Prevenzione sismica: le verifiche sismiche non impongono i livelli di conoscenza

Rettifica da parte di TECNOINDAGINI - 30 Luglio 2018

Un carissimo lettore ci ha segnalato che i contenuti del seguente articolo possono essere mal interpretati ed equivocati per quel che riguarda l’importanza delle analisi e delle prove dei Livelli di Conoscenza in ambito di verifica sismica. 
Ci scusiamo pubblicamente per l’imprecisione e gli equivoci generati; l’articolo, scritto da un ingegnere dello staff, è stato rivisto dall’ufficio marketing che, per ridurre il numero di battute e renderlo in ottica comunicativa e seo, lo ha semplificato a tal punto da snaturarlo. 
Ci preme comunicare pubblicamente che siamo fermamente convinti che al fine di effettuare la verifica sismica del fabbricato è necessario conoscerlo. Riteniamo, infatti, che la conoscenza della geometria dell’edificio, delle sue caratteristiche costruttive e meccaniche ed il prelievo di materiale sia fondamentale per la corretta esecuzione della verifica sismica.  

Quando si parla di verifiche sismiche non si parla di livelli di conoscenza

Sicurezza e Salvaguardia della Vita Umana sono gli obiettivi che devono essere raggiunti nella gestione degli edifici ed in particolare per la prevenzione in campo sismico. Il primo passo per raggiungere questi obiettivi viene prescritto dalle normative: obbligano, infatti, ad eseguire verifiche sismiche che consentono di migliorare la conoscenza dell’edificio al fine di valutarne la propensione sismica. 

Sono sempre le Normative che, all’interno delle NTC, definiscono le linee guida per eseguire queste verifiche sismiche: impostare un percorso di conoscenza graduale; favorire analisi non invasive; intendere le verifiche come una strada che consenta di ottenere la conoscenza dell’edificio tutelando l’integrità dell’immobile ed evitando spreco di risorse. 

Ad una prima valutazione, spesso, le verifiche sismiche vengono confuse con i Livelli di Conoscenza. Tuttavia, è importante capire che i Livelli di Conoscenza sono lo strumento propedeutico alle verifiche sismiche per migliorare la conoscenza del fabbricato, poiché sono costituiti da analisi e prove, a diversi livelli di approfondimento, che studiano le caratteristiche dell’edificio. Il livello di conoscenza LC3 permette di raggiungere l’obiettivo di conoscenza del fabbricato ad un livello molto approfondito, ma a discapito di sostenibilità, tutela dell’edificio ed ottimizzazione delle risorse e non sempre è necessario.

I Livelli di Conoscenza, se non inseriti in un progetto di valutazione sismica, non rispondono all’obiettivo di Sicurezza e Salvaguardia della Vita Umana.

Come stabilire, allora, come utilizzare i Livelli di Conoscenza per eseguire verifiche sismiche finalizzate alla sicurezza? A mettere chiarezza è la normativa.

Per la sicurezza le norme impongono verifiche sismiche e non livelli di conoscenza

DPCM 12-10-2007 | Capitolo 4.1 "Il percorso della Conoscenza"

“Si ha pertanto la necessità di affinare tecniche di analisi ed interpretazione dei manufatti storici mediante fasi conoscitive dal diverso grado di attendibilità, anche in relazione al loro impatto. La conoscenza può infatti essere conseguita con diversi livelli di approfondimento, in funzione dell’accuratezza delle operazioni di rilievo, delle ricerche storiche, e delle indagini sperimentali. Tali operazioni saranno funzione degli obiettivi preposti ed andranno ad interessare tutto o in parte l’edificio, a seconda della tipologia dell’intervento previsto.”

La normativa promuove un approccio graduale, chiedendo attenzione all’impatto che le analisi hanno sull’edificio. 

I metodi speditivi indicati dalle NTC per la conoscenza delle caratteristiche costruttive tutelano infatti il fabbricato e si basano su analisi che recano il minor danneggiamento possibile alla struttura. È opportuno, pertanto, adottare un metodo di verifica sismica che si avvale di un approccio graduale. In primo luogo, infatti è opportuno definire quali sono gli obiettivi delle verifiche sismiche e capire quali informazioni inerenti l’edificio già si possiedono e quali è necessario ottenere: solo così è possibile definire il Livello di Conoscenza del fabbricato che si deve raggiungere e quindi stabilire quali e quante prove è necessario effettuare.

