L’adeguamento sismico del centro commerciale Bennet di Nerviano: da una classe di rischio G alla B con Sismafix

Truzzi SpA, azienda leader nella realizzazione di strutture prefabbricate, ha svolto i lavori per la messa in sicurezza del complesso commerciale Bennet di Nerviano, in provincia di Milano.

Il fabbricato, che si trova in zona sismica 3, rientrava nelle Classe di Rischio G (la maggiore), ma grazie al sistema Sismafix, ha raggiunto la Classe di Rischio B.

Tutti i dettagli dell’intervento sull'edificio ex Auchan: dalle fasi progettuali ai risultati ottenuti.

 

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Gli effetti del terremoto su un fabbricato non antisismico

L’azione sismica su un fabbricato non progettato con criteri antisismici può provocare il crollo parziale o totale dell’edificio. Le principali cause sono le seguenti: 

  • perdita di appoggio delle strutture orizzontali (travi e tegoli) dagli elementi di supporto;
  • rotazione delle travi fuori dal proprio piano; 
  • danneggiamento degli elementi di tamponatura;
  • danneggiamento dei pilastri.

Truzzi SpA, come azienda leader nella realizzazione di strutture prefabbricate, ha all’interno del suo organico un Team di esperti che, dopo un’accurata fase di analisi sul campo, progettano e realizzano interventi in chiave antisismica. 

Il centro commerciale classificato “G” è stato oggetto di interventi di adeguamento sismico con sistema Sismafix di Truzzi S.p.A. Gli interventi, effettuati per la maggior parte di notte per ridurre al minimo l’impatto dell’intervento sulla normale prosecuzione dell’attività commerciale, hanno consentito il raggiungimento di una capacità resistente pari al 100%, come se l’edificio fosse di nuova realizzazione

 

L’edificio prefabbricato in c.a e in c.a.p oggetto di adeguamento sismico

Il fabbricato, ad uso commerciale, è realizzato principalmente in struttura prefabbricata, la pianta è un rettangolo di dimensioni 140x120 metri ed altezza fuori terra massima di circa 871 cm. L’edificio si può identificare nei seguenti livelli: 

  • piano interrato destinato a parcheggio con pilastri prefabbricati con maglia dei pilastri 10x10 metri;
  • un piano terra destinato ad area magazzini, servizi e commerciale nel quale la maglia dei pilastri prefabbricati in alcuni campi diventa 10x20 m; 
  • livelli intermedi destinati a zona servizi con impalcati in struttura prefabbricata e soppalchi in carpenteria metallica e con l’impalcato in struttura prefabbricata; 
  • coperture realizzate in elementi prefabbricati; 
  • copertura realizzata in carpenteria metallica disposta nella galleria all’ingresso del centro commerciale. 

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All’interno del fabbricato sono presenti vani scala, ascensore e montacarichi con strutture in c.a..

La disposizione degli ambienti varia da piano a piano. Generalmente i soffitti dei locali degli uffici e dei negozi nella galleria sono controsoffittati, mentre nelle aree commerciali e nei magazzini sono a vista.

In copertura sono presenti impianti tecnologici. 

I tamponamenti perimetrali sono, per la maggior parte, realizzati con pannelli in calcestruzzo prefabbricato vibrato con andamento verticale e per la parte restante realizzati con pannelli tipo sandwich.

 

Adeguamento sismico di un edificio prefabbricato: le fasi progettuali pre-intervento 

Grazie al sistema Sismafix, un team di lavoro dedicato, con esperienze specifiche in ambito geologico, sismico ed ingegneristico, affronta le complesse fasi necessarie ad adeguare sismicamente qualsiasi edificio prefabbricato (esclusi i residenziali).

Di seguito una schematizzazione delle fasi pre-intervento: 

1 - Studio dello stato di fatto del fabbricato con indagini in sito in relazione alla documentazione del progetto originario delle strutture:

  • Rilievo geometrico strutturale;
  • Caratterizzazione dei materiali delle strutture;
  • Queste fasi portano all’attribuzione del “livello di conoscenza” (LC) e del relativo “fattore di confidenza” (FC), come prescritto dalle Norme Tecniche di cui al D.M 17.01.2018;
  • Confronto con la documentazione di cui al progetto strutturale originario;
  • Indagine sul terreno attraverso la caratterizzazione del suolo e realizzazione della relazione geologica, geotecnica e sismica. 

