Un raggio di Sole per la valorizzazione degli Ordini … ci vuole il S.U.N.

Di ritorno dal 64° Congresso Nazionale degli Ingegneri, molto ben organizzato dal C.N.I. presieduto da Armando Zambrano, in sinergia con gli ospitanti Colleghi di Sassari guidati da Lorenzo Corda, non mancano gli spunti di riflessione ed approfondimento. 

simone-monotti-1.jpgBuona notizia quella secondo cui resta alta la percentuale dei diplomati che scelgono all’Università  un corso di studi in Ingegneria. Altrettanto positiva quella che conferma come le Lauree in Ingegneria siano tra le più favorevoli al rapido inserimento nel mondo del lavoro.

Meritevole di riflessione critica invece il dato non positivo e cioè quello secondo cui molti laureati in Ingegneria poi non si iscrivano all’Ordine. E’ evidente come questo derivi da molteplici fattori. Tra i principali la chiara non necessità od obbligatorietà per coloro che non svolgono la libera professione oppure che svolgono ma in settori non regolamentati. In pratica l’Ordine, e quindi l’iscrizione ad esso, viene vissuta erroneamente da alcuni come una tassa od un obbligo. Per molti esso è quindi da evitare se se ne può farne a meno.

L’inversione di marcia da imprimere alcuni questa percezione deve essere rapida ed incisiva ed a mio modesto avviso una possibile soluzione potrebbe essere riassumibile con l’acronimo S.U.N.: Spirito (di appartenenza alla Categiria), Utilità, Necessità (di tutela).

Ingegneri: Spirito (di appartenenza).

L’Ordine non deve essere vissuto ed interpretato come una sorta di casta chiusa o come un feudo medievale con ponti levatoi e fossati perimetrali.

L’Ingegneria, e quindi l’Ordine che la rappresenta, con i suoi tre macro settori (Civile ed Ambientale, Industriale, dell’Informazione), ha il grande onere ed onore di incidere ed essere presente ogni giorno nella vita quotidiana di chiunque. Dalla sicurezza strutturale alla domotica, dalla prestazione della propria automobile al rendimento del ciclo di produzione di un’industria fino all’applicazione per trovare il miglior ristornare in zona.

Questi e migliaia di altri fattori di vita quotidiana sono impregnati di Ingegneria.

Dobbiamo sempre di più comunicare e far capire tutto questo, rafforzando uno spirito di appartenenza e colleganza che faccia diventare una gioia ed orgoglio far parte della nostra squadra.

Ma non basta. L’Ordine deve porsi al servizio della società incidendo positivamente su di essa.

Ben vengano quindi iniziative culturali, divulgative e sociali che siano positive e benefiche per la cittadinanza e non solo per la Categoria.

Nel nostro vissuto quotidiano a Terni ci proviamo costantemente dando ad esempio un supporto al Polo Universitario Didattico Scientifico, organizzando la campagna per la donazione di sangue in sinergia con l’Azienda Ospedaliera, organizzando eventi pre elettorali aperti e di incontro e confronto tra i candidati e così via.

In tal senso ben vengano poi le attività già in atto in ambito nazionale come la Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica ad esempio.

In questo senso è veramente attinente il titolo del Congresso Nazionale che ci spinge, come detto dal Vice Presidente Vicario Gianni Massa, “in mare aperto” guardando ed andando “Oltre”. Per farlo la componente di comunicazione è essenziale e deve essere sempre più intensificata in qualità e quantità.

Ingegneri: Utilità.

Iscriversi all’Ordine deve essere sempre più utile e vantaggioso.

L’Ordine deve erogare servizi di eccellenza ai propri Iscritti. In questo senso ben vengano secondo me iniziative autonome e diversificate nei singoli territori provinciali ma anche e sopratutto l’adesione e partecipazione propositiva ai vari progetti in atto da parte del Consiglio Nazionale, dal WorkIng al CertIng ed all’internazionalizzazione tanto per iniziare. Questi canali, con il contributo anche critico costruttivo ed operativo dei territori locali, devono trovare a mio avviso crescente potenziamento per l’attuazione  piena delle loro grandi potenzialità.

Ingegneri: Necessità (di tutela).

L’Ordine deve sempre più costituire una tutela per la Categoria anche e soprattutto incidendo preliminarmente con le altre istituzioni e con il legislatore attraverso una comunicazione costante e consultiva.

Queste operazioni devono essere svolte sia al livello locale con Comuni, Province e Regioni, sia tramite il C.N.I. a livello nazionale come già avviato.

Da questo punto di vista è determinante tutelare e quindi coinvolgere ed abbracciare tutti i colleghi e quindi anche coloro tutti che oggi non trovano difesa nelle norme e leggi del loro settore. Penso ad esempio agli informatici che troppo spesso subiscono concorrenza spietata da parte di figure con un percorso di formazione non altrettanto qualificato.

Fermo restando il così detto “libero mercato” (temine usuale ma che non rende bene l’idea), che permetterà certamente a tutti mettere in campo le proprie competenze, è fondamentale che i colleghi informatici ma anche industriali abbiano strumenti legislativi che ben demarchino e qualifichino come eccellenza la loro professionalità frutto di un percorso di studi qualificato. Proprio per questo il dialogo con le istituzioni prima citate deve essere strettissimo  ampliando e quindi andando “oltre” le professioni regolamentate oggi codificate in linea con lo sviluppo rapido a cui stiamo assistendo.

Già da questa settimana partiranno i lavori di un nuovo gruppo di lavoro sul tema della “operatività, e gestione degli Ordini per la tutela della figura dell’Ingegnere”. Sarà importante, con il contributo di tutti, poterci rivedere al Congresso del prossimo anno a Parma con risultati da analizzare.

Giocando sull’acronimo S.U.N…. dobbiamo dare sempre di più raggi di Sole per la Categoria.