SICURPAL SRL
Data Pubblicazione: | Ultima Modifica:

Sicurezza in quota: cosa è importante sapere su linee vita e D.P.I.

Nel mondo dell’edilizia e delle infrastrutture, i lavori in quota rappresentano una delle attività più delicate: in questo articolo si analizza in modo tecnico e puntuale l’impiego delle linee vita, dei punti di ancoraggio e dei dispositivi di protezione individuale (DPI) per garantire la sicurezza e la conformità normativa. Approfondiremo le differenze tra sistemi collettivi e individuali, le metodologie operative e i criteri progettuali essenziali.

Negli interventi che prevedono accesso e operazioni in quota – dalla manutenzione di coperture alle lavorazioni su facciate o infrastrutture sopraelevate – la sicurezza dell’operatore rappresenta un obbligo tecnico e giuridico imprescindibile. Occorre quindi conoscere e applicare correttamente sia i sistemi di protezione collettiva, sia quelli individuali: linee vita, punti di ancoraggio, DPI anticaduta. Questo articolo esplora in modo tecnico-pratico le componenti fondamentali di tali sistemi, mettendo in luce le metodologie operative, i riferimenti normativi e le responsabilità delle figure coinvolte nella filiera edilizia.

Sommario dei contenuti

  1. Introduzione – caratteristiche generali delle attività in quota
  2. Sistemi di protezione: collettivi vs. individuali
  3. Definizioni chiave: punto di ancoraggio, linea vita, DPI
  4. Metodologie operative:
    • Trattenuta
    • Posizionamento
    • Anticaduta
    • Soccorso
  5. Cenni sulla progettazione e scelta dei sistemi (linee vita e punti di ancoraggio)
  6. Verifica, manutenzione, responsabilità (note generali)
  7. Conclusione e best-practice per i professionisti
  8. Informazioni sull’autore e azienda di riferimento

Protezione dalle cadute dall'alto: sistemi collettivi e sistemi individuali

Per garantire la sicurezza dell’operatore in quota esistono 2 tipi di sistemi:

  • Collettivo, ad esempio i parapetti: caratterizzato da protezione sempre attiva, che permette l’operatività a più lavoratori contemporaneamente, con possibilità di accesso a personale anche non formato.
Sistema di sicurezza: Collettivo, ad esempio i parapetti.
Sistema di sicurezza: Collettivo, ad esempio i parapetti. (Sicurpal)
    • Individuale, ad esempio le linee vita e i binari: utilizzabile solo da operatori esperti, competenti e formati, si attiva solo in caso di caduta. Necessita dell’utilizzo di DPI di III categoria (salvavita): imbracatura del corpo; connettore; cordino; assorbitore di energia; dispositivi retrattili; guide o linee vita flessibili; guide o linee vita rigide; dispositivi di ancoraggio.
    Sicurezza lavori in quota.
    Sicurezza lavori in quota. (Sicurpal)

    La scelta di quale sistema di protezione dalle cadute debba essere adottato è di competenza del datore di lavoro, che sceglie il sistema più idoneo in base alla funzione protettiva cui deve adempiere (per esempio non avrebbe alcuna utilità installare un parapetto per proteggersi dal rischio di sfondamento del piano di calpestio). È comunque preferibile, come indicato dal D. Lgs 81/2008, prediligere i sistemi di protezione collettiva nel caso di rischio di caduta dal bordo.
    CLICCA QUI - Leggi l'approfondimento dedicato.

    Linee vita, punti di ancoraggio e DPI: 3 quesiti ricorrenti

    1. Cos’è un punto di ancoraggio?
      Un punto di ancoraggio è il punto su un sistema di ancoraggio al quale è previsto il fissaggio del dispositivo individuale di protezione contro le cadute (rif. UNI EN 795:2012, punto 3.6): per semplificare possiamo definire il punto di ancoraggio la parte fisica dove si aggancia il connettore (DPI).
    2. Quale la differenza tra linea vita e dispositivi di ancoraggio (tipo A)?
    3. I dispositivi di ancoraggio puntuali, come quelli di tipo A, consentono all’operatore di collegarsi a un punto fisso e di muoversi entro l’area consentita dalla lunghezza del sistema di collegamento. Le linee vita, invece, sono sistemi lineari che permettono lo spostamento lungo un percorso definito, continuo o discontinuo, in funzione della configurazione installata.
      La scelta tra punto di ancoraggio e linea vita dipende dal tipo di attività, dalla geometria della copertura o della struttura, dal rischio di caduta, dal rischio di effetto pendolo, dal tirante d’aria disponibile e dalle modalità di accesso e manutenzione previste.
    4. Cos’è un DPI?
      Un dispositivo di protezione individuale, o DPI, è un’attrezzatura destinata a essere indossata o tenuta dal lavoratore per proteggerlo da uno o più rischi per la salute e la sicurezza durante l’attività lavorativa.
      Nel caso dei lavori in quota, i DPI anticaduta sono dispositivi di III categoria, perché destinati a proteggere da rischi che possono causare lesioni gravi o morte. Rientrano in questa categoria, ad esempio, imbracature, cordini, assorbitori di energia, connettori, dispositivi retrattili e altri componenti del sistema individuale di protezione contro le cadute.
      Un DPI anticaduta non deve essere considerato come elemento isolato: la sua efficacia dipende dal corretto collegamento a un punto di ancoraggio idoneo, dalla compatibilità con gli altri componenti, dalla configurazione del sistema, dall’addestramento dell’operatore e dalla manutenzione periodica.
      Per i sistemi di ancoraggio permanenti in copertura il riferimento aggiornato è la UNI 11560:2022, che ha sostituito la precedente UNI 11560:2014 e fornisce criteri per individuazione, configurazione, installazione, uso, ispezione e manutenzione dei sistemi destinati a essere utilizzati con DPI contro le cadute dall’alto.

