Crollo palazzina e certificato di stabilità obbligatorio: proposte, reazioni, prospettive

10/07/2017 9106

Crollo palazzina a Torre Annunziata: il ministro Delrio "twitta" il futuro obbligo, dal 2018, della certificazione statica (certificato di stabilità) nei contratti d'affitto e di compravendita. I possibili sviluppi e le reazioni di Geologi e Ingegneri che chiedono a gran voce il fascicolo del fabbricato

Dal 2018 - con inserimento della norma nella prossima Legge di Bilancio - sarà probabilmente obbligatorio il certificato di stabilità per tutte le case (contratti di affitto e compravendita). Lo ha preannunciato su Twitter il ministro delle Infrastrutture Delrio all'indomani del tragico crollo di una palazzina di quattro piani a Torre Annunziata, che ha provocato otto vittime.

L'idea allo studio del Governo è di rendere obbligatoria la certificazione statica nei contratti d'affitto e di compravendita, di fatto come è già previsto per la certificazione energetica degli immobili. Sul tema dei costi della certificazione Delrio ha sottolineato come tramite il Sisma Bonus essi saranno detraibili all’85%. In totale, lo Stato è disposto quindi a sostenere fino a mezzo miliardo all'anno per le detrazioni.
 
La reazione del CNI
Armando Zambrano, Presidente del CNI, ha così replicato alle dichiarazioni del Ministro: “L’annuncio dell’introduzione del certificato di stabilità è una cosa opportuna da parte del Governo. Il Sisma Bonus, in questo senso, è un bel passo in avanti, anche se sono necessarie delle modifiche normative per renderlo meglio attuabile. Va detto, però, che non possiamo aspettare che siano i condomini e i proprietari di immobili ad avviare determinate procedure. Bisogna far sì che si abbia una conoscenza più ampia dello stato degli immobili, in modo da poter stabilire se e come è necessario intervenire per garantirne la sicurezza”.
 
Da anni - prosegue Zambrano - come Consiglio Nazionale degli Ingegneri e come Rete Professioni Tecniche chiediamo l’istituzione del fascicolo del fabbricato. Riteniamo, infatti, che sia uno strumento determinante per conoscere le criticità di un edificio. Cominciano a rendersene conto anche gli organi di informazione che da un po’ di tempo lo indicano come una determinante fonte di conoscenza dello stato delle nostre case. Purtroppo, però, in questi anni determinate lobby, soprattutto quelle dei proprietari immobiliari, avanzando motivazioni a volte piuttosto fantasiose hanno lavorato per evitarne l’introduzione, facilitati dall’indifferenza colpevole della politica”.
 
In Italia – conclude Zambrano - abbiamo circa 20 milioni di edifici costruiti prima che venisse introdotta la normativa sul rischio sismico che ha imposto regole più stringenti nel settore delle costruzioni. In questo senso, dopo l’iniziativa di Delrio, ci aspettiamo un ulteriore sforzo dal mondo della politica, anche nella direzione dell’introduzione del fascicolo del fabbricato”.

Il parere dei geologi
Se ci fosse stato il fascicolo del fabbricato – afferma il Presidente del CNG, Francesco Peduto - sarebbero stati evidenti i problemi strutturali e non legati all’edificio e soprattutto si sarebbe avvertita la necessità di procedere obbligatoriamente ad eventuali manutenzioni del palazzo. Sembrerebbe – continua Peduto - che nello stabile fossero in corso dei lavori di ristrutturazione. E se la causa o la concausa del crollo fosse dovuta proprio agli interventi in atto è sempre perché, senza fascicolo del fabbricato, è impossibile ricostruire tutte le problematiche e gli eventi che hanno interessato un edificio e di cui potrebbe non essere stato possibile tenere conto dei lavori previsti”. Per ribadire l’importanza del fascicolo del fabbricato, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi paragona lo stesso al libretto pediatrico di un bambino: il posto in cui annotare le malattie, le cure e le ricadute.

Sul crollo della palazzina nel napoletano, è intervenuto anche il Consigliere nazionale Domenico Angelone che ha sottolineato come “ancora di più in quelle aree, per quanto riguarda il rischio vulcanico, il fascicolo del fabbricato costituisca un utile strumento per la valutazione della vulnerabilità degli edifici stessi e quindi per la redazione dei piani comunali di Protezione civile. Ci sono ancora comuni italiani che non dispongono di piani di Protezione civile, in molti casi questi sono obsoleti e non rispondenti alle reali criticità del territorio”.