Per raggiungere il Livello di Conoscenza LC3, sono necessarie verifiche esaustive, ovvero prelievi su almeno il 50% degli elementi strutturali, che risultano senza alcun dubbio più invasivi di un LC1 o LC2. Per ottenere le informazioni richieste dalle verifiche sismiche imposte dall’OPCM 2003, il prelievo sul 50% della struttura non sempre è necessario. Un campionamento così vasto consente sì di affinare i risultati, ma danneggia il manufatto. È controproducente, infatti, raggiungere una conoscenza così dettagliata prelevando campioni dal 50% di travi e pilastri, quando è sufficiente raggiungere una conoscenza meno minuziosa. 

l'uso delle prove per la conoscenza dell'edifico

Le verifiche sismiche sono prescritte per rispondere al bisogno di valutare la sicurezza dell’edificio e la Salvaguardia della Vita Umana. 

I livelli di conoscenza, invece, sono lo strumento per la conoscenza, più o meno approfondita, dell’edificio, e forniscono le informazioni necessarie sia alla verifica sismica, sia alla progettazione di interventi di miglioramento o adeguamento sismico. 

schema per effettuare le verifiche sismiche 

SISMOCERT, la verifica di vulnerabilità sismica sostenibile, agevole e non invasiva

SISMOCERT® è la verifica di vulnerabilità sismica nata dalla ricerca diagnostica per agevolare le verifiche sismiche e conoscere l’edificio. Rileva, elabora e fornisce ai professionisti tutte le informazioni per eseguire la valutazione sismica delle costruzioni. 

Si avvale di un’analisi numerica parametrizzata che individua le vulnerabilità attraverso verifiche e rilievi sull’edificio con metodi speditivi e analisi non distruttive, permettendo così di valutare l’edificio in modo non invasivo e preservandone l’integrità. L’approccio rende SISMOCERT® un protocollo anche sostenibile economicamente, consentendo di ottimizzare le risorse a disposizione, evitando interventi non adeguati e costosi e minimizzando i tempi di esecuzione delle prove, così da contenere anche i disagi per gli utenti.

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La verifica SISMOCERT® è stata istituita in conformità alle NTC ed è stata composta in modo da ottenere praticità del metodo e completezza dei risultati forniti: indice di sicurezza sismica, rilievo di tutte le vulnerabilità e classificazione sismica dell’edificio.

SISMOCERT® è uno strumento a disposizione dei professionisti che vogliono intraprendere un percorso di prevenzione sismica basato sulla conoscenza del costruito, sulla sostenibilità delle verifiche sismiche e sulla risposta alle richieste delle normative.

Per ulteriori informazioni sulla prevenzione sismica e SISMOCERT® visita il sito e richiedi la documentazione gratuita. 


NOTA DELL'EDITORE

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L’articolo realizzato da Tecnoindagini "Prevenzione sismica: le verifiche sismiche non impongono i livelli di conoscenza” riguarda un tema delicato e quindi ci sentiamo di entrare nel merito.
L’articolo riprende infatti un’opinione dello scrivente, e non quella di INGENIO: a nostro parere il tema, quello delle verifiche di sicurezza e dei livelli di conoscenza delle strutture, e il relativo quadro normativo, è forse interpretato un po' troppo liberamente. Il rischio è quello di generare confusione in chi legge piuttosto che suggerire un modo per "agevolare le verifiche sismiche”. Riteniamo peraltro importante il valore dei "livelli di conoscenza”, uno strumento utilizzato dalla Norma da cui partire per la definizione della vulnerabilità sismica di un edificio esistente ed, eventualmente, del livello di sicurezza raggiunto dopo interventi di consolidamento. Infine ricordiamo che spetta al progettista la scelta delle indagini che ritiene più opportune, ricorrendo certamente a tale tipo di indagini accoppiate ad un numero di "indagini invasive" crescente con il livello di conoscenza che si vuole adottare.

Nello spirito di approfondimento e confronto, tipico di INGENIO, siamo disponibili a pubblicare commenti e posizioni di chi opera nel campo, oltre a chiedere a Tecnoindagini di poter dare ulteriori chiarimenti sul testo.

Andrea Dari, Editore INGENIO