Certificati bianchi: chiarimenti sul Decreto Crescita e sui progetti che usano FER per usi non elettrici

Il documento contiene precisazioni sui requisiti di ammissibilità e sulle metodologie di calcolo dei risparmi di energia primaria per i progetti di efficienza energetica che prevedano l'impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici

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Il GSE ha pubblicato i chiarimenti operativi sui progetti che prevedano l'impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici e sul decreto-legge n. 34/2019 (Decreto Crescita).

Il documento contiene precisazioni sui requisiti di ammissibilità e sulle metodologie di calcolo dei risparmi di energia primaria per i progetti di efficienza energetica che prevedano l'impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici. Tra gli obiettivi del documento, segnaliamo anche:

  • l'illustrazione, anche tramite esempi, delle casistiche più diffuse;
  • la pubblicazione di chiarimenti operativi sull'ambito di applicazione del DL Crescita per il meccanismo dei Certificati Bianchi.

Decreto Crescita: ambito di applicazione

Il riferimento è l'art.48 comma 1-bis del DL 34/2019, dove si evidenzia che la disposizione riguarda esclusivamente i casi di sostituzione di sistemi di produzione termica e non di nuova installazione.

Ne deriva che nei casi di nuova installazione, in base a quanto disposto dall'art.6 comma 4 del DM 11 gennaio 2017 e s.m.i., il risparmio di energia addizionale dovrà essere calcolato in relazione all'incremento di efficienza energetica della situazione post-intervento rispetto alla situazione di riferimento e in relazione alla capacità di generare un risparmio di energia non rinnovabile.

Il comma 1-ter dell'art.48 del DL Crescita, invece, riguarda tutti i progetti che prevedano l'impiego di fonti rinnovabili per usi non elettrici.

LA NOTA INTEGRALE DEL GSE E' DISPONIBILE E SCARICABILE IN FORMATO PDF


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