Riqualificazioni step-by-step mediante lo standard EnerPHit di Passivhaus

14/02/2019 1813

Lo standard EnerPHit mira ad incrementare la qualità e l’efficienza energetica di uno dei più comuni interventi sugli edifici: la ristrutturazione step-by-step

Ristrutturare pensando al futuro

Scopo di un intervento di riqualificazione è prolungare la vita utile dell’edificio. Per questo non si possono trascurare alcuni fattori tra cui la qualità del risultato, il comfort che viene garantito ed il fabbisogno energetico che si consegue. Nel corso degli ultimi decenni ciò è stato dimostrato attraverso decine di migliaia di edifici costruiti con lo standard Passivhaus – l’unico standard prestazionale a livello internazionale che garantisce un’eccezionale efficienza energetica.

Effettuare la riqualificazione mediante lo standard EnerPHit garantisce fabbisogni energetici orientati al futuro garantendo al tempo stesso una qualità del progetto adeguata ai tempi.

Che l’intervento sia conservativo o ricostruttivo, la finalità resta sempre e comunque il recupero dell’edificio. “Il patrimonio edilizio italiano – spiega l’ing. Ileana Iannone del Team ZEPHIR - ha bisogno di un importante intervento: vale la pena valorizzare strutture già presenti anche se la sfida è maggiore. Con gli edifici progettati ex novo si costruisce curando i dettagli fin da subito, mentre davanti a immobili esistenti si incontrano una serie di problematiche da superare”.

Un aspetto attuale e connesso a questo tema riguarda le condizioni non ottimali del maggior numero di edifici che possono generare problemi sanitari e di salute agli occupanti, come le malattie dovute all’insalubrità dell’aria causate a loro volta da una cattiva ventilazione e da elevati livelli di umidità assoluta nell’aria. In tema di ristrutturazioni, l’Istituto nazionale ZEPHIR diretto dal Dr. Phys Francesco Nesi ha introdotto in Italia EnerPHit, lo standard costruttivo nato dall’intuizione di Wolfgang Feist.

Come ottenere questa certificazione, ma soprattutto come raggiungere il massimo dalla ristrutturazione di un’opera privata o pubblica?

Nella progettazione della ristrutturazione edilizia, e nello specifico nella realizzazione di ponti termici e coibentazione termica, l’aspetto più importante da tenere in considerazione è la salubrità dei singoli componenti e non soltanto le specifiche tecniche che li caratterizzano. La qualità Passivhaus si distingue da temperature superficiali alte e omogenee, da livelli di comfort e soddisfazione degli utenti altissimi, prima ancora che dal rispetto dei consumi energetici. Quando un componente di un edificio esaurisce il proprio ciclo di vita si opta per una sostituzione dell’elemento o per un rinnovo completo. Ciò che avviene è una vera e propria trasformazione, una costruzione di una nuova opera che trasforma una struttura e talvolta anche il paesaggio che la circonda.

Salute e ventilazione degli ambienti

La ventilazione ha il compito fondamentale di smaltire l’umidità in eccesso che non viene adeguatamente eliminata dagli occupanti. Condense e muffe, nelle aree climatiche dominate dal riscaldamento, sono un male in primis per l’organismo umano, in secondo luogo per gli edifici stessi, che rischiano danneggiamenti consistenti a lungo termine. Intervenire sugli edifici senza un corretto approccio e un concept fisico-edile ben studiato rischia di peggiorare la situazione: sostituire dei vecchi serramenti genera un miglior comfort abitativo, ma allo stesso tempo diminuisce il ricambio d’aria e così, eliminando la maggior fonte di espulsione dell’umidità in eccesso – cioè spifferi e fughe, ne risente la qualità dell’aria respirata. Perciò diventa essenziale un impianto di recupero del calore in corrispondenza di altri interventi come la sostituzione dei serramenti. Si dovrebbero prevedere impianti di ventilazione a sola estrazione di aria a funzionamento continuo per riportare il livello di umidità assoluta a valori accettabili.

