ICity Rank 2020: Firenze regina delle città più digitali d'Italia, Agrigento fanalino di coda

16/12/2020 2688

L’impatto dell’emergenza Covid19 ha accelerato la trasformazione digitale delle città italiane, ma non in modo uniforme.

Le città metropolitane e del Nord sono le più avanzate: al primo posto c'è Firenze, seguita da Bologna e Milano.

Quarta Roma Capitale, poi Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia. Indietro il Sud, con le eccezioni di Cagliari, Palermo, Lecce e Bari. 

Tuttavia, se nella digitalizzazione delle attività amministrative e nel rapporto con i cittadini il processo di innovazione appare ben avviato, nell’implementazione e interconnessione delle reti intelligenti siamo ancora a una fase iniziale.

Sono alcuni dei risultati del rapporto ICity Rank 2020 il rapporto sulle città italiane intelligenti e sostenibili realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, presentato in occasione di FORUM PA Città, evento organizzato in collaborazione con EnelX.

 

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La pandemia da Covid-19 ha colpito in modo particolarmente intenso le città, stravolgendone le ordinarie modalità di funzionamento (o non funzionamento) e provocando una drammatica crisi delle attività economiche urbane basate sulla mobilità e le relazioni.

Per questo FPA ha ritenuto inopportuno, quest’anno, procedere all'elaborazione e pubblicazione dell’usuale indice ICity Rank che, come tutti gli indici del genere, è in larga misura basato su dati risalenti all’anno precedente e quindi non aggiornati rispetto allo shock subito quest’anno e alle reazioni che esso ha determinato.

Tuttavia la pandemia ha anche messo in luce aspetti della vita e dell’organizzazione urbana in genere poco considerati, in particolare ha reso “improvvisamente” cruciali:

  • la possibilità di svolgere on line diverse attività (dallo smart working alla didattica a distanza, dal commercio on line all’accesso remoto ai servizi pubblici e privati);
  • il funzionamento di strumenti di monitoraggio digitale dei servizi e delle attività urbane (indicatori di mobilità, sensori di assembramento etc.).

Più in generale ha corroborato il valore dei modelli di smart cities e in particolare delle più avanzate versioni delle “adaptive” e “responsive” cities su cui FPA ha avviato indagini e riflessioni da alcuni anni.

I processi di transizione al digitale sono tradizionalmente oggetto di studio da parte di FPA che ne raccoglie le rilevazioni quali-quantitative in uno dei sei indici di ambito che tradizionalmente compongono ICity Rank: quello della trasformazione digitale.

FPA è stata in grado di aggiornare con dati 2020 otto degli indicatori che compongono l’indice di trasformazione digitale e quindi di calcolare il relativo ranking delle 107 città capoluogo italiane oggetto delle rilevazioni in modo da tener conto delle trasformazioni avvenute quest’anno.

ICity Rank: il rapporto sulle città italiane intelligenti e sostenibili

Nel 2020, l’emergenza legata al Covid19 ha accelerato la trasformazione digitale delle città italiane, anche se in modo non uniforme: si evidenzia una profonda differenza tra Nord e Sud, con alcune brillanti eccezioni del Mezzogiorno, si rafforza il ruolo guida dei capoluoghi metropolitani ed emerge una significativa reazione delle città più colpite dalla pandemia.

In questo contesto Firenze è il capoluogo più digitale d’Italia, sul podio insieme a Bologna (seconda) e Milano (terza), seguite da Roma Capitale, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia.

«Il rapporto di quest'anno è una sorta di special edition - ha detto Gianni Dominici aprendo la mattinata di lavori - noi non diamo pagelle, ma forniamo uno strumento di lavoro. Siamo partiti da un assunto, ossia il digitale come conseguenza dell'innovazione, di un processo culturale e organizzativo, la marcia in più che ha permesso alle diverse realtà di continuare a svolgere attività online e anche di monitorare i processi. Per elaborare la classifica, abbiamo individuato otto macro indicatori, ossia indici di trasformazione digitale. La dinamica generale emersa si può tradurre in un'accelerazione dei processi di trasformazione digitale».