Periti industriali: ok certificato di stabilità ma insieme al Fascicolo del fabbricato
"Sì all’istituzione di un certificato di stabilità obbligatorio per gli edifici, ma all’interno di un piano complessivo di prevenzione e sicurezza. Perché questo intervento da solo non basta a prevenire tutti gli eventi drammatici che possono derivare da fughe di gas, esplosioni elettriche, impianti non a norma”. Così il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati Giampiero Giovannetti commenta la decisione del ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, all’indomani del crollo della palazzina di Torre Annunziata, di rendere obbligatorio un certificato di stabilità per tutti gli edifici. “Si tratta senz’altro di uno strumento importante” dice Giovannetti, “che però non previene tutti quegli altri episodi che mettono a rischio quotidianamente il livello di sicurezza delle nostre abitazioni. E per capirlo è sufficiente leggere qualche dato”. 

Secondo i numeri del Centro studi del Cnpi, infatti, il 74,1% degli edifici residenziali è stato costruito prima degli anni 80 e circa un quarto (25,9%) prima della seconda guerra mondiale. L’elevata anzianità si ripercuote anche sullo stato di conservazione complessivo. Sono oltre 2 milioni, vale a dire il 16,9% del totale, gli edifici residenziali che si trovano in mediocre (15,2%) o pessimo (1,7%) stato di conservazione e dove quindi gli interventi manutentivi risultano più invasivi ed onerosi.

Sempre secondo i dati nel corso del 2015 sono stati realizzati più di 150 mila interventi di soccorso negli edifici, prodotti da problemi di cattive condizioni statiche tra crolli o cedimenti (più di 48 mila interventi), da fughe di gas (23 mila) e da incendi ed esplosioni prodotti da cattive condizioni degli impianti o dei macchinare presenti nelle abitazioni (quasi 84 mila).

Infine c’è da considerare il dato complessivo di infortuni e vittime: negli ultimi cinque anni, le persone infortunate a causa di crolli o cedimenti strutturali nelle abitazioni, fughe di gas, incendi ed esplosioni da cause elettriche o cattivo funzionamento di impianti avvenuti nelle abitazioni rilevate a seguito di interventi dei vigili del fuoco sono state 3368 mentre i morti 631, al pari di quello prodotto dagli ultimi due terremoti (634).

Queste cifre - aggiunge Giovannetti - ci obbligano a guardare al problema sicurezza nella sua globalità, perché mettono in evidenza un dato allarmante: non sono solo i danni strutturali la causa di vittime e infortuni, ma una molteplicità di fattori (fughe di gas, impianti non a norma). Mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare italiano però è possibile, così come si può ottenere una mappatura ragionata dell’intero complesso edilizio. Da oltre dieci anni diciamo che la risposta per noi è nell’introduzione del Fascicolo del fabbricato che permette un’azione a tutto tondo: dalla prevenzione dal rischio sismico e da impianti elettrici non a norma, fino alla dispersione  energetica e alla conoscenza complessiva del patrimonio abitativo”.

Il fascicolo del fabbricato contiene tutte le informazioni principali relative alla progettazione, alla struttura, alle componenti statiche, funzionali e impiantistiche di un immobile. “Se si considerano gli incidenti derivanti dalle altre condizioni in cui versano gli immobili è evidente come il tema assuma una dimensione globale che non può in alcun modo esser trascurata né più rinviata. Come organi ausiliari dello Stato siamo pronti a mettere a disposizione della collettività questo patrimonio di competenze. Speriamo questa volta si comprenda davvero che l’appuntamento con il Fascicolo del fabbricato, e quindi con la prevenzione e la sicurezza, non sia più procrastinabile”.

Architetti: è solo il primo passo
Anche gli architetti italiani concordano con la proposta del ministro Delrio sull’introduzione del certificato di stabilità per gli edifici volto a migliorare le condizioni di sicurezza degli immobili. Per il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatorisi tratterebbe di una documentazione “minimale” che consentirebbe di conoscere le condizioni di vulnerabilità degli edifici per avere un quadro realistico dello stato del patrimonio edilizio del nostro Paese, anticipando l’istituzione dell’auspicato fascicolo del fabbricato -  una sorta di “cartella clinica”  -   contro il quale, anche in queste ore, si levano interessate voci di dissenso”.

Non c’è dubbio - conclude -  che lo sterminato patrimonio edilizio italiano vada messo in sicurezza considerando che fortunatamente si è arrestato il processo di espansione. Può essere l‘occasione non solo per raggiungere dei necessari standard di stabilità per ogni immobile, ma anche per rimettere in moto in maniera virtuosa l’edilizia, colpita, più di tutte, dalla crisi economica".

