Sicurezza del lavoro con le stampanti 3d e i sensori per il monitoraggio dei lavoratori

18/07/2017 2256
Papers della EU-OSHA sugli scenari previsionali degli effetti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori con l'introduzione delle stampanti 3D e delle tecnologie sensoristiche per il monitoraggio del benessere psicofisico.
 
 L’EU-OSHA ha pubblicato (in inglese) due nuove analisi di esperti che studiano le applicazioni di determinati tipi di tecnologie sul posto di lavoro: una prende in esame la stampa in 3D (la cosiddetta produzione additiva) e i potenziali nuovi rischi in termini di responsabilità, materiali utilizzati, flessibilità dei modelli di produzione e monotonia sul posto di lavoro. Nell’altra analisi, gli esperti si sono soffermati sul monitoraggio dei lavoratori attraverso la tecnologia finalizzata al benessere, che è già un fattore di cambiamento in molti luoghi di lavoro.

La stampa 3D
La stampa in 3D è un settore relativamente nuovo il cui possibile impatto su sicurezza e salute sul lavoro non è molto noto. L'analisi degli esperti esamina alcune domande fondamentali riguardanti le opportunità e le sfide dell'industria di stampa 3D emergente per i datori di lavoro, i lavoratori e il nuovo imprenditore, sia che lavori da ambienti di lavoro tradizionali che a casa o informali. Il documento, dopo aver passato in rassegna le diverse tecnologie di stampa al momento presenti sul mercato, giunge alla conclusione che dal punto di vista specifico della sicurezza sul lavoro, l'introduzione della stampa 3D nei luoghi di lavoro non avrà impatti significativi. Dopo tutto, è solo una macchina che richiede relativamente poco coinvolgimento manuale. Inoltre, la maggior parte dei materiali utilizzati nella stampa 3D sono conosciuti e così sono i loro effetti sulla salute per emissione di gas, esposizioni di materiali, movimentazione dei materiali e elettricità statica.
Diverso è il potenziale impatto in termini di benessere del lavoratore: la stampa 3D pone nuovi rischi in termini di insicurezza del lavoro (precarietà), orari di lavoro, responsabilità, monotonia e routine sul posto di lavoro e, infine, i rischi per la sicurezza derivanti dall'introduzione di macchinari sperimentali.

Sensori per il monitoraggio dei lavoratori
Negli ultimi anni, la tecnologia di monitoraggio è diventata molto più accessibile al vasto pubblico; gli smartphone, ad esempio, possono aiutarci a localizzare la nostra posizione, mentre gli orologi sportivi possono informarci sulla frequenza con cui svolgiamo attività fisica. Queste tecnologie vengono usate in misura sempre maggiore anche nei luoghi di lavoro, così che il datore di lavoro possa, per esempio, monitorare lo stato di salute dei propri dipendenti, sempre senza violare la privacy del lavoratore. In questa prospettiva lo studio realizzato analizza nel dettaglio l'invasione dei luoghi di lavoro sia del tradizionale monitoraggio delle prestazioni elettroniche professionali (EPM) che delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), tutte discusse e confrontate con la tecnologia di monitoraggio per il benessere del lavoratore. Le conclusioni della ricerca evidenziano come la tecnologia di monitoraggio non solo abbia il potenziale di aumentare il benessere dei lavoratori ma, soprattutto, può anche aiutare a comprenderlo meglio. Pertanto, le sue implicazioni sono ancora più ampie di quanto già previsto, poichè la tecnologia di monitoraggio non si limita solo ad aiutare il nostro benessere ma può fare molto di più per aumentare la sicurezza in termini di prevenzione nei luoghi di lavoro.
 
REDAZIONE ICLHUB
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