Edilizia sostenibile: lo sport predilige i materiali di riciclo

11/01/2018 2065

Che cosa hanno in comune l’Allianz Stadium (già Juventus Stadium), il Palaghiaccio di Torino, il centro ippico “Tashunka” di Todi, e lo stadio “Antonio Landieri” di Scambia? Sono tutti impianti sportivi in cui è stato previsto il recupero e riciclo di materiali.

Le strutture sportive come esempio, quindi, di economia circolare ed edilizia sostenibile. 

Juventus Stadium

Lo Juventus Stadium è ovviamente l’esempio più “visibile”:  è il primo stadio eco-compatibile al mondo. E’ nato, infatti, dal recupero e riutilizzo di materiale derivato dalla demolizione di strutture esistenti. 

 "Il principio è quello della raccolta differenziata" spiega uno dei progettisti, Francesco Ossola. "Neanche un grammo del vecchio materiale viene gettato via". I gradoni in cemento armato, ormai ridotti in poltiglia dalle ruspe sono stati frantumati e usati per i nuovi basamenti, nel medesimo luogo dove sorgevano i primi: 50 mila tonnellate di materiale. "E non sprecheremo neppure il materiale delle coperture, anche se non verrà riutilizzato qui ma altrove, dopo la fusione". 

Ogni pezzo di alluminio (300 tonnellate), acciaio (6 mila tonnellate) e rame (100 preziosissime tonnellate) è stato adagiato sull'ex campo e dopo una cernita è stato indirizzato ai luoghi di riciclaggio. “Abbiamo così una minore movimentazione di mezzi - dice Ossola - e si eviterà di depauperare le cave, oltre a risparmiare tempo e denaro. Per un impianto sportivo non è mai accaduto". 

Il caso è stato riportato anche nel rapporto Recycle, di Legambiente: oltre a evitare di sottrarre nuove materie prime, l’operazione green ha permesso un risparmio economico stimato in 2 milioni di euro circa, ma il risparmio di risorse 

Anche il Palaghiaccio di Torino, quello realizzato per le Olimpiadi del 2006, sono stati utilizzati materiali riciclati. In particolare l'aggregato riciclato è stato utilizzato per la realizzazione di tutto il sottofondo sia interno che esterno alla struttura. L’opera ha visto l’impiego di 20.000 metri cubi di aggregati riciclati. 

Non solo calcio.

Il centro ippico umbro “Tashunka” a Todi nasce da un progetto di riqualificazione in sinergia tra l’Uisp (Unione italiana Sport per tutti) ed Ecopneus, società di recupero pneumatici. In questo caso è stata impiegata gomma riciclata per le nuove pavimentazioni. Nei centri ippici la gomma “usata” trova spazio sia nella superficie sui pavimenti rigidi, come box e corridoi, sia sotto forma di granulo dove l’animale si muove e si allena. Per realizzare i 500 metri quadri e più di pavimentazioni del centro sono state utilizzate circa 15 tonnellate di gomma riciclata, l’equivalente in peso di oltre 1600 pneumatici da autovettura. Anche un altro centro ippico umbro, l’Happy Horse di Orvieto, è nato dal riciclo di 12.000 pneumatici usati.

Esempi di Riciclo nella lotta al malaffare

La gomma “fine vita” ha trovato spazio anche nella nascita dello stadio di Scampia (Napoli) dedicato ad Antonio Landieri, il disabile 25enne vittima innocente di camorra. Anche in questo caso è stata Ecopneus a dare il proprio sostegno per costruire l’impianto, un campo di erba sintetica di 500 metri quadri realizzato con 77.000 kg di gomma recuperati nella Terra dei fuochi, frutto di un protocollo d’intesa siglato dal ministero dell’Ambiente, prefetture e Comuni.

Legambiente ricorda esempi di edilizia sostenibile

Il rapporto Recycle di Legambiente riporta anche alcuni casi virtuosi di impiego di materiali di riciclo all’estero. Ne ricordiamo alcuni.

LA CALIFORNIA ACADEMY OF SCIENCE

L’edificio del California Academy of Science di San Francisco progettato da Renzo Piano, è un esempio di alta tecnologia e di sostenibilità.

Nella costruzione dell’edificio è stato riciclato materiale proveniente dalla demolizione del precedente museo. L’isolamento termico è garantito da lanugine proveniente dagli scarti dei blue jeans degli stabilimenti californiani della Levi’s. Circa 9 mila tonnellate di calcestruzzo e 12 mila di acciaio invece di finire in discarica sono state recuperate e riutilizzate raggiungendo un mirabile risultato: circa il 90 % delle strutture in acciaio usano metallo riciclato.

