DIGITAL&BIM: come cambia l’edilizia urbana e territoriale nell’era digitale

05/10/2019 1500

La digitalizzazione e l’innovazione per l’ambiente costruito saranno il fulcro di DIGITAL&BIM Italia. Arene, eventi e conferenze per scoprire le potenzialità del BIM e delle piattaforme digitali per la Pubblica Amministrazione e per gli operatori del settore.

DIGITAL&BIM Italia, un’occasione per approfondire le trasformazioni dell’edilizia urbana

Il BIM applicato alla gestione della scala urbana e territoriale sarà uno degli argomenti chiave di DIGITAL&BIM Italia (21 e 22 novembre 2019, presso il quartiere fieristico di Bologna). L’appuntamento, organizzato da Senaf in collaborazione con BolognaFiere, è il primo e unico a livello nazionale ad essere dedicato esclusivamente alla digitalizzazione e all’innovazione per l’ambiente costruito. Grande spazio sarà dedicato, in particolare, ai temi relativi a BIM, GIS, Digital Platforms, Smart networks & Infrastructures

All’interno dell’evento sono previsti approfondimenti e luoghi in cui tutti gli attori del settore potranno confrontarsi e presentare le tecnologie, i sistemi e le più importanti case study. Tra le tante iniziative, DIGITAL&BIM Italia ospiterà in particolare: 

  • Geospaziale, smart infrastructures e smart land, un’arena dedicata a università e aziende che stanno sviluppando, nel mondo digitale, una comprensione precisa del comportamento fisico del l’ambiente costruito. Per comprendere, pianificare, prevedere, monitorare al fine di progettare, realizzare e manutenere le opere- spazi pubblici, comparti costruiti, reti, e infrastrutture in modo migliore. I progressi in questo settore stanno generando metodi ad alta efficienza e, nel prossimo futuro, si passerà dal semplice «posizionamento» ad un ruolo più ampio e più profondo nella costruzione e gestione di edifici e strutture. Un futuro che lega quindi BIM, IoT e Smart Land.
  • BIM4PA, brand ideato da DIGITAL&BIM Italia, un’arena per offrire un riferimento alle amministrazioni pubbliche in materia di digitalizzazione dei procedimenti che concernono i contratti pubblici (DM 560/2017) e dei procedimenti che riguardano i processi autorizzativi legati alla pianificazione urbanistico-territoriale. Con interventi di esperti, di stazioni appaltanti che hanno già avviato il percorso della digitalizzazione e potranno illustrare i vantaggi che la PA può ottenere con l’implementazione dei processi digitali, anche attraverso la presentazione di casi studio dedicati. Portando casi concreti di digitalizzazione delle infrastrutture e degli ‘spazi aperti’. Partner tecnologici di DIGITAL&BIM presenteranno, inoltre, anche le soluzioni studiate e sperimentate in progetti pubblici.
  • L’International Conference, un confronto tra gli esperti di BIM e di digitalizzazione nell’edilizia per approfondire i temi del Common Data Environment, del Digital Twin e dell’AECO Sphere. La conferenza sarà un’occasione per analizzare i trend della digitalizzazione, come ad esempio la creazione di nuovi spazi di interazione e interconnessione, i luoghi pubblici della smart city e della smart land.

BIM, digitalizzazione e pubblica amministrazione: potenzialità e prospettive

Parlare di digitalizzazione e di BIM nell’edilizia urbana significa affrontare questioni legate alla qualità della spesa pubblica e alla valorizzazione dei beni immobiliari e infrastrutturali. In questo senso, la digitalizzazione può operare sia a livello di una migliore gestione dei tempi di tutti i procedimenti necessari, nonché della caratterizzazione della progettazione e della materiale realizzazione dei lavori. In altre parole, digitalizzazione su scala urbana e territoriale vuol dire rendere più efficienti ed efficaci i processi relativi all’esecuzione e al mantenimento delle opere pubbliche. 

L’obiettivo finale dell’implementazione di questa tecnologia non può essere raggiunto, dunque, attraverso la digitalizzazione di un singolo procedimento ma richiede un piano strategico articolato che deve avere un impatto sull’intera organizzazione e sulla programmazione pluriennale degli investimenti. La grande opportunità offerta dal BIM e, in generale, dalla digitalizzazione è quella di porre al centro dei processi i dati numerici, il cui continuo aggiornamento e la cui sfruttabilità, anche a livello notarile attraverso i registri distribuiti, può accrescere il valore dei contenitori (degli edifici e delle infrastrutture) e dei contenuti (le attività che essi ospitano).

Questa rivoluzione comporta delle conseguenze non indifferenti dal punto di vista dell’organizzazione interna delle amministrazioni pubbliche, che hanno ora l’opportunità irrinunciabile di avviare sistemi integrati di Information Management e di Project Management. Le trasformazioni in atto rappresentano poi anche l’occasione per i vari enti di immaginarsi come committenti di beni tangibili (edifici o infrastrutture) sempre più sensorizzati e connessi a modelli di dati numerici strutturati che migliorino tutte le fasi dei beni commissionati: progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione/esercizio. In più, l’ultima di queste fasi impatta non solo sull’infrastruttura e sulle sue prestazioni, ma anche sulla qualità della fruizioni da parte dei cittadini/utenti. Si tratta quindi di un percorso lungo e complesso, che richiede nuove competenze, nuove professionalità e un nuovo tipo di organizzazione ma che ha anche un’importante utilità sociale, soprattutto grazie al miglioramento dei servizi in termini di qualità e velocità. 