La classifica delle città più digitali del Paese

Nell’anno della pandemia, l'annuale ricerca di FPA ha indagato il percorso di trasformazione digitale delle città italiane, analizzando le performance dei 107 comuni capoluogo su 8 indicatori aggiornati al 2020:

  1. accessibilità online dei servizi pubblici;
  2. disponibilità di app di pubblica utilità;
  3. adozione delle piattaforme digitali;
  4. utilizzo dei social media;
  5. rilascio degli open data;
  6. trasparenza;
  7. implementazione di reti wifi pubbliche e tecnologie di rete intelligenti.
  8. L’indice di trasformazione digitale, media aritmetica degli 8 indicatori settoriali, permette di costruire il ranking delle città più digitali d’Italia.

La classifica vede le prime dieci città: Firenze, Bologna, Milano, Roma Capitale, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia, con un livello di digitalizzazione “molto avanzato”, seguite da un gruppo di altre 15 di livello “avanzato”: Parma, Reggio Emilia, Palermo, Pavia, Brescia, Genova, Lecce, Cremona, Prato, Bari, Pisa, Verona, Vicenza, Bolzano e Forlì.

Nel ranking ci sono poi 23 città con un livello “discreto”: Rimini, Mantova, Livorno, Monza, Piacenza, Siena, Ravenna, Treviso, Udine, Perugia, La Spezia, Napoli, Ferrara, Novara, Pordenone, Padova, Trieste, Lodi, Arezzo, Pesaro, Ancona, Verbania, Lecco.

E ancora 24 capoluoghi di livello “intermedio” e altri 27 con una digitalizzazione solo “avviata”.

Chiudono la classifica 8 città con ritardi critici, quasi tutte del Sud: Taranto, Avellino, Caserta, Carbonia, Nuoro, Enna, Chieti e, ultima, Agrigento.

«Il processo di trasformazione digitale delle città italiane e delle loro amministrazioni non si è arrestato in questo anno terribile, anzi per molti versi ha ricevuto un’accelerazione che ha consentito di superare resistenze organizzative e culturali - afferma Gianni Dominici, Direttore generale di FPA -. Spesso sono state proprio le innovazioni digitali a consentire di gestire situazioni critiche limitandone l’impatto e favorendo risposte fondate sulla partecipazione di cittadini e associazioni. Chi si trovava già a uno stadio avanzato, come le città metropolitane e molti comuni del Nord, ha confermato i progressi, ma arrivano segnali confortanti anche da aree meno mature dal punto di vista digitale, con quattro città del Sud che hanno segnato notevoli passi avanti, entrando nelle prime venti classificate».

«La spinta digitale per effetto dell’emergenza ha investito anche le città – dice Andrea Rangone, Presidente di Digital360 –. Se nella digitalizzazione delle attività amministrative e nel rapporto con i cittadini il processo di innovazione appare ben avviato, nell’implementazione e interconnessione delle reti intelligenti siamo ancora ad una fase iniziale. Le risorse disponibili nel Recovery Fund rappresentano una grande opportunità da cogliere per adottare un piano di trasformazione tecnologica delle città».

ICity Rank 2020: le città al vertice della classifica 

La classifica vede in cima Firenze con un punteggio di 872 nell’indice di trasformazione digitale, grazie al primato ottenuto su app municipali, open data, trasparenza, wifi pubblico e ottimi posizionamenti in quasi tutti gli indicatori.

