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Prevenzione sismica e Sismabonus: costruire una coscienza e una consapevolezza della sicurezza strutturale

Prevenzione sismica e Sismabonus: costruire una coscienza e una consapevolezza della sicurezza strutturale

Il confrontarsi con l’attività sismica del nostro paese, è un’esperienza radicata profondamente nell’animo di tutti gli italiani. Una reazione propositiva tuttavia non è automatica, nonostante il ripetersi cadenzato di eventi sismici, che hanno accompagnato le nostre vite e quelle dei nostri predecessori.

Gli interventi normativi e tecnici da parte degli addetti ai lavori non sono mancati, ma ancora non si è giunti da una presa di coscienza tale da rendere capillare la diffusione della prevenzione sismica.

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Prevenzione sismica: gli edifici, come il corpo umano, hanno bisogno di "cure"

Per chiarire meglio il concetto di prevenzione sismica, può essere di aiuto paragonare il corpo umano agli edifici nei quali abitiamo e lavoriamo e parallelamente immaginare che, così come per verificare lo stato di salute del corpo andiamo dal medico, altrettanto dovremmo fare con i nostri edifici, permettendo che vengano “visitati” da professionisti tecnici capaci di identificare il loro stato di “salute” ed il loro eventuale bisogno di “cure”. Come il medico provvede a richiedere analisi, prescrivere medicine, consigliare interventi (ove necessari), così i professionisti tecnici possono provvedere a richiedere campionamenti, effettuare prove in situ, consigliare interventi di ristrutturazione per il miglioramento sismico (ove necessari).

Dopo gli eventi sismici del 2016-2017, quante attività di prevenzione sismica sono state fatte? E quanti interventi realizzati? 

Nel 2018, solo 1,9% dei lavori privati sono stati relativi a interventi antisismici

Nel 2018, di tutti i lavori agevolati svolti da privati, quelli relativi agli interventi di prevenzione sismica sono addirittura di carattere residuale: 1,9%  .

Certamente, una parte di tale esito è dovuto al tempo necessario per la realizzazione per tali interventi e, dunque, un solo anno è ancora troppo poco per dare una valutazione compiuta. Trattandosi di una normativa rinnovata nel 2017 nei termini del cosiddetto “sismabonus”, si attendono i risultati del 2019, per dare un giudizio più completo.

Nel frattempo cerchiamo di comprendere in che modo possiamo fare prevenzione sismica e quali sono le nuove modalità di azione del sismabonus.

Le attività di un tecnico nell'applicare il Sismabonus

Le attività di prevenzione sismica effettuate da un tecnico riguardano principalmente, la valutazione del rischio sismico, la modellazione/classificazione degli edifici, l’individuazione, la progettazione e l’esecuzione degli interventi correttivi. 

Il primo passo è rappresentato dalla valutazione del rischio sismico, in questo caso una misura utilizzata per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento. Questa misura dipende da un’interazione di diversi fattori: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione .

Una valutazione globale interessa tutti e tre gli elementi del rischio. Di questi, il professionista tecnico, chiamato ad esaminare un edificio o una struttura esistente, analizza in modo particolare la sua Vulnerabilità, come parametro che consente di quantificare la sicurezza strutturale.

Nelle nuove “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni” vengono indicate due modalità operative per l’attribuzione delle otto classi di rischio sismico (con rischio crescente dalla lettera A+ alla lettera G):

  • Il “metodo convenzionale”, applicabile ad ogni tipo di costruzione, basato sui metodi di analisi previsti dalle Norme Tecniche delle Costruzioni, consente la valutazione della Classe di Rischio, sia nello stato di fatto che dopo l’eventuale intervento.
  • Il “metodo semplificato”, indicato per una valutazione speditiva dei soli edifici in muratura, per strutture assimilabili a capannoni industriali e per interventi locali effettuati su edifici di calcestruzzo armato, consente una valutazione preliminare indicativa ed una successiva all’applicazione di interventi di tipo locale.

Le detrazioni previste dal Sismabonus

Il SISMABONUS prevede una detrazione pari al:

  • 50% per gli interventi eseguiti sulle parti strutturali che non conseguono miglioramenti nella classe sismica;
  • 70% se l’intervento riduce il rischio sismico di 1 classe;
    • 75% se l’intervento è riferito a parti comuni condominiali e riduce il rischio sismico di 1 classe;
  • 80% se l’intervento riduce il rischio sismico di 2 classi;
    • 85% se l’intervento è riferito a parti comuni condominiali e riduce il rischio sismico di 2 classi.

Per quanto concerne il futuro, è stato annunciato inoltre il progetto di creazione di un Portale Nazionale delle Classificazioni Sismiche (PNCS), per permettere ad imprese e PA di dialogare in modo più efficace, con la creazione in primo luogo di una banca dati specifica geolocalizzata sugli interventi di adeguamento/miglioramento sismico. 

Portale nazionale classificazioni sismiche: la procedura informatica per l'accesso del professionista tecnico
Il Portale nazionale delle classificazioni sismiche (PNCS) sarà accessibile dal Progettista per il caricamento e la gestione delle pratiche legate al Sisma Bonus e dalle Amministrazioni Pubbliche per la gestione delle pratiche di incentivo. I dettagli della procedura e dei moduli implementati

In conclusione è doveroso ricordare le tematiche volte alla riduzione del rischio (compreso quello sismico) partono sempre da formazione, informazione e consapevolezza. Senza di esse, rischiamo che gli attori principali di questo processo, cittadini e imprese, piuttosto che avviare le iniziative di miglioramento permangano in uno stato di indifferenza. Spetta certamente (anche) a noi professionisti svolgere l’importante opera di sensibilizzazione in favore delle parti interessate per il miglioramento del benessere dei cittadini e per la rivalutazione del nostro patrimonio immobiliare.

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