APPALTI PUBBLICI: definiti i requisiti per rientrare nella lista delle 35 Centrali di Committenza

Almeno 260 milioni di appalti soprasoglia nell'ultimo triennio, la proposta del Governo
 
A stabilirlo lo schema di Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri in concerto col Ministro dell’Economia e delle Finanze e che dovrà essere ora discusso nella sede della conferenza unificata.
 
Con l’approvazione del cosiddetto decreto IRPEF n.66 del 2013 si è concretizzata di fatto una delle riforme più radicali e importanti del settore degli appalti pubblici degli ultimi anni.
Si è passati infatti dalle 32.000 stazioni appaltanti esistenti alle sole 35 maxi Stazioni Appaltanti (Soggetti Aggregatori)oltre al Consip (la centrale acquisti delle Pubbliche Amministrazioni) il cui elenco verrà istituito nell’ambito dell’Anagrafe unica delle Stazioni Appaltanti.
 
Secondo quanto indicato nel Dpcm-Mef, per poter concorrere a entrare nella lista dei "soggetti aggregatori", le stazioni appaltanti dovranno aver mandato in gara beni e servizi soprasoglia per almeno 260 milioni nell'ultimo triennio, e per almeno 50 milioni per ciascun anno del triennio.
 
Ma non tutte potranno farne richiesta.
Il Dpcm-Mef infatti prevede la possibilità di iscrizione a due sole categorie di enti:
·         le «città metropolitane istituite ai sensi del legge 7 aprile 2014, n. 56 e del decreto legislativo 17 settembre 2010, n.156 e le «province»
·         le «associazioni, unioni e consorzi di enti locali comunque denominati» (ai sensi del Dlgs 267/2000).
 
Per entrare nella fase operativa sarà necessaria una prima fase istruttoria di circa due mesi, a partire dall’entrata in vigore del Dpcm. Nei primi 30 giorni l'Autorità anti corruzione dovrà approvare una delibera con le procedure per l'iscrizione; mentre nei 30 giorni successivi, i soggetti interessati potranno procedere all’iscrizione seguendo le indicazioni dell'Anac.
 
A questa prima fase seguirà poi una vera e propria "gara" tra i soggetti richiedenti, durante la quale l'Anac procederà alla verifica dei requisiti attraverso il coinvolgimento di alcuni soggetti (banca dati nazionale dei contratti pubblici) per poi stilare una graduatoria in base al valore degli importi mandati in gara.

La "graduatoria" si riapre ogni tre anni, con la verifica dei soggetti inclusi nell'elenco e di quelli esclusi.