Il Calcestruzzo riciclato IN VIRGINIA, USA

Gli edifici dell’agenzia per l’ambiente (Environmental Protection Agency) situati ad Arlington, in Virginia, sono un ottimo esempio di come strutture destinate ad uffici possano essere costruite puntando ad una efficiente gestione delle risorse. Gli edifici contengono, in media, il 27% di materiale riciclato, come scorie aggregate ricavate dal cemento (circa 670.000 tonnellate utilizzate). Prima della costruzione, il team del progetto ha sviluppato un piano di gestione dei materiali da C&D, includendo il monitoraggio dei materiali di scarto derivati dalla costruzione. La maggior parte di questi materiali sono stati separati in cassonetti specifici materiali in cantiere, che sono stati poi portati ai riciclatori C&D. I principali materiali riciclati utilizzati sono legno, acciaio, cemento, asfalto, cartone e carta. Si stima che circa il 71% (circa 2.000 tonnellate) dei materiali da C&D generati durante la costruzione è stata riutilizzata e quindi non messa in discarica.

Calcestruzzo Green per la COUNCIL HOUSE A MELBOURNE

Nella realizzazione della Council House a Melbourne, un edificio per uffici di 10 piani, sviluppato grazie ad una progettazione collaborativa avanzata di architetti ambientali, ingegneri e designers, terminato nel 2006 è stato fatto largo uso di calcestruzzo "Green Concrete". In questo modo si è sostituito l’utilizzo di materiali vergini con riciclati, materiali di scarto e ceneri volanti in un range dal 20% al 60%, a seconda delle parti dell’edificio. La facciata ovest e’ dotata di aperture realizzate con legno riciclato che si muovono a seconda della posizione del sole e sono alimentati da pannelli fotovoltaici installati sulla copertura.

Il Riuso per il SILOS DI COPENHAGEN 

L’intervento a Copenaghen di recupero e la riconversione in abitazioni di due ex silos gemelli situati sul lungomare di Copenaghen è interessante non solo per il riuso dell’esistente, ma anche per per il riutilizzo in loco del calcestruzzo, che è stato riadattato per la riconversione attraverso una attenta fase di decostruzione e ricostruzione. L’assemblaggio modulare e la prefabbricazione della maggior parte dei componenti hanno ridotto i costi ed i tempi di realizzazione del 33%, rispetto ad una costruzione ex novo di tipo tradizionale. 

Dall'Economia circolare al Business green

Edilizia sostenibile che porta alla nascita di economia e business circolare. Nicolas Meletiou, per esempio, evidenzia come «Col riciclo delle scarpe da running costruiamo piste in nome di Mennea» Il managing director di Eso racconta come le sneakers si trasformano in pavimentazione di piste di atletica o di parchi gioco per i più piccoli. Per un metro quadrato di pavimentazione servono dalle 40 alle 60 paia scarpe.

Il sostegno dei sistemi di certificazione

Come riporta il rapporto di Legambiente, la certificazione ambientale può aiutare la spinta a questi processi in edilizia. Sono diversi i sistemi di certificazione volontari che spingono l’attenzione della progettazione edilizia verso l’uso e riuso razionale delle risorse, il riciclo dei materiali da demolizione e la riduzione dei consumi energetici da fonti fossili e di emissioni di inquinanti. Nel Regno Unito è diffuso il BREEAM, come sistema di certificazione volontario, e i materiali da costruzione utilizzati vengono valutati in base al ciclo di vita utile, dalla loro estrazione alla loro lavorazione, fino all’ utilizzo e smaltimento. I materiali hanno un punteggio da A+ fino a E, dove A+ simbolizza il minore impatto. I crediti sono anche assegnati ai materiali che vengono procurati responsabilmente, per esempio il legno FSC o prodotti simili. Si incoraggia inoltre il riuso di strutture e materiali già esistenti.

Non molto distante come approccio è il LEED che nasce negli Stati Uniti. Per i materiali il numero di punti assegnati è proporzionale alla quantità di materiale riciclato utilizzato nella realizzazione dell’edificio. Inoltre viene considerata anche la distanza di estrazione, lavorazione e produzione.

In Australia il sistema di valutazione degli edifici è il Green Star. I crediti per i materiali si acquisiscono in base alla quantità di alcuni requisiti, come ad esempio il riutilizzo dei materiali da costruzione, e nello specifico se si tratta di materiali riciclati e riciclabili. Inoltre tra i criteri di valutazione sono inclusi anche quelli di valutazione e riduzione degli impatti ambientali tramite l’LCA per un totale di massimo 6 punti, più 2 se si è forniti anche dell’EPD (Environmental product Declaration). In Svizzera con il sistema ECO-BAU vengono richieste verifiche sulla “ecologicità” della costruzione, in relazione alle scelte delle materie prime, dei processi di produzione e degli scenari di smontabilità e riciclabilità dei componenti edilizi, con un approccio all’ LCA.

 

LINK: Rapporto di legambiente