Nuovi sviluppi del modello di “puntone ad arco” per la definizione dei limiti di capacità delle fasce murarie - G5

Memoria tratta dagli Atti del XV Convegno ANIDIS “L’ingegneria Sismica in Italia”, Padova 2013

Nella modellazione degli edifici in muratura è importante definire il comportamento delle fasce di piano nelle pareti murarie. Nella attuale pratica progettuale le pareti murarie vengono usualmente analizzate adottando il modello di “telaio equivalente”. In esso le fasce di piano vengono schematizzate come aste di rigidezza finita, corrispondente alle dimensioni effettive dei traversi che collegano i “maschi murari” a livello dei piani. La particolare geometria degli elementi costituenti il “telaio” impone poi di tener conto anche della deformazione a taglio e di considerare la presenza di tratti rigidi alle estremità. Recentemente è stato proposto dagli autori un modello teorico semplificato (“puntone ad arco”) per la valutazione del comportamento delle fasce di piano sollecitate a taglio, definito sulla base dei risultati di analisi numeriche e di una sperimentazione condotta su pannelli murari in scala ridotta. Tale modello semplificato è stato ulteriormente affinato: la definizione della zona reagente del puntone, finora ottenuta sulla base dei risultati delle analisi numeriche, si ricava da condizioni di congruenza tra la deformazione assiale del puntone e la rotazione flessionale delle sezioni di estremità della fascia. Il modello proposto, con i corrispondenti criteri di resistenza, è stato quindi verificato in relazione ai risultati ottenuti da sperimentazioni in laboratorio svolte dagli stessi autori.