E' mancato Giorgio Moretti, Genio e Regolatezza del Calcestruzzo moderno

Si sono tenuti oggi a Roma i funerali di Giorgio Moretti, uno dei più importanti esperti di calcestruzzo che abbiamo avuto in Italia.

Non amava scrivere di calcestruzzo, è raro trovare suoi articoli in letteratura, ma amava scrivere poesie. E' questo il quadro che forse meglio descrive uno dei pochi geni di questo materiale da costruzione, il più utilizzato in Italia e nel mondo, ma così poco conosciuto e poco rispettatto.

Giorgio Moretti era un ecclettico, un signore dai modi gentili, anche quando si arrabbiava, che non aveva mai smesso di studiare il comportamento e le prestazioni del celcestruzzo nel tentativo di riuscire, attraverso l'uso della statistica e dei computer, a studiarne il comportamento, per prevederne le prestazioni, e quindi l'affidabilità. Era partito dagli studi di Dewar per poter affrontare il controllo della produzione industriale del calcetruzzo con il metodo statistico delle famiglie. Con l'aiuto dell'amico Cipolloni, scomparso qualche anno fa, aveva automatizzato e affinato il sistema, fino a renderlo uno dei pochi programmi al mondo in grado di progettare e controllare quantità vaste di produzione del calcestruzzo. Aveva proseguito con suoi "discepoli", primo fra tutti Marco Toni.

Ma Giorgio Moretti è stato tra i protagonisti anche del cambiamento storico del calcestruzzo italiano da materiale a dosaggio a prodotto a prestazioni. All'inizio degli anni novanta creò il regolo del calcestruzzo, regalando all'ATECAP, l'associazione da poco nata per rappresentare il mondo del calcestruzzo. Il regolo era uno strumento semplice: immettendo le condizioni ambientali, individuava la classe di esposizione (secondo la UNI 9858, appena pubblicata), la resistenza caratteristica minima, il rapporto acqua/cemento e il contenuto di aria aggiunta minima. Diffuso in migliaia di copie, copiato anche da altri gruppi, divenne un must per il progettista del cemento armato.

Giorgio era uno dei tecnici animatori di un ATECAP presieduta da Giovanni Battista Benazzo, un'Associazione che provava a liberare il settore dal giogo e controllo delle imprese di costruzioni, che aumentava di giorno in giorno il numero di iscritti, di iniziative. Il cuore pulsante dell'Associazione era la Commissione Tecnologica, presieduta da Francesco Biasioli, con all'interno un gruppo di tecnici affermati (tra cui Giorgio) e di giovani (tra cui il sottoscritto).

Le battaglie si chiamavano marcatura CE del calcetruzzo, controlli in cantiere, superamento del concetto di dosaggio, corretta prescrizione delle prestazioni, EN 206 ... Giorgio Moretti lavorava in Cemencal, a due passi dalla sede dell'Associazione, in pratica sempre presente.

Come suddetto aveva i toni gentili, anche quando si arrabbiava, ma se non fosse per la sua indelebile fede laziale (quella di Zeman, per intenderci), lo difenerei un uomo bianco nero. Infatti non amava le mezze misure, chi si nascondeva dietro i paraventi, e chi giocava in modo non corretto. Nel corso degli anni ha rivestito ruoli di crescente importanza, in gruppi che hanno fatto la storia delle costruzioni italiane, come la Cemencal e la Buzzi Unicem, ma il suo carattere e le sue idee nette gli hanno portato a ricevere simpatie ma anche grandi scontri.

Un male noncurabile l'ha portato via. Pochi giorni fa era ancora sul campo a fare prove.

A mio parere Giorgio Moretti al settore lascia attraverso la sua opera un messaggio: il calcestruzzo non è un prodotto artigianale, un gelato messo a punto da un mago pasticciere. Il calcestruzzo è un prodotto industriale, la cui progettazione, produzione (e controllo in fase di produzione), trasporto e messa in opera (e relativi controlli) avviene (e deve avvenire) secondo procedure industriali verificate. In questo modo il calcestruzzo può essere un prodotto senza pari nel mondo, o come le definiva Pierluigi Nervi "delle Pietre Fuse capaci di assumere qualunque forma, superiori alle naturali poiché capaci di resistere a tensioni”. E' impensabile nel 2015 ancor credere che un materiale da costruzione possa essere prodotto senza controlli, in impianti inadeguati, in modo non specialistico, come la legge purtroppo ancora consente di fare.


