Sistemi radianti, pompe di calore e impianti di VMC per case e appartamenti ad alte prestazioni energetiche

Nelle vecchie case da ristrutturare l’impianto di riscaldamento più diffuso è sicuramente quello con radiatori abbinati a una caldaia, spesso a gas che, nel caso di molti piccoli edifici residenziali è ancora centralizzata.

Il sistema si basa sul riscaldamento dell’aria indoor per convenzione, quindi grazie all’acqua ad elevate temperature che circola dentro ai tubi.

Ovviamente avere acqua così calda significa aumentare i consumi e sottoporre le tubazioni a stress termici. Inoltre, il comfort termoigrometrico all’interno degli ambienti non è omogeneo: i moti convettivi infatti, tendono a concentrare l’aria calda in alcune zone, ad esempio in prossimità dei termosifoni o nella parte più alta della stanza.

Per questo, quando si decide di ristrutturare e riqualificare energeticamente un edificio, si sceglie d’intervenire anche sugli impianti, sostituendo caldaia e radiatori con sistemi più moderni ed efficienti, come ad esempio il riscaldamento a pavimento o soffitto. 

Ma quali soluzioni scegliere quando ci si trova a intervenire in spazi ridotti e con bassi spessori?

Lo abbiamo chiesto a Matteo Pastore, ingegnere del Team Ricerca e Sviluppo di Giacomini, che ha spiegato perché è conveniente optare per il sistema a pannelli radianti abbinato alla pompa di calore e alla ventilazione meccanica con deumificazione.

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Spider Slim: il sistema radiante a bassissimo spessore

Ing. Pastore, quando si decide di riqualificare gli impianti di una casa o di un appartamento di piccole dimensioni, sostituendoli con i pannelli radianti, uno dei problemi più ricorrenti è il poco spazio. Quali sono le soluzioni più adatte a questo tipo d’interventi?

«Solitamente, quando si va a rimuovere la vecchia pavimentazione esistente, si riescono a recuperare 4/5 centimetri, uno spessore decisamente scarso per installare un pavimento radiante tradizionale. Per questo Giacomini ha sviluppato Spider e Spider Slim, il sistema a bassissimo spessore che in soli due centimetri permette di climatizzare ogni tipo di edificio, dagli uffici, ai negozi, dalle aziende alle singole case o piccoli appartamenti. Spider è facile da installare e utilizza gli stessi componenti che si usano negli impianti tradizionali, quindi un collettore con misuratori di portata insieme al tubo in PeX da 17mm o multistrato da 16mm, lo Spider Slim invece necessita dei tubi da 12mm. I tubi, invece di essere alloggiati in un pannello di polistirolo standard, vengono posizionati in una rete tridimensionale stampata in polipropilene ad alta resistenza e di soli 22 millimetri nella versione standard o di 15mm nella versione Slim. Il tubo, annegato direttamente nel massetto, consente di avere spessori ridotti ideali per le ristrutturazioni, oltre che bassa inerzia termica».

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Oltre alla possibilità di poter intervenire in poco spazio, che benefici si hanno dal punto di vista estetico e dell’indoor air quality?



«Dal momento che il sistema a pavimento o a soffitto riscalda e raffresca per irraggiamento, non ci sono correnti d’aria all’interno degli ambienti e di conseguenza non si creano, ad esempio, quegli antiestetici sbuffi di polvere grigi lungo le pareti sopra i termosifoni. Inoltre con l’impianto radiante è possibile garantire la stessa sensazione di comfort mantenendo la temperatura dell’aria un paio di gradi inferiore, in inverno, rispetto ai sistemi tradizionali, quindi l’ambiente risulta più salubre dal punto di vista termoigrometrico oltre che più vantaggioso dal punto di vista energetico, infatti, limitando la differenza di temperatura dell’aria tra ambiente interno ed esterno si riducono le dispersioni di calore».

 

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Impianto radiante, pompa di calore e VMC: la soluzione per avere elevati standard di efficienza energetica



Per raggiungere elevati standard di efficienza energetica occorre installare anche la pompa di calore e gli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC). Come funzionano?

«La pompa di calore è perfettamente abbinabile al pavimento o soffitto radiante e, per ottimizzarne il funzionamento, lavora al massimo intorno ai 40 gradi, temperatura più che sufficiente per sfruttare in pieno i due sistemi. La VMC è una macchina che consente il ricambio dell’aria all’interno degli edifici in modo controllato, ossia la variazione delle portate d’aria è gestita da un sistema di regolazione. La VMC inoltre integra al suo interno uno scambiatore di calore ad altissima efficienza, in questo componente avviene lo scambio termico tra il flusso di aria pulita proveniente dall’esterno e il flusso dell’aria viziata aspirato dall’abitazione stessa. I tre elementi, impianto radiante, PDC e VMC funzionano quindi in sinergia. Se si optasse anche per il raffrescamento estivo, basta aggiungere il deumidificatore all'interno dell'impianto VMC, in poche parole nella stessa macchina che in inverno ricambia l’aria, si integra una componente in più che provvede al controllo dell’umidità in ambiente in estate, oltre al ricambio d’aria. L’interfaccia per il cliente finale rimane sempre il classico termostato ambiente su cui impostare temperatura e livello di umidità desiderati, sarà il sistema di termoregolazione a gestire in modo sicuro gli impianti».

I corpi per la ventilazione meccanica dove vengono installati?



«All’interno dei controsoffitti o in cavedi opportunamente realizzati, per cui l’unico elemento esterno visibile sono le griglie con per le bocchette d’immissione o estrazione dell’aria viziata. Spesso le bocchette vengono nascoste nelle velette del controsoffitto, in questo modo gli impianti diventano completamente invisibili e perfettamente integrati nell’edificio». 



In sintesi, perché le tre soluzioni abbinate si rivelano utili quando intervengo nei piccoli edifici residenziali?



«Il sistema radiante garantisce il massimo del comfort in ambiente, non ingombra e offre il massimo della libertà architettonica. Recentemente, ad esempio, siamo intervenuti in due trulli in Puglia dove abbiamo installato i pannelli radianti per il riscaldamento e il raffrescamento. Inoltre, dovendo lasciare a vista il tipico soffitto a cono, l’impianto di ventilazione meccanica controllata è stato progettato ad hoc per alloggiare le tubazioni nel pavimento.
 Il mix tra le soluzioni poi, garantisce più comfort, è rapido da installare, funziona a basse temperature e si abbina perfettamente con le nuove tecnologie che consentono di risparmiare energia. Il pavimento radiante ha una temperatura di mandata che va dai 35 ai 45 gradi al massimo, il soffitto è ancora più efficiente perché lavora sotto ai 40 gradi, mentre un radiatore o un fan coil, per poter riscaldare necessitano di una temperatura dell’acqua a 60 gradi e oltre. La differenza è enorme. Inoltre se si utilizza la pompa di calore è possibile abbinare un impianto fotovoltaico, una scelta che rende ancora più sostenibile, sia a livello ambientale sia economico, l'intero pacchetto».


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Come riqualificare gli impianti di piccoli edifici residenziali per garantire comfort e risparmio energetico

Oltre al comfort acustico e visivo, la progettazione di qualità di un ambiente indoor deve tener conto anche di quello termoigrometrico. L'ing. Luca Rollino spiega come intervenire al meglio per ristrutturare i piccoli edifici consigliando le soluzioni più adatte per ottenere anche alte prestazioni energetiche.

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