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Massetti desolidarizzati e massetti galleggianti

Cosa sono? Come si realizzano? In questo articolo troverete un estratto del quaderno tecnico Mapei che spiega nel dettaglio le caratteristiche e la realizzazione di queste due tipologie di massetti.

Tipologie di massetti

I massetti, a seconda della loro stratigrafia, possono essere suddivisi nelle seguenti tipologie:

  • desolidarizzati;
  • galleggianti;
  • aderenti;
  • radianti.

 

I massetti desolidarizzati

I massetti desolidarizzati (Fig.4.1) vengono realizzati interponendo tra il massetto ed il supporto (ad esempio la cappa di completamento in c.a.) uno strato separatore orizzontale (ad esempio un foglio di politene o PVC) e posizionando lungo il perimetro delle pareti ed intorno ai pilastri uno strato di materiale comprimibile, tipo polistirolo espanso, di spessore di 1 cm oppure MAPESILENT BAND R.

I fogli dello strato di scorrimento devono essere risvoltati di circa 10 cm su pilastri e pareti, tra loro sovrapposti per almeno 20 cm e nastrati. Lo spessore di questo tipo di massetto deve essere, in caso di traffico pedonale, non inferiore a 35 mm.

 

Posa di un foglio in polietilene per realizzare un massetto desolidarizzato
Posa di un foglio in polietilene per realizzare un massetto desolidarizzato (© MAPEI)

 

I vantaggi nella realizzazione di un massetto desolidarizzato (Fig. 4.3) sono i seguenti:

  • Le pavimentazioni rimangono svincolate dalla struttura e, per questo, risentono meno dalle sue deformazioni (es. assestamenti, contrazioni per ritiro igrometrico, dilatazioni termiche, cedimenti fondazionali di modesta entità, ecc.).
  • È possibile effettuare riporti di grosso spessore senza incorrere nel problema di tempi di asciugamento eccessivamente prolungati o di formazione di fessure legate ai ritiri dello strato di alleggerimento. In questi casi si può procedere realizzando a ridosso della soletta in c.a. uno strato in calcestruzzo alleggerito che ingloba nel suo spessore gli impianti, posizionando sopra di esso lo strato di scorrimento (che dovrà svolgere anche la funzione di barriera al vapore) e confezionando quindi il massetto desolidarizzato (Fig.4.2).
  • I teli di politene o PVC, di adeguato spessore, creano un'efficace barriera al vapore che impedisce la risalita di umidità dal sottofondo.

Questo tipo di massetto, soprattutto quando realizzato in bassi spessori, è normalmente più soggetto a fenomeni di imbarcamento. Al fine di evitare il verificarsi di questo tipo di problematiche è quindi importante rispettare gli spessori minimi previsti per i massetti desolidarizzati ed è preferibile realizzare il massetto mediante l'impiego di prodotti a basso ritiro, con elevate caratteristiche meccaniche (tipo MAPECEM, MAPECEM PRONTO, TOPCEMo TOPCEM PRONTO).

 

Stratigrafia con esempio di massetto desolidarizzato.
Stratigrafia con esempio di massetto desolidarizzato. (© MAPEI)

 

Stratigrafia con esempio di massetto desolidarizzato
Stratigrafia con esempio di massetto desolidarizzato (© MAPEI)

 

I massetti galleggianti

Si definisce “galleggiante” un massetto desolidarizzato posizionato su di uno strato di isolamento termico come ad esempio lastre in polistirene o poliuretano espanso (Fig.4.3.1), o di isolamento acustico (Fig.4.3.2), con lo specifico obiettivo di rispettare i limiti imposti dalla Legge Quadro n. 447 del 26 ottobre 1995 ed, in particolar modo, dal suo decreto attuativo D.P.C.M. 5/12/97, emanato in data 5 dicembre 1997, che definisce le prestazioni minime di isolamento dai rumori che devono possedere i fabbricati in base alla loro destinazione d’uso.

 

Stratigrafia con esempio di massetto galleggiante
Stratigrafia con esempio di massetto galleggiante (© MAPEI)

 

Il D.P.C.M. 5/12/97 individua i valori limite che devono essere rispettati per 5 differenti descrittori collegati alle prestazioni acustiche offerte dalle partizioni verticali ed orizzontali interne, dalle facciate e degli impianti sia a funzionamento continuo che discontinuo (Tab. 1).

