Appalti pubblici: le Professioni Tecniche italiane per lo sviluppo e l’occupazione

08/05/2014 3109
 

Appalti pubblici:
le Professioni Tecniche italiane per lo sviluppo e l’occupazione
 

Aprire il mercato ai giovani e garantire la trasparenza del settore, così come richiede Bruxelles.
 
 

A Roma, la Rete delle Professioni Tecniche incontra il mondo della politica per presentare le proposte di riforma dei lavori pubblici. Il documento è la voce di 600 mila professionisti. Su tutti il Ministro Lupi.
 

“Così come hanno fatto le professioni tecniche, anche il comparto pubblico deve fare rete. La riforma dei lavori pubblici rappresenta un'opportunità per il sistema Paese, che la P.A. deve cogliere tornando ad esercitare le funzioni di indirizzo e controllo”.
E' intervenuto così questa mattina (giovedì 8 maggio, ndr) il Ministro dellle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, a Roma presso il Teatro Quirino,all'incontro “Sviluppo e occupazione, gli obiettivi della riforma dei lavori pubblici”, promosso dalla Rete delle Professioni Tecniche (RTP).
L'organizzazione – coordinata dall'ing. Armando Zambrano - è la voce univoca di oltre 600.000 professionisti delle aree tecniche e raggruppa nove professioni ordinistiche, vale a dire Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e conservatori, Chimici, Agronomi Forestali, Geometri, Geologi, Ingegneri, Periti agrari, Periti industriali e Tecnologi alimentari.

“Vogliamo aprire il mercato dei lavori pubblici – ha esordito Zambranoin apertura dell'incontro - rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai giovani ed ai meno giovani che non siano in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, oltre a garantire una maggiore trasparenza per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione più controllate”.
Aprire il mercato dunque, assicurando i principi di trasparenza, in aiuto ai professionisti più giovani e meno strutturati. Questo il messaggio lanciato dalla RTP e contenuto nel documento presentato questa mattina al Ministro Lupi.
 

 
Un documento quello della Rete, che si inserisce all’interno del processo di allineamento della normativa nazionale alla nuova direttiva europea sugli appalti pubblici, approvata dal Parlamento lo scorso 15 gennaio, e che dovrà essere recepita dagli stati membri entro i prossimi due anni.
Di questo si è parlato nell'ambito delle due tavole rotonde a cui hanno partecipato, tra gli altri, Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario Ministero della Giustizia, Michele Baldi, consigliere regionale Lazio, Francesco Karrer, Università “La Sapienza” Roma, Sergio Santoro, Presidente Consiglio Superiore Lavori Pubblici e Ermete Realacci, Presidente 7° Commissione Camera (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici).
“E' opportuno – ha sottolineato lo stesso Realacci - creare un'infrastruttura dei saperi diffusa, in modo da decidere in maniera più oculata anche su quali opere effettivamente investire”.
 

Fare rete è dunque il messaggio lanciato al mondo politico. “La nostra realtà è nata durante la riforma delle professioni – ha spiegato Andrea Sisti, Segretario RTP e Presidente del Consiglio Nazionale degli Agronomi Forestali - ed è un esempio di come si possano raggiungere obiettivi importanti di coesione (come il contenzioso perenne tra le professioni per le competenze), nonostante l'attuale momento di crisi che stiamo vivendo”.
Un settore che, oltre a queste problematiche, deve confrontarsi anche con la necessità di offrire una maggiore qualità delle prestazioni professionali. “Esprimo soddisfazione – ha detto Rino La Mendola, Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori - in quanto l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici ha accettato il principio da noi espresso secondo il quale occorre eliminare il contrasto oggi esistente tra norme di rango diverso. Una situazione che sta bloccando il mercato degli operatori economici rispetto al quale ci aspettiamo una determina chiara da parte dell'Autorità”.
  
 Un ambito, questo, in cui si ritiene doveroso compiere ulteriori sforzi per regolamentare in maniera più chiara ed efficace anche ruoli e diritti del singolo professionista.
Ad alimentare il dibattito i vertici e i rappresentanti delle professioni tecniche tra cui Leopoldo Freyrie, Presidente Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Gian Vito Graziano, Presidente Consiglio Nazionale Geologi, Maurizio Savoncelli, Presidente Consiglio Nazionale Geometri nonché i delegati in materia come Rino La Mendola, Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Michele Lapenna, Consiglio Nazionale Ingegneri, Sergio Molinari, Consiglio Nazionale Periti Industriali, Eugenio Cottone, Consiglio Nazionale Chimici, Salvatore Tripoli, Consiglio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
  
   
 
Roma, 8 maggio 2014

 
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