WI NET, la piattaforma di social business dell'ingegneria che agevola multidisciplinarietà e networking

WI NET è il servizio dedicato agli ingegneri che, in vista della partecipazione a una gara o un bando di progettazione o più in generale di una prestazione di ingegneria e architettura, sono alla ricerca di un professionista esperto in un determinato settore che completi i requisiti di qualificazione richiesti.

Rientra tra i nove strumenti offerti dalla piattaforma WorkING, il portale online del Consiglio Nazionale Ingegneri e della Fondazione CNI, in rete con gli Ordini territoriali ed è accessibile gratuitamente a tutti i professionisti iscritti. 

Quali opportunità offre e come funziona?

Lo abbiamo chiesto a Gianni Massa, vicepresidente vicario del CNI e ideatore di WorkING ed Emanuele Palumbo, referente di WorkING per la Fondazione CNI. 

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WI NET: per proporre e cercare collaborazioni professionali

Ing. Massa perché è nato il servizio WI NET?

«Come sappiamo il Codice dei Contratti prevede che il libero professionista dimostri di essere in possesso di determinati requisiti di carattere tecnico ed economico per l'affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Una presunzione di garanzia di qualità, secondo il Legislatore, richiesta a tutti i soggetti interessati a svolgere tali incarichi ad eccezione, vorrei precisare, dei dipendenti pubblici, che possono invece firmare un progetto senza dover rispondere a tali obblighi. Spesso però accade che per poter partecipare alle gare si debbano costituire dei raggruppamenti temporanei, un passaggio dovuto alla complessità e alla multidisciplinarietà dei lavori che richiedono requisiti che non tutti possiedono. Ad esempio, un ospedale è il risultato progettuale in cui concorrono architettura, strutture, impianti, sostenibilità, tecnologie, geologia, geotecnica... e per poter prendere in carico il progetto (o qualunque altra prestazione professionale), il professionista, se non possiede tutti i requisiti (e quasi sempre è così) deve aggregarsi e creare partnership per poter ambire a quel ruolo».

Come è strutturato il tessuto professionale italiano?

«Il nostro tessuto professionale è molto diverso da quello delle altre Nazioni perché è polverizzato ed è animato da tanti piccoli studi. All’estero invece le società generalmente sono medio grandi e possono arrivare fino a centinaia e migliaia di dipendenti specializzati in più campi. Da un lato, questo può rappresentare uno svantaggio, soprattutto nella competizione internazionale, dall’altro invece è un grande vantaggio, perché il piccolo studio artigianale pone grandissima attenzione alla qualità del lavoro. Tuttavia, se parliamo di incarichi e progetti più articolati, è ovvio che la specializzazione e il linguaggio dello studio monodimensionale siano solo il tassello di un quadro più complesso. Per questo abbiamo scelto di puntare su una delle tante potenzialità di WorkING realizzando WI NET, uno strumento che, gratuitamente, permette ai professionisti iscritti al portale di entrare in contatto tra loro e fare network in completa autonomia facilitando l'incrocio di competenze multidisciplinari».

Perché è una grande opportunità per gli ingegneri?

«Primo perché offre la possibilità di mettersi in rete e quindi di ricercare i famosi «tasselli» mancanti necessari per partecipare a una gara, secondo perché la piattaforma analizza e cataloga i requisiti richiesti dai bandi incrociandoli con i profili dei professionisti che si sono iscritti volontariamente e terzo consente a tutti coloro che non hanno un'estesa rete di contatti, come ad esempio i giovani ingegneri appena entrati nel mondo del lavoro, di trovare colleghi a cui proporre di partecipare a bandi di progettazione».

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WI NET: "Guida all'uso"

Emanuele Palumbo, come è strutturato WI NET?

«Una volta entrati all’interno dell’area WI NET sul portale WorkING, l’ingegnere avvia la ricerca selezionando una delle otto categorie d’interesse, come ad esempio edilizia, idraulica, impianti, strutture o infrastrutture per la mobilità, poi il grado di complessità dell’opera, la Regione in cui si sta ricercando, l’intenzione di collaborare con un giovane professionista o meno e il fatturato totale. In base a queste indicazioni, l’algoritmo della piattaforma filtra i profili disponibili proponendo quelli più idonei alla richiesta».

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Nel caso in cui si riesca a individuare il profilo giusto?

«A quel punto basta cliccare sul tasto contatta e il sistema genera un modello pre impostato di email, eventualmente da personalizzare, in cui si avvisa l’ingegnere destinatario che è stato cercato per un raggruppamento temporaneo di professionisti». 

Quanti ingegneri si sono resi disponibili a essere contattati?

«A oggi sono 3.700 ingegneri circa, suddivisi in base alla posizione geografica, le classi di opere e le fasce di fatturato».

A parti inverse, se si fosse interessati a sfruttare questo tipo di opportunità?

«È semplice, basta segnalarlo nel momento in cui si completa o modifica il proprio profilo online spuntando l’opzione che attiva la disponibilità a essere contattato per eventuali collaborazioni o raggruppamenti temporanei».

Pensate d'integrare il servizio con altre funzionalità?

«In futuro si potrebbe ampliare la ricerca non solo per quel che riguarda la partecipazione a bandi di gara ma anche per altri tipi di collaborazioni professionali. Inoltre non è esclusa l’ipotesi di includere anche le professioni extra ingegneristiche sempre nell’ottica di avere più opportunità per partecipare ai bandi».