La nuova classificazione di ponti e viadotti: le indicazioni delle Linee Guida

Le Linee Guida pubblicate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici introducono un nuovo concetto di classificazione dei ponti articolato in cinque Classi di Attenzione. 

L'ingegnere Walter Salvatore, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l'Università di Pisa ha curato la redazione dei capitoli relativi all'approccio multilivello, censimento, ispezione e classificazione dei ponti esistenti e contribuito alla redazione del capitolo sulla valutazione di sicurezza.

 

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L'approccio multilivello e la classificazione di ponti e viadotti 

Ing. Salvatore, la classificazione quale elemento centrale della Linea Guida. Come si declina?

«Il controllo dei ponti esistenti coinvolge migliaia di opere presenti sul territorio italiano, diverse fra loro per epoca di costruzione, materiali impiegati, tipologia e schema strutturale, nonché norma di progettazione. Evidentemente, nell’immediato, per poter eseguire una verifica accurata di sicurezza diffusa sull’intero patrimonio non sono disponibili risorse sufficienti (umane, economiche e temporali). Le Linee Guida propongono un approccio articolato su più livelli, sei in tutto, che, partendo dall’analisi territoriale suddivisa in tre livelli, il censimento, l’ispezione e la classificazione delle opere, consente un passaggio graduale all’analisi accurata della singola opera che include a sua volta le verifiche preliminari di livello 3 e quelle accurate di livello 4, oltre alle verifiche di resilienza, il livello 5, non specificatamente trattate nelle Linee Guida. Passaggio centrale dell’approccio proposto è il Livello 2, ossia la Classificazione, articolato a sua volta in 5 Classi di Attenzione (CdA), Alta, Medio-Alta, Media, Medio-Bassa, Bassa».

 

Su cosa si basa la definizione della Classe di Attenzione?

«La definizione della CdA si basa sulle informazioni reperite nelle operazioni di censimento e da quelle ottenute mediante le ispezioni. Utilizzando un approccio per classi e operatori logici, è possibile definire la CdA per i quattro rischi fondamentali: statico-fondazionale, sismico, idraulico e frane, per poi pervenire alla CdA generale del ponte».

 

Una volta definita la CdA come si procede?

«Dal Livello 2, cioè dalla definizione della Classe di Attenzione, si articolano le azioni previste per ciascuna opera. Tali azioni vanno dalla verifica accurata, Livello 4, alla verifica preliminare di Livello 3 e alle attività di monitoraggio e ispezione per le CdA immediatamente inferiori sino alle sole ispezioni periodiche per le CdA più basse. Nel processo di controllo e verifica è necessario prestare particolare attenzione per alcune tipologie strutturali e casistiche per le quali occorre bypassare, almeno in un primo momento, le operazioni di classificazione».

 

In quali casi occorre prestare più attenzione?

«Oltre ai casi già previsti dalle Norme Tecniche, per i ponti a cavi scorrevoli e quelli elevato e comprovato rischio idrogeologico, ove il risultato delle ispezioni speciali definite dalle Linee Guida desti particolare preoccupazione, e per le opere caratterizzate da un’intrinseca fragilità strutturale, in questi casi è prevista l’esecuzione diretta della verifica accurata di Livello 4».

 

La classificazione assume quindi un doppio ruolo..

«La classificazione non solo definisce le opere per le quali sono necessarie immediate verifiche accurate (ove si escludano i suddetti casi particolari) e le operazioni di sorveglianza e di monitoraggio ma consente anche, per la prima volta, una mappatura e un controllo omogenei a livello nazionale delle opere che fanno capo a diversi gestori e Amministrazioni e quindi una più mirata distribuzione delle risorse sul territorio. L’aggiornamento della CdA nel tempo consente inoltre di monitorare l’evoluzione dello stato dell’opera nei diversi ambiti territoriali e ai differenti livelli di gestione. Le Linee Guida, in generale, e l’approccio proposto per la classificazione, in particolare, costituiscono comunque un primo passo e molto deve ancora essere fatto nel prossimo futuro, a esempio per specializzare la metodologia proposta ai ponti “storici” che, per diverse ragioni, hanno bisogno di particolare attenzione sia nella loro analisi sia nelle operazioni di sorveglianza e monitoraggio ed anche, perché no, ai ponti ferroviari, per i quali i principi generali possono ancora essere validi ma che hanno evidentemente bisogno anch’essi di considerazioni ad hoc».

