Lo EU Net 4DBP e la Digitalizzazione dei Processi Autorizzativi

Il 29 Maggio 2020 si è tenuto un On Line Workshop da cui ha preso l'avvio la rete denominata EU Net 4DBP, dedicata alla digitalizzazione del rilascio dei titoli abilitativi relativi all'edilizia privata, basata sulla semi automazione dei processi tecnici e amministrativi istruttori, anzitutto, in termini geo-spaziali.

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Il seminario, secondo incontro della iniziativa, dopo quello del Gennaio u.s. effettuato ad Amsterdam, ma vera e propria occasione di avvio dei lavori della rete, si sarebbe dovuto tenere presso l'Università degli Studi di Brescia, ma l'emergenza pandemica lo ha impedito.

L'evento, organizzato da TU Delft (Francesca Noardo), Fraunhofer Institut Italia (Giada Malacarne) e Università degli Studi di Brescia (Angelo Ciribini, Silvia Mastrolembo Ventura e Lavinia Tagliabue), è stato introdotto da Ilektra Papadaki (DG GROW, Commissione Europea), Jaan Saar (Governo Estone), Jantien Storer (EuroSDR).

Al workshop hanno partecipato rappresentanti di Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Svezia, Svizzera, Turchia.

Dalla permessualistica digitale alla dialettica tra 3D City Model e Digital Twin

L'incontro ha permesso di identificare alcune tematiche comuni ed emergenti che, tuttavia, si possono condensare non solo alla scala della permessualistica digitale, che opera in una logica puntuale, bensì si concentrano sul ciclo di vita delle città e dei territori, bene esemplificata dalla dialettica tra 3D City Model e Digital Twin.
 
Per conoscere i contenuti analitici della giornata di confronto sarà necessario consultare il sito del Network, ma le impressioni che, dal punto di vista personale, se ne possono ricavare riguardano essenzialmente alcuni livelli argomentativi.
 
Il primo di essi concerne il graduale passaggio del settore della costruzione e dell'immobiliare alla conformità digitale tale per cui i vincoli regolamentari dovranno progressivamente diventare interpretabili dalla macchina, cosicché un grande sforzo di semplificazione amministrativa e di efficientamento dei processi burocratici sarà necessitato, anche alla luce dei fenomeni di digitalizzazione della amministrazione pubblica a cui la pandemìa ha impresso una violenta accelerazione.
 
Se la questione fosse, tuttavia, limitata a questa sfera, la transizione digitale si arresterebbe immediatamente a un livello relativamente lineare.
A partire dal coinvolgimento della sfera della pianificazione urbanistica e territoriale, il permesso digitale richiama, in realtà, subito il livello superiore per cui, dal gemello digitale del singolo cespite (edificio, infrastruttura, rete) si giunge rapidamente ai cosiddetti gemelli digitali nazionali.
 
Ciò avviene in virtù della sempre maggiore centralità acquisita dalla gestione patrimoniale, con i relativi portati attinenti al ciclo di vita, ma, in definitiva, investe le conseguenze del paradigma della interconnessione e della operabilità dei beni immobiliari e infrastrutturali.
 
Ed ecco, pertanto, che la interoperabilità che inizialmente coinvolge i mondi intercomunicanti dell'Information Modeling e del Geo-Spatial, lo si chiami pure City & Urban Information Modeling o Digital Twinning, non potrà che evolversi nella transoperabilità, vale a dire nella congiunzione tra mondi sociali virtuali e mondi reali tangibili.
 
Se il tema della conformità digitale, sullo sfondo del cambiamento climatico, dell'innovazione sociale e del Green New Deal, non può che intercettare lo European Recovery Plan, potendo immaginare che la permessualistica digitale possa favorire una prima regolamentazione armonizzata a livello comunitario e continentale, sia dal punto di vista dell'attrattività degli investimenti privati e partenariali sia, soprattutto, della monitorabilità degli investimenti pubblici, l'orizzonte destinale non può che essere quello del vissuto individuale, nella Urban Computing Data Science, in cui le Technology Company si confronteranno sempre maggiormente colle Istituzioni Continentali.

È evidente, perciò, la valenza «politica» del tema, laddove la scala della polìs ne è tremendamente investita.
 
Il permesso digitale, impattando su cittadinanza, investitori, amministrazione pubblica, professionalismo e imprenditorialità, si candida, perciò, a divenire il banco di prova ultimo della digitalizzazione dell'ambiente costruito e dei suoi processi di piattaformizzazione.
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