Alla Rassegna urbanistica dell'Inu la dimensione strategica dell'Area Vasta

INU 19/12/2018 1414

La Rassegna urbanistica nazionale "Mosaico Italia: raccontare il futuro", organizzata dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, in programma a Riva del Garda dal 3 al 6 aprile 2019, darà conto attraverso gli incontri e i progetti che vi parteciperanno dello stato dell'arte e delle traiettorie di evoluzione del governo del territorio nel nostro Paese. Sarà sicuramente al centro dell'evento la dimensione costituita dall'area vasta, che sta assumendo un'importanza crescente.

roberto-mascarucci-inu.jpgL'Inu vi lavora attraverso una Community, "Area Vasta e dimensione macroregionale", coordinata da Roberto Mascarucci.

Mascarucci spiega che si tratta di una dimensione e di una prospettiva a cui non si può fare a meno di dedicare attenzione, specialmente in questa particolare fase storica:  "Ci sono in atto importanti cambiamenti strategici e nel contempo occorre fare fronte a dei vuoti legislativi, penso alla riforma a metà delle Province. In ogni caso, oggi più di ieri, qualsiasi tema importante per le città deve essere affrontato passando dalla dimensione intercomunale".

Oggi più di ieri, appunto: sono temi proverbialmente di oggi quelli che attengono, per l'urbanistica, alla sostenibilità ambientale e alla mobilità sostenibile, ad esempio. 
Ambiente e mobilità che non possono trovare compiutezza all'interno dei confini comunali. I flussi e i corridoi ecologici prescindono dai confini amministrativi: una metropolitana di superficie deve prendere in considerazione esigenze di più Comuni, un fiume attraversa più territori così come per mettere in atto azioni contro il cambiamento climatico e le emissioni climalteranti vanno prese in considerazione e misurate situazioni e necessità di un bacino ampio. Inoltre, ragiona Mascarucci, l'esigenza di lavorare tra Comuni è cresciuta anche per altre ragioni, "la competizione tra territori ha fatto alzare il tiro. Per accedere ai fondi europei è necessario fare massa critica, così come per riuscire a essere competitivi: un Comune di poche migliaia di abitanti ha poche speranze di attrarre investimenti, diverso è se ci si trova di fronte a conurbazioni di una certa dimensione. Ritengo che ormai sia un passaggio ineludibile, occorre ridefinire il ruolo strategico delle città all'interno di una dimensione di largo respiro, anche se questo comporta delle difficoltà ulteriori. Un conto è convincere e mettere d'accordo la rappresentanza elettiva di un Comune, altro se queste si moltiplicano".

Non ha aiutato e non aiuta la riforma a metà delle Province: prima svuotate di risorse, poi mai abolite a causa del fallimento del referendum. Eppure, per Mascarucci, "ci sarebbe bisogno di una nuova dimensione programmatica capace di cogliere questi fenomeni. Non dico che bisogna necessariamente rifare da capo le Province, si potrebbe pensare anche ad accordi strategici tra Comuni, comunque lavorare a delle convenzioni  che tengano conto di una visione strategica".

Tra i contributi della Community "Area Vasta e dimensione macroregionale" alla Rassegna Urbanistica del prossimo aprile ci sarà un'importante ricerca, che ha colto una dimensione urbana forse trascurata nel nostro Paese. Tra le città metropolitane istituite per legge e quelle che l'Anci chiama città medie (sono oltre cento), la ricerca proprio tra queste ultime ne ha individuate trenta che funzionano come delle vere e proprie piccole metropoli, ovvero fanno da polo e svolgono funzioni per un territorio relativamente ampio, che oltrepassa i confini amministrativi. Una dimensione e una prospettiva di cui si dovrebbe tenere conto per provvedimenti e strategie ad hoc. Le trenta città/conurbazioni sono: Verona, Padova, Trieste, Taranto, Brescia, Parma, Modena, Reggio Emilia, Perugia, Livorno/Pisa, Foggia, Rimini, Salerno, Ferrara, Sassari, Siracusa, Pescara/Chieti, Bergamo, Trento, Vicenza, Bolzano, Piacenza, Ancona, Udine, Lecce, La Spezia, Brindisi, Treviso, Varese, Cosenza.

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