Talvolta la ristrutturazione raggiunge lo standard Passivhaus, specialmente se si può intervenire con una coibentazione esterna, quando non sussistono vincoli particolari sulla facciata o quando l’edificio presenta un volume importante per cui il fattore di forma S/V è estremamente conveniente, ma non sempre questo è possibile. Avendo a che fare con inevitabili compromessi, il Passivhaus Institut ha introdotto nel 2010 lo standard EnerPHit, con requisiti meno restrittivi ma con lo stesso livello di benessere e comodità abitativa, promuovendo interventi di rinnovo edilizio mediante l’impiego di componenti Passivhaus. 

Ottenere la certificazione EnerPHit

EnerPHit si orienta su criteri che permettono miglioramenti in termini di comfort termoigrometrico, durabilità strutturale, convenienza economica sul ciclo di vita dei materiali e risparmio energetico.

Si ottiene grazie a due diverse procedure:

  • la possibilità di utilizzare il metodo per componenti, che assicura comfort abitativo e non pone limiti al fabbisogno complessivo del fabbricato (figura 1);
  • il metodo standard, che prevede il raggiungimento di indici energetici lievemente più elevati dei requisiti Passivhaus (figura 2).

Per ottenere la certificazione EnerPHit per componenti è possibile considerare delle eccezioni in presenza di qualche valido e giustificato motivo: se l’immobile è sottoposto a vincoli culturali o paesaggistici oppure se realizzare un intervento comportasse una spesa troppo elevata in relazione a requisiti o relazioni particolari.

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Figura-1-Criteri-di-certificazione-EnerPHit-secondo-il-metodo-per-componenti-fonte-Passipedia

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Figura-2-Criteri-di-certificazione-EnerPHit-secondo-il-metodo-standard-fonte-EuroPHit13

La certificazione EnerPHit per componenti in sinergia con la normativa energetica italiana permette di raggiungere elevati livelli di comfort, puntando prima di tutto al benessere degli occupanti e in secondo luogo al risparmio energetico. Questo è possibile perché nello standard EnerPHit sono assenti criteri di fabbisogno termico e frigorifero annui.

Vediamo nel concreto quanto sia possibile ridurre effettivamente i consumi attraverso l’utilizzo di questi diversi standard costruttivi...

..continua la lettura nel pdf.


L'INTERVISTA

In occasione del Klimahause 2019, INGENIO ha realizzato una intervista al Dr. Phys Francesco Nesi direttore di ZEPHIR -Istituto nazionale ZEPHIR.

VAI ALL'INTERVISTA


E’ possibile approfondire il tema delle Ristrutturazioni consultando l’unico masterpiece presente in Italia e non solo, dal titolo Passivhaus. Il libro a cura di Francesco Nesi, con la prefazione di Wolfang Feist.

passivhaus.jpgZEPHIR è l’Istituto di ricerca ufficialmente accreditato dal Passivhaus Institut per rappresentarlo in Italia. Passivhaus è uno standard costruttivo nato dall’intuizione di Wolfgang Feist, un fisico edile che nel 1989 ha simulato un approccio “semplice” al tema del comfort abitativo, culminando nel 1991 con la costruzione della prima Passivhaus al mondo. L’istituto svolge attività di promozione, consulenza in termini di sviluppo di prodotti innovativi, ottimizzazione di quelli esistenti verso lo standard Passivhaus (concept impiantistici, serramenti, progetti di ricerca europei), formazione per progettisti e operatori di cantiere e rilascio di certificazioni. Si occupa sia di nuove costruzioni che di ristrutturazioni, sia di residenziale che di opere pubbliche. La ricerca del cost-optimum per ogni progetto assicura ai clienti il miglior investimento a fronte di una elevatissima soddisfazione data dal fatto di vivere in un ambiente super confortevole.

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