Quel vetro tagliente
Un viaggio visionario tra percezione, "seduzione dello spazio" e linguaggio visivo, dal testo di Anne Carson con tutte le follie che conducono a scegliere l’assurdità della guerra al “buco della serratura” di Lacan e Courbet fino alla poetica urbana dei portici UNESCO di Bologna e alla vertigine cinematografica de "Il portiere di notte" di Liliana Cavani. Balzani intreccia arte, corpo e architettura come dispositivi emotivi e cognitivi capaci di mostrare e occultare, unire pubblico e privato, sollecitando nuove letture dello spazio costruito e della memoria collettiva.