Il Dizionario della Digitalizzazione: F come Facility Management

INGENIO  lancia la rubrica "Il Dizionario della Digitalizzazione" a cura di Simone Garagnani, si tratta di brevi articoli con l’obiettivo di riflettere o di approfondire o ancora di guardare da un punto di vista diverso  termini ormai entrati nel linguaggio corrente e che a volte si utilizzano senza valutarne il reale significato.

F come Facility Management

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Uno dei pilastri del paradigma digitale applicato al mondo delle costruzioni è rappresentato dall’approccio temporale nei confronti delle fasi realizzative delle opere, il lifecycle per dirla all’inglese. L’evoluzione nei contenuti e nei dettagli che avviene naturalmente nel tempo, sia per il progetto ex-novo sia per l’intervento sull’esistente, presenta problematiche differenti ad ogni singolo passo del processo, a partire dal concept sino a giungere alla gestione di quanto realizzato; la gestione, soprattutto delle costruzioni che ospitano attività produttive o di servizio, necessita in maggior misura di informazione adeguata per il corretto mantenimento di opere e attività. L’organismo edilizio, in altre parole, deve funzionare, mantenere un livello di performance adeguato nel tempo ed essere in grado di ospitare al meglio funzioni e risorse, nel rispetto di criteri e concetti propri del Facility Management (FM).

L'IFMA Italia, emanazione locale dell’International Facility Management Association statunitense, definisce FM come “la disciplina aziendale che coordina lo spazio fisico di lavoro con le risorse umane e l’attività propria dell'azienda. Integra i principi della gestione economica e finanziaria dell'azienda, dell'architettura e delle scienze comportamentali ed ingegneristiche”. Da un punto di vista operativo, per facilities si intendono ”gli edifici ed i servizi necessari a supportare e facilitare le attività aziendali”.

L’architettura costruita diventa dunque elemento collaborante dell’attività produttiva, luogo dove la responsabilizzazione delle figure preposte al controllo delle condizioni e delle modalità con le quali il “sistema edificio” funziona si coniuga alla ricerca di strumenti efficaci per garantire l’assolvimento degli obblighi normativi e tutelare gli attori rispetto a eventuali problematiche legali. Se negli anni recenti i sistemi CAFM (Computer Aided Facility Management) hanno portato i vantaggi della rappresentazione digitale nel dominio complesso della gestione di persone e processi, è l’informazione collegata alla visualizzazione a fare oggi la differenza.

Manuali d’uso, certificazioni a revisione periodica, interrogazione di archivi di dati in tempo reale, fino a giungere al tanto auspicato fascicolo del fabbricato digitale sono solo alcuni dei possibili scenari operativi secondo i quali la digitalizzazione informativa è in grado di agevolare la gestione del costruito.

Termini come “Big data” e “Business intelligence” acquisiscono così nuovi significati, andando ad intercettare quelle tecnologie e quelle infrastrutture informatiche che di fatto consentono la manipolazione di grandi quantità di informazione: il metadato, inteso come dato ricavato dal dato, può facilmente individuare scenari dove non è più solamente il responsabile “umano” a controllare il processo. Output leggibili da sistemi digitali evoluti possono già tratteggiare un quadro nel quale la “manutenzione predittiva delle macchine” riesce a individuare criticità e vantaggi, monetizzandone le conseguenze. Per dirla con le parole di Mark Bew, chairman dello UK BIM Task Group: “We need to seize the opportunity we've been given to reinvent construction in the digital age”.