La Cultura Digitale nel Cantiere e la Trans-Operabilità

Il blocco e la riapertura dei cantieri sta portando alla luce, ad esempio in termine di produttività e di rischiosità, una tematica, quella relativa alla digitalizzazione dei luoghi produttivi nel settore, che sinora, in Italia, era stata affrontata in maniera sistematica solo presso alcuni centri di ricerca: tra cui, in primo luogo, l'Università Politecnica delle Marche, l'Università degli Studi di Firenze, il Politecnico di Milano e l'Università degli Studi di Brescia.

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Trasformazione del settore della costruzione e dell'immobiliare sta nella cultura del dato e nei nuovi modelli organizzativi

Orbene, vale la pena di osservare come, proprio da parte di coloro che, avvalendosi di competenze integrate, stanno conducendo sul campo sperimentazioni avanzate sul piano tecnologico, emerge la consapevolezza che, in ultima analisi, la trasformazione del settore della costruzione e dell'immobiliare stia, anzitutto, nella cultura del dato e nei nuovi modelli organizzativi, il cui avvento, peraltro, è abilitato dalle technical solution.

Le stesse condizioni di lavoro nei cantieri nell'epoca del Covid-19, contrassegnate pragmaticamente dalla difficoltà a reperire a costi unitari sostenibili i dispositivi di protezione individuale e dalla criticità offerta dall'assicurare piena collaborazione al soggetto contraente principale da parte di catene di fornitura molto articolate societariamente e assai frammentate dimensionalmente, si riconduce, come altrove già osservato, ai livelli culturali e gestionali.

Di fatto, nel momento in cui ci si immagina di dare vita a piattaforme digitali nazionali quali embrionali digital marketplace in cui viga una certa qual maggiore simmetria negli scambi informativi, colle relative conseguenze sulla natura delle transazioni commerciali e dei sistemi di responsabilità degli operatori coinvolti nelle catene del valore, si avvia un processo di riconfigurazione strutturale degli assetti del mercato.

È chiaro, dunque, che tutto ciò va ben oltre il proporre soluzioni innovative di concurrency per gli ambienti di condivisione dei dati e per i sistemi informativi di supporto alla gestione aziendale, per gli usi e per gli obiettivi nei capitolati informativi e nei piani di gestione informativa, per non parlare di realtà immersive, di entità sensorizzate interconnesse in tempo reale, di manifattura additiva e di moderni metodi di costruzione, di automazione e di robotica, e di quant'altro.

Ciò di cui si parla, ciò che costituisce la posta in palio è, pertanto, ovviamente, altro: il ridisegno degli assetti strutturali del mercato che le innovazioni tecnologiche supportano e legittimano, ma che derivano da innovazioni organizzative e gestionali che dipendono dalla volontà degli attori di ripensare se stessi e il proprio comparto.

In un certo senso, tale transizione, che si definisce come digitale, non è altro che un processo evolutivo, talora dai tratti radicali più che incrementali, che mira a un recupero reputazionale, in termini di attrattività per le nuove generazioni e a una enfatizzazione della propria incidenza sull'economia nazionale, del settore della costruzione e dell'immobiliare, fondato sui nuovi elementi valoriali, legati al cambiamento climatico, all'innovazione sociale, alla individualizzazione delle esigenze, e così via.

In altre parole, così facendo, il settore si allontana dalla narrativa della peggiore recessione strutturale della propria storia, per proporsi col racconto in cui agisca quale protagonista proattivo della ricostruzione socio-economica del Paese.

Per queste ragioni, nell'ambito del settore dell'ambiente costruito, è forse possibile, come alcuni fanno, parlare di trans-operabilità, che, probabilmente, potrebbe significare non tanto e non solo rendere interoperabili e sincronizzabili ambienti di produzione, di condivisione e di elaborazione di grandi volumi di dati eterogenei e prodotti rapidamente, quanto abbattere i confini tra realtà materiale e immateriale, fare sì che i dati entrino direttamente nei processi decisionali.


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