Professionisti: conto dedicato obbligatorio e multe per chi non accetta il POS! News e testo del Decreto Fiscale

Il decreto fiscale appena approvato dal Governo introduce la sanzione di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l'accettazione del pagamento con carte

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Attenzione: tutti i professionisti (tecnici inclusi) dovranno munirsi di conto dedicato e non potranno rifiutare i pagamenti via POS, pena una multa di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione.

Sono queste le due novità di rilievo per i professionisti contenute nel cd. Collegato Fiscale (decreto-legge) alla Manovra 2020, licenziato ieri - salvo intese - dal Consiglio dei Ministri n.9. Ovviamente, il decreto prima dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e poi convertito in legge entro 60 giorni. Può interessare anche la modifica relativa alla soglia del contante, che viene riportata a 1.000 euro (non più 3.000). Ma andiamo per ordine.

Conto dedicato: spese del professionista monitorate

L'art.24 del decreto prevede l'obbligo di tenere un conto dedicato per le imprese individuali e i professionisti, disposizione che potrebbe applicarsi anche a chi è in regime forfettario.

Si introduce, negli artt. 18 e 19 del dpr 600/1973, riguardanti, rispettivamente, le scritture contabili delle imprese minori e, in particolare, delle imprese individuali di cui alla lettera d) del primo comma dell'art.13 e degli esercenti arti e professioni (persone fisiche che esercitano arti e professioni e società o associazioni fra artisti e professionisti di cui all’art.13, comma 1, lettere e) ed f), una previsione recante l’obbligo di tenuta di uno o più correnti bancari o postali utilizzati per la gestione dell'attività (tali conti, pertanto, dovranno essere utilizzati per compiere prelevamenti per il pagamento delle spese sostenute e per far affluire obbligatoriamente i compensi riscossi nell'esercizio dell’attività professionale).

Tali conti dovranno essere dedicati esclusivamente a prelievi e versamenti relativi all’attività esercitata.

Sono esclusi, al momento, dalla misura solamente le persone fisiche in fase di startup: secondo i calcoli della relazione tecnica l'obbligo comporterebbe un miglioramento della compliance stimato con anche le partite Iva nel regime forfettario a 70 milioni di entrate maggiori.

No POS? Multe salate

Mancava solo il decreto che prevedesse le sanzioni previste per l'inottemperanza dell'art. 15 del decreto-legge 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 221/2012, dove si prevede l’obbligo per i commercianti e professionisti di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito e di credito.

Tale obbligo, fino ad oggi, non era stato assistito da alcuna sanzione nel caso in cui al consumatore sia stato rifiutato il pagamento con carta. Il Consiglio di Stato ha, infatti, espresso parere contrario (parere n. 1446/2018) allo schema di decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che introduceva un meccanismo sanzionatorio in caso di rifiuto del pagamento con carta. Nel merito, il Consiglio di Stato riteneva l’art. 15, comma 5 del decreto-legge 179/2012 “non rispettoso del principio costituzionale della riserva di legge in quanto carente di qualsiasi criterio direttivo, sostanziale e procedurale”.

Per superare il mancato allineamento normativo derivante dalla sussistenza di un obbligo rispetto alla cui violazione manca la relativa sanzione, il Decreto Fiscale introduce (all'art.23) nel D.L. 179/2012 il comma 4-bis che prevede una specifica sanzione per la mancata accettazione dei pagamenti con carta di debito o carta di credito. La norma intende quindi superare le censure mosse dal Consiglio di Stato, indicando espressamente l’importo della sanzione, l’autorità competente ad irrogare la sanzione e i criteri relativi alla procedura applicabile.

La norma attuativa quindi c'è: l'obiettivo dichiarato è l'incremento dei pagamenti digitali. La sanzione per chi rifiuta i pagamenti elettronici è - nel testo attuale - di 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione. L’inserimento della percentuale sulla transazione, in aggiunta alla somma fissa, è finalizzato a graduare l’importo della sanzione, nel rispetto del principio di proporzionalità, a seconda della diversa entità delle transizioni rispetto alle quali viene rifiutato il pagamento con strumenti elettronici.

Per la disciplina dell’accertamento della violazione dell’obbligo di cui all'art-15 comma 4 del decreto-legge 179/2012 e del relativo procedimento sanzionatorio si rinvia alla legge 689/1981, prevedendo una deroga all’art. 16 sul pagamento in misura ridotta.

Tetto al contante: 1.000 euro massimo

Si potrà pagare in contante solo per importi entro i 1.000 euro, per importi superiori si dovranno usare le carte, i bonifici, gli assegni (strumenti tracciabili).

IL TESTO DEL DECRETO FISCALE COLLEGATO ALLA MANOVRA 2020 (NON ANCORA IN VIGORE) E' DISPONIBILE IN FORMATO PDF