Un breve ricordo personale.

Quando mi hanno comunicato della scomparsa di Giorgio Moretti ho avuto un momento di vuoto, ma non di tristezza. Vi sono persone che hanno la capacità di trasmettere una così forte carica positiva, che trascende dalla loro presenza fisica nel tempo. Sono alcuni mesi che non lo vedevo, ma l'esperienza che ho vissuto negli anni della mia giovinezza professionale con lui a fianco mi hanno talmente caratterizzato e marcato che è come se lo avessi avuto sempre vicino. Con Giorgio ho passato ore ed ore a parlare di calcestruzzo, di vita, di donne, di amici, della sua figlia bellissima e indipendente, di calcio e di Zeman, di Roma (non della Roma). Mi ha letto le sue poesie, mi ha raccontato le sue storie, non mi ha mai voluto dire cosa ha letto nella mia mano (una rarità, perchè leggeva, dichiarava, e ci prendeva). Ho parlato di lui con l'amico Paolo Gabrielli una settimana fa, due giorni prima della sua scomparsa. E ora malgrado non ci sia più, non riesco ad essere triste, perchè mi torna in mente quel suo sguardo unico e un po' scanzonato che sapeva farti prendere il giusto verso della vita. No, con Giorgio la tristezza era bandita. Anche ora.


Come ricordato, Giorgio Moretti collaborò attivamente in ATECAP, in particolare negli anni della Presidenza Benazzo, che era anche l'AD dell'azienda in cui Girogio lavorava. Giovanni Battista Benazzo ha voluto inviarci una sua lettera di ricordo, che con grande piacere pubblichiamo.

Moretti carissimo,
a pochissime persone (le dita di una mano!) sono stato affezionato come a lei in 45 anni di lavoro.
Affetto, ammirazione, stima e gratitudine per la sua generosità e fedeltà nella collaborazione e nell’amicizia.
Le sue qualità umane sono state ancora superiori alle sue doti di straordinario tecnico del Calcestruzzo. Per me il migliore in quanto a capacità di coniugare l’irrinunciabile qualità con le esigenze commerciali e finanziarie delle aziende. Capacità che la portò molti anni fa alla nomina a Dirigente, una delle rare occasioni in cui la vidi davanti al Consiglio di Amministrazione…con la cravatta!
Adesso lei è salito nel Paradiso del Calcestruzzo dove certamente le sue ricette sono preziose ma avrà molto più tempo libero perché non c’è più bisogno di Controllo di qualità! Ognuno fa ciò che deve!
Gli Enti Normatori non si riempiono più la bocca solo di parole (inutili convegni nel teatrino di un palazzo a Porta Pia) senza esigere l’applicazione delle Norme. Gli Enti Appaltanti non pretendono offerte in cui il prezzo del Calcestruzzo non comprende nemmeno il valore delle materie prime di cui è composto.
Le Imprese non partecipano alle gare d’Appalto con offerte che permettono la loro sopravvivenza solo sulla base di contestazioni e successive revisioni prezzi. I produttori di Calcestruzzo non sono confrontati solo sul prezzo ma sulla qualità e affidabilità dei loro prodotti.
Per fortuna, anche se insieme a un manipolo di idealisti non abbiamo mai smesso di combattere, abbiamo avuto altre soddisfazioni dalla vita!
Cosa che le permette ora in Paradiso di leggere le sue poesie, con le quali ha anche vinto un premio, e soprattutto ha la fila degli Angeli che vogliono farsi leggere la mano! Non tanto per conoscere il loro futuro, che già conoscono, ma per il piacere di chiacchierare con lei con lo humour e l’arguzia abituali.
Piacere che ho avuto tante volte nei nostri periodici pranzi da Leopoldo, l’ultimo due mesi fa, in cui facevamo un cocktail di aggiornamento su mille argomenti.
Sono sicuro che tutti i suoi amici, sparsi per l’Italia perché lei era spiritualmente un nomade, siano d’accordo con me nel ringraziare il buon Dio di avercelo mandato. Ma non cerchi di leggere la mano anche a lui!
Grazie Moretti, arrivederci.
Un saluto molto affettuoso
Nanni Benazzo