Associazione ISI, favorevoli all'obbligatorietà
Al coro di commenti favorevoli alla proposta del Ministro Delrio, anche l'Associazione ISI da sempre impegnata ad evidenziare lo stato di vetustà del nostro patrimonio edilizio e la necessità di arrivare ad un Documento/Attestato che individui la prestazione (o grado di vulnerabilità, o grado di resilienza) sismica. degli edifici.

"Non possiamo quindi che giudicare favorevolmente l’iniziativa del Ministro Delrio di rendere obbligatoria la presentazione di una certificazione relativa allo stato di salute strutturale dell’edificio, al momento del passaggio di proprietà analogamente a quanto già avviene in ambito energetico. - ha commentato il Presidente ISI, Luca Ferrari -  "Non possiamo ogni volta accusare il governo di attendere di non avere fatto i controlli se non dotiamo il Paese di uno strumento preventivo efficace. Una scelta di questo tipo potrà portare anche alla necessità di rinnovare il patrimonio immobiliare o attuare delle azioni di rinforzo strutturale, ma l’ingegneria italiana, nel suo complesso considerando professionisti e tecnologie, ha gli strumenti per poter dare oggi una risposta a qualsiasi esigenza.

Ci auguriamo quindi come Associazione di Ingegneria Sismica Italiana che il Ministro possa portare avanti questo progetto e non resti una semplice dichiarazione post incidente.

Anche l'ANCI chiede il fascicolo del fabbricato
Riteniamo opportuna l'introduzione della certificazione statica, elemento importante del libretto del fabbricato del quale l'Anci aveva chiesto l'obbligatorietà. L'ipotesi annunciata dal ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio di rendere obbligatorio almeno la produzione del certificato di staticità al momento della stipula di contratti di compravendita o di locazione degli immobili, sul modello di quanto avviene riguardo al consumo energetico, va nella direzione giusta”. Lo sostiene il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro.

E' l'ora di prevedere un piano per l'edilizia privata - continua Decaro -. I soldi per l'emergenza casa sono pochi e passano dalle Regioni. I Comuni, in una interlocuzione con gli ordini professionali di ingegneri, architetti e geometri devono invece essere coinvolti: vogliamo città sicure con immobili sicuri. Ben vengano gli interventi di forte defiscalizzazione che possono essere anche un'occasione di ripresa dell'attività edilizia nelle città”. La questione prioritaria, però, è la sicurezza. “Ma in gioco, come purtroppo dimostra l'ultimo crollo a Torre Annunziata, - conclude infatti il rappresentante dei sindaci italiani - è la sicurezza delle famiglie e di tutti i cittadini”.

Il parere del Professor Edoardo Cosenza
Al tweet di Delrio ha immediatamente risposto Edoardo Cosenza, Ordinario di tecnica delle costruzioni all’Università Federico II di Napoli, scrivendo sul suo profilo Facebook: “Non facciamo errori sull’onda dell’emotività. Ottima l’intenzione politica, ma non diciamo cose irrealizzabili. La compravendita riguarda singoli appartamenti. La sicurezza statica l’intero edificio"
 
Pertanto, secondo Cosenza, "non si può obbligare a preparare e inserire un certificato statico - qualunque esso sia - negli atti delle singole compravendite che riguarda un singolo e non l’intero condominio. Non confondiamo con la certificazione energetica please. Lo dico e lo ripeto: si deve incentivare l’uso del sismabonus, non inventare altre soluzioni fantasiose o irrealizzabili".

Confedilizia: professionisti in cerca di lavoro facile
In un fascicolo del fabbricato l’operatore disonesto scriverebbe cose diverse da quelle che effettivamente realizza, con ciò svuotandolo di qualsiasi (eventuale) utilità”. Così Confedilizia, la Confederazione italiana proprietà edilizia, che aggiunge che "è evidente a chiunque conosca l’Italia che la richiesta di questo obbligo giunge ciclicamente (e persino, tristemente, poche ore dopo una tragedia) da professionisti in cerca di lavoro facile e garantito (attraverso l’ennesimo pezzo di carta)".
 
Confedilizia spiega di essersi sempre schierata contro il libretto casa perché il libretto non servirebbe allo scopo indicato e creerebbe illusioni, risultando addirittura dannoso. Vengono anche riportate le parole del professor Camillo Nuti, ordinario di Tecnica delle costruzioni e membro del Consiglio superiore dei lavori pubblici e consulente della Protezione civile: “Sul fascicolo del fabbricato si illudono le persone. La sicurezza di un fabbricato è una cosa estremamente complessa che non può essere demandata a una cartella che contiene documenti”.