Le pavimentazioni nelle Norme Tecniche per le Costruzioni

Il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP), Prof. Ing. Donato Carlea, con la Sua comunicazione del 8 Agosto 2019 ha voluto chiarire una questione da tempo aperta nella comunità tecnica delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo.

Quando le pavimentazioni industriali sono strutturali

giovanni-plizzari-professore-ordinario-tecnica-delle-costruzioni-esperto-calcestruzzi-fibrorinforzati.jpgIn particolare, il Presidente ha ribadito quanto presente e ben consolidato nella bibliografia e nei testi internazionali di ingegneria strutturale dove sono trattate ampiamente le piastre su appoggio continuo che spesso viene, per ragioni di semplicità, considerato come appoggio elastico alla Winkler.

I carichi su queste strutture, perché di strutture si tratta, generano stati tensionali con azioni flettenti e taglianti che, naturalmente, dipendono dai carichi applicati ed in particolare dai carichi concentrati dovuti, per esempio, alle ruote dei veicoli che sono presenti sulla pavimentazione o alle scaffalature.

Queste ultime, a loro volta, sono delle strutture in acciaio che devono portare carichi, spesso di notevole intensità se si pensa che sono ovviamente soggette alle azioni sismiche, come ci ha tristemente ricordato il terremoto dell’Emilia Romagna del 2012 che ha colpito una zona molto industrializzata del nostro Paese; è evidente che le pavimentazioni rappresentano le fondazioni a platea delle scaffalature e, come tali, devono garantirne la sicurezza.

E’ ben noto che, come previsto dalle norme tecniche internazionali, tutte le strutture devono essere verificate agli Stati Limite Ultimi (SLU) e agli Stati Limite di Esercizio (SLE).

Relativamente agli SLU, le pavimentazioni devono consentire lo scarico a terra in sicurezza delle azioni trasmesse dai carichi (piedini delle scaffalature, ruote, etc), senza subire collassi per flessione o per punzonamento che potrebbero provocare collassi strutturali, mettendo così in pericolo la vita delle persone.

Relativamente agli SLE, le pavimentazioni devono garantire le verifica a fessurazione (spesso devono garantire lo stato limite di formazione delle fessure) e a deformazione (soprattutto nei magazzini automatizzati con scaffalature molto alte), nel rispetto delle prescrizioni del progettista.

Pavimentazioni Industriali: si applicano gli Eurocodici

Quanto affermato in precedenza evidenzia, senza ombra di dubbio, che le pavimentazioni sono delle piastre in calcestruzzo armato o in calcestruzzo fibrorinforzato (questo materiale è stato incluso nelle norme tecniche tra i materiali ad uso strutturale) che devono essere verificate (agli SLU e agli SLE) con le regole previste dalle NTC e/o dagli Eurocodici (ove necessario), per garantire il buon funzionamento in esercizio e la sicurezza della vita umana.

Mentre le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC; DM 17-1-2018) non citano esplicitamente le pavimentazioni ma citano le platee, la circolare attuativa delle Norme Tecniche (DM 17-1-2018), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21-1-2019, esplicita le pavimentazioni e cita le linee guida CNR DT 211; a tale riguardo, il Presidente del CSLLPP precisa che tali linee guida costituiscono “solo una indicazione operativa circa i documenti utilizzabili a supporto di quanto non specificamente trattato dalle Norme tecniche”.

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Il Parere del Consiglio Superiore sulle Pavimentazioni Industriali: conferma quello che era noto

donato-carlea.jpgIn altri termini, il Presidente Carlea non ha fatto altro che ribadire e chiarire gli aspetti descritti in precedenza, facendo naturalmente un distinguo tra le pavimentazioni che hanno una funzione strutturale e le pavimentazioni che hanno uno scopo di finitura perché portate da altre strutture.

Tra le pavimentazioni con funzione strutturale, il Presidente del CSLLPP cita due fattispecie:

a) le pavimentazioni svolgono una funzione strutturale, quando, in caso di “fallimento” per cedimento strutturale o eccessive deformazioni, possono rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità ovvero determinare la perdita del requisito base della sicurezza meccanica e stabilità (così come definito all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 305/20111); inoltre, diversi possono essere i casi in cui la pavimentazione assume una funzione portante atta a sostenere tutti i carichi di entità rilevante (peso proprio, carichi accidentali, azioni esterne, carichi dinamici) gravanti sulle stesse e provenienti, ad esempio, da scaffalature industriali di rilevanti dimensioni, macchine complesse o gru, automezzi pesanti etc.;

b) le pavimentazioni sono connesse alle strutture di elevazione e/o di fondazione, costituendone il collegamento o comunque interagendo con esse.

Con riferimento alle pavimentazioni che rientrano nella categoria b), i progettisti dovranno prestare particolare attenzione alla presenza di giunti di costruzione (o di dilatazione) che interrompono la continuità del collegamento e/o alla verifica dello stato limite di formazione delle fessure.

Il Presidente Carlea ricorda quindi che “tutte le pavimentazioni industriali ascrivibili ai casi a) e b) rientrino nel campo di applicazione delle leggi e delle norme tecniche che regolano le costruzioni, nonché delle relative procedure tecnico-amministrative (ivi comprese quelle previste dalle LL. n.1086/71, n.64/74, dal DPR n.380/01 e, quindi, dal DM 17.01.2018)”.

Infine, il Presidente del CSLLPP, con riferimento alle pavimentazioni che non svolgono alcuna delle possibili funzioni strutturali inquadrabili nei casi a) e b), ricorda che “esse sono sostanzialmente indipendenti ed il loro danneggiamento non causa alcun danno “strutturale”.

E’ questo, fra gli altri, il caso delle pavimentazioni che svolgono funzione di “finitura” dell’opera, quali ad esempio il completamento di opere tipo “stradale”, non potendo così essere ricomprese tra le “strutture” trattate dalle richiamate Norme Tecniche per le Costruzioni”.

In conclusione, la circolare del 8 Agosto 2019 della Presidenza del CSLLPP non lascia quindi più dubbi su come trattare, nell’ambito delle NTC, le pavimentazioni industriali in calcestruzzo.

Ricorda infatti il Presidente Carlea che, “come ogni altra opera che svolga analoga funzione:

  • sia progettata da un professionista abilitato, il quale stabilisca le caratteristiche dei materiali da utilizzare e ne verifichi la stabilità;
  • sia opportunamente diretta nella esecuzione;
  • ed infine sia soggetta ai necessari controlli, in corso d’opera e finali”.

Per saperne di più su questo argomento INGENIO ha pubblicato alcuni articoli, tra cui "Lo strano caso dei pavimenti industriali in calcestruzzo"

Con Ingenio abbiamo anche affrontato il tema dell'uso del Calcestruzzo fibrorinforzato e di cosa cambi con le nuove NTC 2018. Tra gli articoli pubblicati segnaliamo "Il calcestruzzo fibrorinforzato: un nuovo materiale strutturale nelle nuove Norme Tecniche delle Costruzioni".

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