Ripartenza post Coronavirus: ipotesi cantieri edili aperti dal 27 aprile 2020! Le priorità delle Regioni

Nella cabina di regia Governo-Regioni-Enti locali per l’emergenza Covid-19 di sabato 18 aprile 2020, si ipotizza la possibilità di riapertura, anche da lunedì 27 aprile, dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto e di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale

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C'è una data, lunedì 27 aprile 2020, che potrebbe anticipare l'ormai certa fine della fase 1, ossia il 4 maggio 2020, in materia di cantieri edili riaperti. Lo si evince dal contenuto della “cabina di regia Governo-Regioni-Enti locali tenutasi in videoconferenza di sabato 18 aprile, i cui contenuti sono stati 'commentati' sia dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini (che è anche presidente della Regione Emilia-Romagna) che dal premier Giuseppe Conte in un post sul suo profilo Facebook.

Le 4 priorità per la ripartenza post Coronavirus

Abbiamo posto al Governo alcune questioni relative alla ‘fase 2’, soprattutto perché riteniamo necessaria una condivisione fra l’esecutivo e le Regioni su “come” affrontare la fase della riapertura, in base ad indicazioni precise del comitato tecnico-scientifico e della task force diretta da Vittorio Colao”, ha detto Bonaccini.

Ecco le 4 priorità:

  1. Coordinamento delle fasi della “ripartenza”:
    • adozione di linee guida nazionali che fissino le regole di carattere generale per la riapertura secondo fasi ben precise e graduali, lasciando autonomia alle Regioni sulle singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali;
    • definizione di modalità (dispositivi di protezione, test, app, ecc.) che devono essere omogenei su tutto il territorio nazionale per evitare confusione;
    • valutazione dell'obbligo per tutta la popolazione dei dpi, anche prevedendone la diffusione presso la grande distribuzione organizzata, anche per calmierare i prezzi.
  2. Revisione dei tempi delle città:
    • graduare la riapertura delle attività lavorative e dei servizi delle città e riorganizzare la mobilità della popolazione, prevedendo l’adeguamento del trasporto pubblico locale per far fronte alle esigenze della riapertura, considerando la necessità di distanziamento, Dpi (dispostivi di protezione individuale), eventuale scaglionamento degli orari di lavoro, diversi flussi;
    • posticipare, rispetto alla prima fase della riapertura, la mobilità extraregionale.
  3. Riavviare il motore economico del Paese con possibile riapertura, anche dal 27 aprile:
    • dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto; valutare una procedura semplificata per la ripresa immediata dei cantieri del terremoto attraverso norme in grado di far ripartire gli investimenti;
    • di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, per evitare la sostituzione di tali quote di mercato a vantaggio dei competitor stranieri;
    • superamento della disciplina di apertura e chiusura delle attività produttive sulla base dei codici ateco e del regime autorizzatorio delle prefetture; risulta preferibile prevedere una disciplina organizzata sulla pianificazione della riapertura di alcune filiere produttive - particolarmente rilevanti o maggiormente sicure - per il territorio e/o di settore, con la collaborazione di Regioni e Prefetture e la partecipazione delle rappresentanze delle parti sociali, delle Aziende Sanitarie e delle INAIL;
    • adozione di modalità omogenee, concordate e programmate, per una prossima e graduale riapertura degli esercizi di somministrazione al pubblico (bar e ristoranti);
    • necessità sempre più forte di programmare per le modalità e i tempi di riapertura delle attività turistiche.;
    • prevedere misure efficaci di sostegno allo smart working.
  4. Infanzia e scuola:
    • affrontare le riaperture tenendo conto del sostegno all’infanzia, verificando soluzioni per la cura dei bambini in considerazione della chiusura di scuole, nidi e centri estivi;
    • possibilità di consentire, nel rispetto delle regole, una graduale ripresa della socialità dei bambini.

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