 

Quali saranno i contenuti della sperimentazione?

«Le Linee Guida contengono, per certi versi, aspetti innovativi e hanno l’ambizione di poter essere applicate, come detto, a una grande varietà di ponti e viadotti. Pur essendo già state effettuate alcune applicazioni preliminari (l’approccio multilivello e la classificazione strutturale e fondazionale, a esempio, sono nati originariamente per un’applicazione ristretta alla Provincia di Pisa prima e alla Regione Toscana poi) le Linee Guida hanno certamente bisogno di essere applicate su vasta scala e a più livelli: dalle opere incluse nelle grandi vie di comunicazione, alle tratte provinciali e comunali, inclusi i ponti cittadini, al fine di calibrarne l’applicazione. L’approccio proposto con la definizione della classe di attenzione, in particolare, necessita della verifica pratica e conseguente calibrazione dei diversi parametri che entrano in gioco nella definizione delle classi di attenzione dei quattro rischi rilevanti presi in considerazione. Le stesse ispezioni, da eseguirsi mediante schede incluse nelle stesse Linee Guida, hanno bisogno di essere eseguite con grande accuratezza e dipendono moltissimo dalla qualifica del tecnico incaricato. 

A tal proposito occorrerà definire, anche mediante l’applicazione, i requisiti del tecnico ispettore così da garantire la massima omogeneità dei risultati delle ispezioni previste alla base del metodo. Gli approcci relativi alla verifica accurata delle opere, Livello 4, quindi anche i coefficienti parziali inclusi nelle verifiche di transitabilità e operatività sulla base di una maggiore e più accurata conoscenza delle variabili in gioco (e quindi di una diminuzione delle incertezze a esse relative) come previsto da alcuni documenti prenormativi e dalla letteratura scientifica esistenti, necessitano di essere applicati nella pratica così da avere, nel futuro, una più vasta conoscenza delle problematiche in gioco e poter dettagliare ancor più quanto già previsto nelle Linee Guida proposte. Il “progetto” della conoscenza della struttura, anche utilizzando le più moderne tecniche di rilievo e il monitoraggio strutturale, deve acquisire un ruolo ancora più centrale nella definizione dell’approccio di verifica fino ad arrivare, ove necessario, col monitoraggio strutturale, a un controllo in tempo reale del livello di affidabilità dell’opera e degli eventuali fenomeni evolutivi in atto.

La Sperimentazione prevista dal MIT consentirà, sotto la guida dello stesso Ministero, grazie alla condivisione, su temi realmente rilevanti nella pratica, di idee, metodi e risultati fra i numerosi ricercatori coinvolti in tutto il Paese, non solo la calibrazione delle Linee Guida proposte ma anche il loro sviluppo e la loro evoluzione verso approcci e applicazioni che utilizzino tutte le possibilità offerte dalle moderne tecnologie conservando sempre, come in suddette Linee Guida, l’inevitabile centralità del ruolo e delle scelte dell’ingegnere nella valutazione (e progettazione) delle strutture».

 


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Vai allo Speciale sulle "Linee Guida per la Classificazione e Gestione del Rischio, la Valutazione della Sicurezza ed il Monitoraggio dei Ponti Esistenti.

Con le interviste a Massimo Sessa. Emanuele Renzi, Walter Lupi, Pietro Baratono, Walter Salvatore, Edoardo Cosenza, Andrea Del Grosso, Mario Nobili, ...


Sul sito del MIT è possibile scaricare i seguenti documenti

Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti

Appendici e allegati

  • allegato A. scheda di censimento ponti
  • allegato B. scheda descrittiva di ispezione
  • allegato B. scheda fenomeni di frana e idraulici
  • allegato B. scheda di valutazione dei difetti
  • allegato C. schede difettologiche
  • allegato D. scheda di ispezione speciale