha potuto verificare che la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi rappresenta una delle priorità per i Paesi del Mediterraneo e dei Balcani – ha ribadito il Capo del Dipartimenco –; la collaborazione in tempo di pace tra le autorità di Protezione Civile dei diversi Stati gioca un ruolo cruciale nella riduzione dei rischi a livello nazionale e regionale».

Alla conferenza conclusiva del PPRD South (in attesa che nelle prossime settimane l’Unione Europea diffonda il nuovo bando per un nuovo progetto), tra gli altri hanno partecipato – oltre ai direttori di Protezione civile dei Paesi che hanno fatto parte del progetto – Kristalina Georgieva, Commissario europeo per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e risposta alle crisi, Margareta Wahalström, rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio, e Stafan Füle, Commissario europeo per le politiche di vicinato.

Il programma PPRD South, che ha beneficiato di un budget di 5 milioni di euro per 45 mesi, ha contribuito allo sviluppo delle capacità di azione in materia di protezione civile nei paesi partner del Mediterraneo e dei Balcani, basandosi sulla prevenzione dei disastri piuttosto che sulla risposta in emergenza.

Fonte: Protezione Civile

«Il Mediterraneo negli ultimi anni è stato colpito da numerosi eventi catastrofici, sia di origine naturale che umana – ha sottolineato Gabrielli – e nel futuro la sua popolazione sarà ancora di più esposta ai rischi dovuti alla crescente urbanizzazione delle sue coste, all’aumento delle conseguenze dei cambiamenti climatici e anche agli errori umani. Un simile scenario ci impone di definire una nuova strategia comune – che prosegua quanto fatto in questi anni con il Programma PPRD South – non solo per migliorare i sistemi di gestione degli eventi calamitosi, ma soprattutto per lavorare in modo ancora più sinergico ed efficace sulla prevenzione e preparazione delle popolazioni. C’è ancora molto da fare».