Data Pubblicazione:

IL CALCESTRUZZO nella CHIESA di Nostra Signora del Cadore

La chiesa sorge nel villaggio vacanze per i dipendenti dell’Ente Nazionale Idrocarburi, realizzato tra il 1955 e il 1962 a Corte di Cadore nei pressi di Cortina d’Ampezzo. Il complesso è progettato da Edoardo Gellner su committenza di Enrico Mattei, presidente dell’ente in quegli anni.

Memoria tratta dagli atti del III Congresso Internazionale CONCRETE2014, Termoli 25 e 26 settembre 2014


1 Introduzione

La chiesa di Nostra Signora del Cadore sorge nel villaggio vacanze per i dipendenti dell’Ente Nazionale Idrocarburi , realizzato tra il 1955 e il 1962 a Corte di Cadore nei pressi di Cortina d’Ampezzo nell’imponente paesaggio alpino delle Dolomiti. Il complesso è progettato da Edoardo Gellner (1909-2004) su committenza di Enrico Mattei, presidente dell’ente in quegli anni.
Il progetto del villaggio di Corte di Cadore prevede la costruzione di 600 case unifamiliari, una colonia per 600 bambini, un campeggio per 200 ragazzi, la chiesa, alberghi, impianti sportivi, un centro servizi e un centro sociale . Il complesso si rivela un’occasione per sperimentare l’integrazione nella pratica costruttiva di montagna di tecniche evolute e di sistemi industrializzati . Il cantiere del villaggio si apre nel maggio del 1955 con l’avvio dell’esecuzione delle infrastrutture viarie; nella stessa estate è completata la prima casa prototipo. Da quel momento le realizzazioni si susseguono, mentre gli edifici terminati entrano progressivamente in funzione. L’improvvisa scomparsa del presidente dell’Eni, avvenuta nel 1962, incide in maniera determinante sull’intero programma edilizio della società petrolifera e quindi sul villaggio, il cui completamento è interrotto. Tra le opere realizzate c’è la chiesa di Nostra Signora del Cadore.

2 Il processo progettuale
La chiesa è un edificio a tre navate, a pianta poligonale, che può ospitare fino a 350 fedeli. La sua architettura è marcata dal meccanismo strutturale in calcestruzzo armato, le cui componenti sono figure primarie della trama compositiva, perfezionata dall’uso elegante degli altri materiali - acciaio, legno, vetro, pietra naturale – e dal trattamento delle superfici .
La vicenda progettuale della chiesa di Corte ha inizio nell’estate del 1956, quando Gellner coinvolge Carlo Scarpa (1906-1978) . I due si sono incontrati a Venezia, negli anni della formazione universitaria di Gellner . Il progetto della chiesa è però l’occasione per una collaborazione professionale concreta. Li accomuna la sensibilità verso la poetica di Frank Lloyd Wright, a quel tempo già manifesta nell’orizzonte culturale di entrambi. Scarpa si interessa alla lezione del maestro americano e suo sarà l’allestimento della mostra su Wright alla Triennale di Milano del 1960. Gellner aderisce all’APAO (Associazione per l’Architettura Organica), incontra Wright nel 1951 e matura progressivamente una personale inclinazione per l’architettura organica, che sperimenta in aree paesaggistiche di rilievo come quella di Corte, riconoscendo in quella visione punti di contatto con la sua concezione del rapporto tra architettura e contesto naturale. Il progetto della chiesa si sviluppa in questa cornice culturale.
L’edificio si connota quale emergenza architettonica nel registro di piani e linee orizzontali che disegnano la trama delle case e delle altre costruzioni collettive. Insieme alla colonia è l’unico volume che, in forza della copertura a due falde e al segno verticale del campanile, si distingue nel disegno complessivo del villaggio.
L’impianto planimetrico, su cui Gellner dialoga con Scarpa nelle prime settimane di lavoro, parte da schizzi che segnalano l’iniziale considerazione per uno schema a pianta centrale. Nelle ipotesi di Gellner la chiesa è un’aula unica. Pilastroni inclinati e ancorati a terra si succedono con regolarità a sostegno della copertura, secondo un modello già impiegato dall’architetto nel padiglione centrale della vicina colonia. La successiva versione della chiesa introduce la soluzione a tre navate su cui si consolida il progetto del 1956. L’aggiornamento dello schema coincide con il ripensamento delle strutture di calcestruzzo armato, le cui figure emergono distintamente nei nuovi disegni. Coppie di grandi costole completate da un tirante orizzontale poggiano su travi longitudinali poste al di sopra di pilastri ordinati con interasse doppio rispetto ai costoloni. Lo studio della pianta si perfeziona per approdare a un impianto allungato a tre navate, concluso su un lato dal transetto asimmetrico ruotato rispetto alla griglia primaria e, sul fronte opposto, dal nartece e dalla cappella laterale studiati da Scarpa. A dicembre il progetto preliminare è concluso e approvato da Mattei nei primi mesi del 1957. Ne viene però disposta la revisione per ridurre la capienza della chiesa da 500 a 350 posti . In primavera Gellner porta a termine l’adeguamento dimensionale, che lascia invariati l’impianto planimetrico e la sezione dell’edificio. La griglia formale e costruttiva è definitivamente scandita dal modulo di 122x122 cm, assunto da Gellner anche negli altri edifici del villaggio. Il canone detta l’interasse tra i pilastri e i costoloni, fissato rispettivamente a 488 cm (122x4) e a 244 cm (122x2). In questo frangente, la nomina da parte della committenza di Carlo Cestelli Guidi a consulente per le strutture determina, come si evidenzierà di seguito, le modifiche più evidenti nell’impianto strutturale. Il 31 marzo 1958 si apre la gara d’appalto a inviti per la costruzione della chiesa . L’impresa Società Italiana Costruzioni Civili e Industriali (S.I.C.C.I.) di Merano vince la selezione. Il 10 giugno si procede alla sottoscrizione del contratto. Un mese dopo si tiene una riunione tra Gellner, l’impresa e Carlo Cestelli-Guidi per discutere le modifiche da apportare al progetto delle strutture . Il 21 luglio sono fissati la consegna e l’inizio dei lavori. L’ultimazione delle opere è prevista per il 15 luglio 1959 . La chiesa è inaugurata il 21 agosto 1961 con un altare provvisorio . Negli anni successivi sono completate alcune delle opere interne e delle decorazioni previste nel progetto originario. Oggi l’edificio, che si conserva in buone condizioni, ospita concerti di musica classica durante la stagione estiva.




Continua a leggere scaricando il pdf completo