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Aree metropolitane e sviluppo imprenditoriale: riflessione sul rapporto tra sviluppo urbano e economia

riflessione teorica sul contributo del contesto urbano e metropolitano sullo sviluppo economico, attraverso lo sviluppo di capacità imprenditoriali e di relazionalità territoriale

Nota dell'EditoreAbbiamo chiesto al Prof. Camagni di pubblicare su INGENIO questo suo articolo scritto qualche anno fa sul tema dello sviluppo urbano per la capacità con cui tratta un tema così importante e così oggi dibattuto. Il Professore, che ringraziamo, ci ha concesso la pubblicazione e una promessa di nuovi articoli sul tema.

INTRODUZIONE
L’obiettivo di questo lavoro è di presentare una riflessione teorica sul contributo del contesto urbano e metropolitano sullo sviluppo economico, attraverso lo sviluppo di capacità imprenditoriali e di relazionalità territoriale. Il concetto di riferimento è quello di milieu innovateur, tradizionalmente utilizzato per interpretare fenomeni a carattere distrettuale, ma che in questo caso avvicineremo al concetto economico di città.

Il concetto di milieu innovateur interpreta i fenomeni di sviluppo spaziale come effetto dei processi innovativi e delle sinergie che si manifestano su aree territoriali limitate. Esso è definito come un insieme di relazioni che portano a unità un sistema locale di produzione, un insieme di attori e di rappresentazioni e una cultura industriale, e che genera un processo dinamico localizzato di apprendimento collettivo.

Il concetto si colloca nel solco delle riflessioni sui processi di sviluppo “generativo” o “dal basso”, sui “sistemi produttivi locali” o i “sistemi locali di innovazione”. Esso appare rilevante e innovativo soprattutto perchè permette ed anzi impone una riconsiderazione delle due dimensioni in cui siamo soliti collocare i fenomeni reali: la dimensione spaziale e quella temporale, e ci mostra tutti i limiti di una concezione metrica, cronologica e geografica rispettivamente, di tempo e spazio.

Lo spazio, inteso come mera distanza geografica, è sostituito dal territorio (o spazio relazionale), definito come il contesto in cui operano comuni modelli cognitivi e in cui la conoscenza tacita viene creata e trasmessa; il tempo, inteso come mera sequenza di intervalli sul quale misurare le variazioni quantitative di variabili continue, è sostituito dal ritmo dei processi di apprendimento e di innovazione/creazione (Camagni, 1995).

A prima vista, il milieu innovateur così come più sopra definito non sembra condividere molte caratteristiche con la città: la sola somiglianza, in termini teorici, sembra risiedere nell’elemento della prossimità. Ma se si procede a una più accurata considerazione, e soprattutto se si fa astrazione dall’elemento fisico che è comunemente associato all’idea di città come ambiente costruito, emergono molte altre similitudini. Infatti, se si assume un’ottica teorica e si considerano concetti come quello di capitale relazionale, interazione spaziale e apprendimento, si può facilmente concludere che essi si possono applicare bene a entrambi i sistemi territoriali: gli elementi genetici della Città e del Milieu non appaiono più così distanti fra loro ma certamente almeno comparabili e commensurabili.

Sotto il generico ombrello concettuale del principio di agglomerazione, che consideriamo come un elemento genetico di entrambi i fenomeni, si trova un ampio spettro di elementi/processi/effetti che vanno dallo sviluppo di una comune identità e senso di appartenenza alla produzione “socializzata” di capitale umano, competenza e conoscenza; questi elementi o processi – che non sono legati deterministicamente ma solo probabilisticamente al puro effetto di agglomerazione – una volta che siano provati empiricamente, si dimostrano essere al cuore sia della propensione innovativa del Milieu che del ruolo “progressivo” della Città.

La nostra tesi è che:

  1. a certe condizioni, confrontare i due concetti, M.I. e Città,  legittimo;
  2. i due concetti, o i due archetipi teorici, hanno in comune molte caratteristiche: la Città è una formazione più complessa del Milieu, in quanto intrinsecamente implica differenziazione economico-funzionale (contro la naturale specializzazione del Milieu) e l’intero ventaglio delle attività residenziali e di vita della popolazione (attività che sono considerate dal concetto di Milieu solo quando generano effetti di sinergia e di apprendimento collettivo direttamente funzionali ai processi innovativi, ma comunque mai nella loro dimensione fisica);
  3. in una prospettiva concettuale, le relazioni fra Milieu e Città possono aver luogo in due forme distinte: Milieux Innovativi Urbani, e cioà milieux innovativi localizzati in città, che sfruttano intrinsecamente l’atmosfera urbana; Città come Milieux Innovativi, e cioè città che operano come Milieux. In entrambi questi due ultimi casi, si possono individuare politiche tese a rafforzare gli elementi di imprenditorialità, sinergia e relazionalità territoriale, e che sempre più prendono la forma della cosiddetta Pianificazione Strategica.


SEGUE su ALLEGATO