    Aggiornamento normativo per linee vita, ancoraggi e DPI anticaduta

    Il quadro tecnico dei sistemi anticaduta deve essere letto alla luce delle norme oggi vigenti. Per i sistemi di ancoraggio permanenti in copertura il riferimento aggiornato è la UNI 11560:2022, che riguarda i sistemi puntuali, lineari e combinati destinati all’installazione permanente, da utilizzare con sistemi di protezione individuale contro le cadute. La norma fornisce criteri per individuazione, configurazione, installazione, uso, ispezione e manutenzione e indicazioni utili alla progettazione.  

    Per i dispositivi di ancoraggio occorre considerare anche la UNI EN 795:2012, che specifica requisiti e metodi di prova per dispositivi di ancoraggio mono-utente destinati a essere rimossi dalla struttura.   Per l’utilizzo contemporaneo da parte di più persone, resta rilevante la UNI CEN/TS 16415:2013, che fornisce raccomandazioni su requisiti, prove, marcatura e informazioni del fabbricante per dispositivi di ancoraggio multi-utente.  

    Per i dispositivi di ancoraggio permanenti e i ganci di sicurezza, il quadro europeo è stato aggiornato con la UNI EN 17235:2024, in vigore dal 10 ottobre 2024, che specifica la valutazione delle caratteristiche dei dispositivi fissati in modo permanente su edifici e opere di ingegneria civile. La norma va letta anche alla luce dell’Errata Corrige EC 1-2026, in vigore dal 26 febbraio 2026.  

    Per la figura dell’installatore di sistemi di ancoraggio permanenti in copertura, il riferimento è la UNI 11900:2023, che definisce i requisiti relativi all’attività professionale di chi effettua montaggio, smontaggio e ispezioni dei sistemi di ancoraggio di cui alla UNI 11560.  

    Metodologie di lavoro in quota con utilizzo DPI

    Trattenuta

    Tecnica che serve ad impedire all’operatore di raggiungere una zona che presenti un rischio di caduta dall’alto, attraverso la limitazione della lunghezza della connessione tra punto di ancoraggio e imbracatura dell’operatore. Evitando qualsiasi possibilità di caduta, spesso è di difficile attuazione (es. lavoro su bordo del tetto) e dunque può essere utilizzata a livello procedurale come completamento di tecniche anticaduta.

     

    Metodologie di lavoro in quota con utilizzo DPI: trattenuta
    crediti: Sicurpal.

    Posizionamento

    Tecnica con cui l’operatore lavora in tensione con i dispositivi, senza quindi possibilità di caduta.
    Questa metodologia include un’imbracatura di posizionamento ed un cordino regolabile; su tetti molto inclinati permette di lavorare in tensione a mani libere. È necessario valutare attentamente la possibilità di prevedere una seconda connessione di sicurezza anticaduta, quando permanga un rischio di caduta.

    Metodologie di lavoro in quota con utilizzo DPI: posizionamento
    crediti: Sicurpal.

     

    Anticaduta

    Tecnica che permette l’arresto di una caduta dall’alto e la riduzione della forza sviluppata durante la caduta (. Il sistema deve comprendere una linea vita o un punto di ancoraggio cui collegare un’imbracatura completa anticaduta ed una connessione che incorpori una funzione di assorbimento di energia. È possibile utilizzare una corda a cui connettere un dispositivo anticaduta, in modo che l’operatore possa muoversi liberamente ed il dispositivo interviene in caso di caduta.

    In caso di caduta bisogna tenere in considerazione le problematiche di sospensione inerte e di soccorso, prevedendone a monte le modalità.

     

    Metodologie di lavoro in quota con utilizzo DPI: anticaduta
    Crediti: Sicurpal.

     

    Soccorso

    Sistema di protezione personale che permette di evacuare dalla zona di lavoro se stessi o altri.

    Il sistema di soccorso deve garantire la protezione sia dell’infortunato che del soccorritore e deve permettere l’evacuazione verso un luogo sicuro tramite una discesa e/o una risalita.

    In caso di caduta, l’operatore deve essere soccorso al più presto al fine di minimizzare gli effetti della sospensione inerte. È preferibile optare per la discesa verso il basso piuttosto che il recupero verso l’alto (minore complessità).

    Sono necessarie:

    • Disponibilità sul luogo di lavoro di kit da soccorso immediatamente utilizzabili;
    • Formazione adeguata alla squadra di lavoro perché ciascun operatore possa soccorrere i compagni.

     

    Lavoro sicurezza in quota: cosa fare in caso di soccorso

    Per ulteriori approfondimenti sui DPI si consiglia la lettura a questi due articoli:


    La redazione di INGENIO segnala questo approfondimento come contenuto tecnico utile per progettisti, coordinatori della sicurezza, RSPP, imprese, amministratori e operatori impegnati nella gestione dei lavori in quota.
    Il testo è stato aggiornato nel quadro delle norme oggi vigenti, con particolare riferimento alla UNI 11560:2022 per i sistemi di ancoraggio permanenti in copertura, alla UNI EN 17235:2024 per i dispositivi di ancoraggio permanenti e i ganci di sicurezza, e alla UNI 11900:2023 per la figura dell’installatore.
    Il punto centrale resta la corretta integrazione tra scelta del sistema, progettazione, installazione, formazione, uso dei DPI, ispezione e manutenzione: nei lavori in quota la sicurezza non dipende dal singolo dispositivo, ma dalla coerenza dell’intero sistema rispetto alle condizioni reali di impiego.

    Immagini

    Leggi anche