L’arena BIM4PA di DIGITAL&BIM Italia è proprio dedicata all’analisi di questi cambiamenti, al fine di capire e approfondire le grandi opportunità che la digitalizzazione sta offrendo agli enti pubblici; un treno che l’Italia non può permettersi di perdere.

La gestione degli asset immobiliari nell’era del BIM: dal Facility Management al Digital Twin, fino al Common Data Environment

La digitalizzazione applicata alla scala urbana e territoriale non riguarda, dunque, solo le fasi di progettazione e costruzione ma anche la manutenzione degli asset immobiliari: la cosiddetta Maintenance, una parte fondamentale del ciclo di vita dei cespiti immobiliari e infrastrutturali. 

Requisito minimo per poter implementare le innovazioni tecnologiche anche a questo aspetto è la creazione di un’anagrafe digitale del patrimonio pubblico, accompagnata da un ecosistema di Facility Management, in vista di una valorizzazione che non riguarda solo la potenziale alienazione dei beni disponibili. 

In questo ambito la digitalizzazione riguarda, infatti, anche le Operations, ovvero l’esercizio e la gestione dei cespiti che si estende anche alla qualità, alla sicurezza e alla produttività dei servizi erogabili dalla pubblica amministrazione. Per rendere possibile tutto ciò, è necessario che i modelli informativi disponibili al completamento dei lavori e al termine della eventuale fase di collaudo si evolvano verso la configurazione del Digital Twin. Per Digital Twin si intende la rappresentazione digitale di prodotti fisici o processi produttivi utilizzata per comprendere, prevedere e ottimizzare la performance. La funzione del Digital Twin è quella di supportare in tempo reale la gestione dell’infrastruttura grazie alla simulazione del funzionamento del cespite e delle modalità di fruizione degli utenti. 

L’implementazione del Digital Twin nell’edilizia urbana porta ad un’ulteriore conseguenza: lo spostamento dell’accento dalla dimensione “materiale” dell’immobile a quella “immateriale” del servizio erogato grazie alla nuova infrastruttura. Un elemento che trasforma l’identità degli operatori e, per certi aspetti, la natura stessa dei prodotti/servizi. In altre parole, nell’era della digitalizzazione, il costruito deve essere concepito come un mezzo per offrire servizi personalizzati agli utenti, siano essi abitanti, lavoratori, viaggiatori, ecc.

Non a caso, a tal proposito, numerose società di recente costituzione operanti nel settore della costruzione e dell’immobiliare tendono a proporsi agli investitori non in quanto tali, bensì come Technology Company. E non è neppure un caso, inoltre, che queste società stiano avendo una crescita esponenziale sui mercati internazionali. 

Elemento essenziale associato al Digital Twin è il Common Data Environment, uno strumento che permette di condividere tra i vari membri del team tutta la documentazione relativa al progetto. Il CDE agevola il lavoro di tutte le componenti, impedendo la riproduzione di errori e la creazione di duplicati.  Insieme, Common Data Environment e Digital Twin costituiscono il fulcro dell’AECO Sphere, l’ecosistema dei dati del settore Architettura, Ingegneria, Costruzioni e Operations.

In questo contesto, l’International Conference di DIGITAL&BIM Italia rappresenta un’opportunità unica per indagare criticamente i contenuti e l’impatto di tutti questi fenomeni e di queste piattaforme sul futuro dell’edilizia urbana e territoriale, offrendo anche la possibilità di confrontarsi con le Tech Company e con gli esperti del settore.

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Su questo tema si è espresso il Prof. Angelo Ciribini, Responsabile Scientifico di Digital&BIM, sostenendo come via sia “attualmente una grande aspettativa intorno al ruolo della piattaforme digitali, che, tuttavia, possono essere intese in modo molto eterogenei tra esse: come marketplace, come piattaforme produttive, ecc. In ogni caso, il rischio che corre la nozione di piattaforma è quello di essere ridotta a un contenitore generico onni-inclusivo, privo di orientamenti trasmessi da politiche e da strategie industriali”. La Conferenza, prosegue Ciribini “partendo dalla funzione assunta dagli ambienti di condivisione dei dati e dai gemelli digitali, discute del significato ultimo di ecosistema digitale, qui definito AECO-Sphere, a metà tra l'evoluzione degli attori tradizionali del settore della costruzione e dell'immobiliare e l'introduzione delle technology company che, di là da investimenti diretti nella industrializzazione edilizia, stanno concependo spazi di vita e di lavoro, supportati e sorvegliati da data analytics che mirano a investigare i comportamenti individuali e collettivi e a procurare ai fruitori esperienze personalizzate.

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