La realizzazione del massetto galleggiante è senza ombra di dubbio la soluzione più sicura e semplice per rispettare i limiti di legge relativi al fonoisolamento contro i rumori da calpestio (indice L’n,w) e che sarebbero difficilmente raggiungibili in sua assenza. Minore è tale valore e migliore sarà la prestazione del solaio in termini di abbattimento del rumore.

La misura dell’indice L’n,w si valuta azionando una macchina per il calpestio sul solaio da analizzare e misurando con un fonometro il livello di rumore percepito nell’ambiente sottostante.

Lo stesso solaio deve garantire anche un buon isolamento acustico contro i rumori aerei, determinato attraverso il parametro R’w che corrisponde all’indice di potere fonoisolante. Più alto è il valore di R’w e migliore sarà la prestazione di isolamento nei confronti del rumore aereo. Il massetto galleggiante, oltre ad essere efficace contro i rumori da impatto, permette di aumentare l’isolamento contro i rumori aerei contribuendo a raggiungere i limiti richiesti dal D.P.C.M. 5/12/97 per il potere fonoisolante della partizione orizzontale.

Questo genere di massetto viene eseguito interponendo il materiale elastico fonoisolante tra la struttura portante o l’eventuale strato di livellamento ed il massetto con lo specifico scopo di creare una vasca dove alloggiare il massetto e la pavimentazione, svincolando questi due elementi da tutte le strutture al contorno (verticali e orizzontali).

Il materiale elastico, se correttamente posato, funziona come una molla che smorza le vibrazioni generate dal calpestio su massetto e pavimento.

Lo spessore minimo che deve avere il massetto galleggiante deve essere valutato in funzione delle caratteristiche intrinseche del materiale di cui è composto e delle sollecitazioni meccaniche a cui sarà sottoposto nelle normali condizioni di esercizio (Tab. 2).

 

Spessore massetto galleggiante
Spessore massetto galleggiante (© MAPEI)

 

Per tradizionali supporti a base cementizia è necessario che lo strato abbia uno spessore non inferiore a 4 cm, che dovranno essere opportunamente aumentati qualora i carichi in esercizio risultassero elevati. È sempre consigliabile, specialmente per spessori ridotti (4-5 cm), l’utilizzo di una rete di armatura elettrosaldata posizionata a metà spessore atta a favorire la distribuzione dei carichi ed evirare fenomeni di punzonamento.

In presenza di un massetto galleggiante per l’isolamento acustico contro i rumori da calpestio è possibile ricorrere all’utilizzo dei prodotti appartenenti alla linea MAPESILENT.

Il sistema costituito da MAPESILENT ROLL, MAPESILENT PANEL, MAPESILENT BAND R, MAPESILENT TAPE e MAPESILENT UNDERWALL consente di realizzare in maniera semplice ed affidabile dei massetti galleggianti perfettamente isolati dal supporto, sopra i quali è possibile realizzare qualunque tipologia di pavimentazione come ceramica, materiale lapideo, parquet, PVC, linoleum, ecc (Fig. 4.4).

Gli specifici materiali che lo compongono consentono di adempiere ai requisiti di legge imposti dal DPCM 5-12-97 e di raggiungere le classi di efficienza acustica più performanti (Classe I e II) previste dalla nuova normativa tecnica UNI 11367 – “Classificazione acustica delle unità immobiliari”.

Le eccellenti performance del sistema MAPESILENT sono comprovate dalle seguenti misurazioni in opera eseguite da tecnici competenti in Acustica Ambientale, dalle quali si evidenziano decrementi effettivi di rumore da calpestio (ΔLw) superiori a 30 dB, con il conseguente pieno rispetto dei requisiti imposti dal DPCM 5-12-97 ed il raggiungimento delle classi di efficienza acustica (contro i rumori da calpestio) più performanti, secondo la UNI 11367.

 

Stratigrafia con esempio di massetto galleggiante
Stratigrafia con esempio di massetto galleggiante (© MAPEI)

 

Oltre alle sue elevate prestazioni fonoisolanti ed alla sua facilità applicativa, il sistema MAPESILENT si distingue per la sua elevata resistenza alla pedonabilità ed agli urti di cantiere che spesso possono danneggiare la continuità del manto e quindi la sua capacità fonoisolante (problema tipico dei sistemi in polietilene espanso).

 

Articolo tratto dal Quaderno Tecnico Mapei “ESECUZIONE DI MASSETTI PER LA POSA DI PAVIMENTI”.

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