Una "scheggia di vetro" green nello skyline di Milano: il grattacielo Gioia 22

Sempre più ricco di grattacieli sta diventando il core business di Porta Nuova a Milano. L'ampia zona nel centro dalla città è stata interessata nell’arco degli ultimi dieci anni da un profondo processo di trasformazione urbanistica, funzionale e sociale. Procedono velocemente i lavori ai piani alti della nuova torre nominato Gioia 22, la chiusura del cantiere è prevista entro la fine del 2020.

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L’attuale skyline del quartiere di Porta Nuova di Milano, fra grattacieli, spazi aperti pubblici, strade e percorsi

Il quartiere di Porta Nuova s’infittisce di alti e moderni grattacieli emblemi della sostenibilità

Stanno procedendo velocemente i lavori ai piani alti del nuovo edificio nominato Gioia 22, che sarà l’ennesimo grattacielo direzionale che andrà a completare il complesso intervento di riqualificazione del quartiere di Porta Nuova.

Realizzato da Coima SGR, leader in Italia nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali internazionali e domestici, l’edificio, avrà 26 piani fuori terra distribuiti su 120 metri di altezza e 4 piani interrati per una superficie lorda totale di 68.432 mq.

La nuova torre, progettata dallo Studio Pelli Clarke Pelli Architects, ha preso il posto dell’edificio ex INPS di Via Melchiorre Gioia 22, che era costituito da diciotto piani fuori terra e tre interrati per una superficie complessiva di 40.000 mq, realizzato nel 1961 e in disuso ormai dal 2012. 

Coima SGR sta coordinando il progetto in qualità di investment e asset manager per conto dell’investitore di GIOIA 22, una controllata 100% di Abu Dhabi Investment Authority, mentre COIMA Srl è stata incaricata come development manager per la gestione tecnica dello sviluppo urbano ed edilizio.

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Vista della struttura del nuovo edificio Gioia 22 che dà vita a un volume asimmetrico e irregolare

Gioia 22: forma, canoni estetici e funzionali pensati per la vivibilità

L’originale forma dinamica della torre rappresenta il risultato della confluenza di due tessuti urbani e al tempo stesso è la risposta all’esigenza di ottimizzazione della luce e dell’energia solare. La combinazione di questi due fattori ha determinato quindi la singolarità di questo andamento mutevole nelle linee e nelle strutture che si va ad aggiungere al resto delle vette dell’attuale skyline milanese.

Il volume dell’edificio ben si integra con la progettazione dello spazio aperto grazie all’integrazione con piste ciclabili, aree pedonali, zone verdi e luoghi di condivisione pensate nelle vicinanze. Un edificio che si relaziona quindi con una mobilità green, orientata a uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente. L’interazione tra spazi interni ed esterni, privati e aperti al pubblico, si concretizza nel podio e nelle aree verdi che lo circondano, punti di connessione tra l’edificio e la città. Gli interni, caratterizzati da versatilità degli spazi comuni e privati, sono pensati come luogo di incontro fra le persone, come piazze per la condivisione, pensate per lo smart working e anche al relax.

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Vista dall’altro del cantiere dell’edificio Gioia 22 dove è visibile la fase di applicazione delle vetrate in facciata in corrispondenza dei primi piani

I numeri della sostenibilità

GIOIA 22 avrà oltre 6.000 mq di pannelli fotovoltaici (225.000 moduli fotovoltaici) che consentiranno una riduzione del fabbisogno energetico del 75% rispetto alle più recenti torri direzionali presenti a Milano, un primato per un edificio di questa tipologia che gli consente di rispondere agli standard Nearly Zero Energy Consumption Building. L’estensione della superficie dei pannelli fotovoltaici è quasi pari alla superficie in pianta dell’intero lotto che è quindi un primato per un edificio ad uso direzionale.

La riduzione annua di emissioni di anidride carbonica realizzata da GIOIA 22 rispetto al precedente edificio, pari a -2.260 tonnellate, equivale all’assorbimento di CO2 attribuibile a circa 10 ettari di bosco (4.500 alberi).

Nell'edifico è stato installato un impianto ad acqua di falda sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento, sfruttando l’innovativo raffrescamento diretto da free cooling (senza utilizzo di un gruppo frigorifero).

Il risparmio energetico di questo edificio comincia comunque già dalla facciata in triplo vetro, che permette il massimo contenimento dei consumi. Questa è composta da travi fredde attive a quattro tubi, illuminazione a led controllata da sensori di luce diurna, dispositivi esterni di schermatura solare, involucro a triplo vetro altamente performante e facciata con elementi fotovoltaici integrati.

Il progetto si distingue quindi per inediti standard di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. GIOIA 22 otterrà, infatti, la certificazione LEED, adotterà un approccio Cradle to Cradle nella scelta dei materiali, limiterà i consumi energetici grazie all’introduzione delle più efficaci best practice di edilizia sostenibile e sarà attrezzato con sistemi per la green mobility.

Cos'è un approccio Cradle to Cradle?
Si tratta di un protocollo di progettazione che prevede il rispetto di criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi. Il progetto GIOIA 22 prevede l’uso di materiali sicuri per l’ambiente, sani e predisposti a ciclicità, oltre all’impiego di energie rinnovabili e a un utilizzo responsabile dell’acqua. 

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Dettaglio del nuovo edificio e della particolarità del suo rivestimento completamente vetrato

Il cantiere di Gioia 22 è quasi utimato

Le fasi di cantiere hanno previsto, dopo un primo intervento di bonifica che ha visto la rimozione di oltre 200 tonnellate di amianto, l’avvio della demolizione nel mese di novembre e la posa della prima pietra nell'estate 2018, con previsione di completamento dell’immobile entro il 2020, previsione che sembra essere rispettata.