Al secondo posto c’è Bologna, con un punteggio di 866, grazie al posizionamento di vertice per app municipali (a pari merito), piattaforme abilitanti, social media. Milano, è terza con 855 punti, distinguendosi in particolare per piattaforme digitali, open data e trasparenza, ma anche per una buona disponibilità di wifi pubblico. Roma in quarta posizione, ha il primato per servizi pubblici online e un ottimo posizionamento anche su piattaforme abilitanti e app municipali. Modena di distingue per app municipali e IoT, ma si posiziona bene anche nelle piattaforme abilitanti e wifi pubblico

Le graduatorie settoriali

Guardando i singoli indicatori che compongono l’indagine, Pisa si distingue per il secondo posto nella graduatoria dei servizi online (subito dopo Roma); Trento guadagna il primato nelle app municipali (congiunto con Bologna. Firenze e Modena), Cremona è la prima città d’Italia nelle piattaforme digitali (insieme a Bologna e Milano); Palermo è al top per disponibilità di open data (insieme a Firenze e Milano); Bergamo e Venezia sono al secondo posto per wifi pubblico; Bolzano e Mantova evidenziano i migliori risultati nell’IoT e tecnologie di rete; mentre nella graduatoria della trasparenza si collocano al vertice congiuntamente Bari, Benevento, Catanzaro, Latina, Novara, Padova e Trento, oltre che Milano e Firenze.

 

Il primato delle metropoli e le eccellenze del Mezzogiorno

Sono città metropolitane sette delle prime dieci classificate e altre tre si collocano tra le prime venti. Le città di maggiori dimensioni evidenziano una marcia in più in termini di risorse finanziarie e di competenze gestionali disponibili o reperibili per la trasformazione digitale. Nell’emergenza le metropoli hanno dimostrato di saperle utilizzare accelerando processi di trasformazione digitale che, in molti casi, erano già in corso.

Resta ancora ampio il divario fra Nord e Sud del paese nei processi di trasformazione digitale: due terzi dei capoluoghi meridionali si collocano nel terzo più basso della graduatoria. Ma ci sono diverse eccezioni che confermano come l’innovazione possa svilupparsi anche in contesti caratterizzati da livelli relativamente meno elevati di ricchezza e crescita economica.

Cagliari, con il 9° posto in classifica, è la prima città del Sud, ma si segnalano anche Palermo (13°), Lecce (17°) e Bari (20°).

 

L'emergenza Covid e la reazione digitale delle città più colpite

Si evidenzia una “reazione digitale” di chi ha sofferto di più nell’emergenza Covid-19.

Cinque tra le prime sette città per incremento di decessi si collocano nelle prime 30 posizioni della graduatoria. A Cremona (18° posto in classifica) il numero dei decessi tra febbraio e agosto ha superato dell’85% la media dei cinque anni precedenti, a fronte della media tra i capoluoghi del 10,1%; a Bergamo (6° posto) è aumentato dell’82,7%, a Piacenza (30° posto) del 73%, a Brescia (15° posto) del 53,7%, a Parma (11° posto) del 49%.

Queste e altre città intermedie duramente colpite dalla pandemia hanno saputo proseguire il percorso di trasformazione digitale utilizzando gli strumenti che avevano costruito negli scorsi anni e introducendone di nuovi.

 

ICity Rank: trend e criticità

Analizzando i diversi indicatori oggetto dell’indagine, emergono alcune tendenze.

Sulla digitalizzazione delle attività amministrative e sul rapporto con i cittadini le città sono a buon punto, pur con disparità territoriali, ma si pone il problema della diffusione di una cultura digitale, sia all’interno delle amministrazioni che tra i cittadini. Sull’implementazione e l’interconnessione delle reti intelligenti nelle città, invece, siamo ancora in fase embrionale per comprensione delle opportunità esistenti ed effettivo utilizzo.

Ma questo percorso è necessario per condurre le città verso i modelli più avanzati di smart city, quelli delle cosiddette “responsive and adaptive cities“, capaci di raccogliere e utilizzare al meglio le informazioni per gestire i servizi e prendere decisioni coinvolgendo tutti gli attori disponibili.