2 - Rilievo delle carenze strutturali rappresentate dalla mancanza di collegamenti degli elementi strutturali prefabbricati. Le carenze strutturali rilevate che rappresentano un’alta vulnerabilità sismica sono le seguenti: 

  • Mancanza della connessione delle travi laterali e di bordo del primo impalcato; 
  • Mancanza della connessione delle travi perimetrali porta – tamponamento ai pilastri laterali del primo impalcato;
  • Mancanza del collegamento delle travi degli impalcati uffici ai pilastri;
  • Mancanza connessione dei tegoli TT della copertura alle travi;
  • Mancanza connessione delle travi della copertura ai pilastri;
  • Pannelli di tamponamento in c.a.v connessi alle strutture portanti e gli ancoraggi risultano verificati secondo le azioni di cui al D.M 17.01.2018; tuttavia, in considerazione dell’esperienza diretta maturata in occasione del rilevamento dei danni a seguito del sisma del maggio 2012, si evidenzia la necessità di migliorare ed incrementare i suddetti collegamenti ai fini cautelativi. 

3 - Analisi strutturale

  • Definizione dell’azione sismica attraverso la modellazione strutturale dell’edificio agli elementi finiti attraverso il software;
  • Inserimento dei carichi applicati alle strutture; 
  • Verifiche di resistenza e deformazione nelle condizioni pre-intervento: verifica delle fondazioni, dei pilastri e degli spostamenti. 

In questa fase viene rilasciato il Modulo di Asseverazione che certifica la classe di rischio dell’edificio pre-intervento e la Classe di Rischio raggiungibile post-intervento, consentendo di poter procedere all’attivazione del Sismabonus.

Dalle analisi pre-intervento effettuate dai nostri esperti è emerso che l’edificio possedeva un livello di sicurezza nei confronti dell’azione sismica praticamente nullo, poiché progettato e realizzato senza l’applicazione di normative sismiche. La struttura era quindi riconducibile alla Classe di Rischio G (quella di maggior rischio). 

 

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Dalle verifiche di resistenza e deformazione è emerso che realizzando le connessioni necessarie ad eliminare le carenze strutturali, l’edificio diventerebbe idoneo a sopportare l’azione sismica come se fosse di nuova realizzazione

 

4 - Vengono progettate le connessioni necessarie ad eliminare le carenze strutturali e ad ottenere il raggiungimento della capacità resistente del 100%. 

Alla fine, il Direttore dei Lavori Strutturali deve certificare la Regolare Esecuzione degli interventi come da progetto.

 

I risultati post-intervento 

L’esperienza pluriennale nell’ambito della prefabbricazione ha consentito a Truzzi S.p.A. e alla squadra di lavoro Sismafix di effettuare interventi mirati raggiungendo i seguenti risultati: 

  • Le fondazioni sono verificate in termini di capacità portante del terreno; 
  • Lo spostamento relativo del terreno di fondazione e la struttura in elevazione, a causa della mancanza del reticolo di travi di collegamento antisismico in fondazione, è tale da garantire la stabilità delle strutture; 
  • I collari dei plinti di fondazione risultano verificati; 
  • I pilastri sono verificati sia per le verifiche a pressoflessione deviata sia per le verifiche a taglio; 
  • Le verifiche degli spostamenti nelle combinazioni allo Stato Limite di Danno e allo Stato Limite di Operatività risulta soddisfatta in quanto rientranti nei limiti fissati dal D.M 17.01.2018; 
  • La presenza della soletta in c.a. collaborante del primo impalcato garantisce la connessione tra gli elementi prefabbricati; 
  • Il collegamento dei pannelli di tamponamento in c.a.v. a posa verticale alle strutture prefabbricate portanti è verificato. 

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Solo dopo l’esecuzione degli interventi di rimozione delle carenze strutturali, come sopra riportato, l’edificio potrà raggiungere una capacità resistente in grado di sopportare un’azione sismica pari al 100% di quella prescritta e determinata secondo il D.M 17.01.2018

Terminata l’esecuzione degli interventi di rimozione delle carenze strutturali rilevate è risultato che il fabbricato raggiunge la Classe di Rischio B.

 

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Le responsabilità in caso di collasso di un edificio in seguito al terremoto

Il D.lgs 231/2001 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche) e il D.lgs 81/2008 (testo unico in materia di sicurezza sul lavoro) individua scenari complessi in materia di responsabilità. Per tutelare i dipendenti nell’ambiente di lavoro devono essere valutati tutti i rischi per la loro sicurezza e salute e il terremoto rientra a pieno titolo fra i rischi ambientali.

Ma valutarli non basta; devono essere attutate le pratiche di prevenzione dei rischi con l’obiettivo di eliminarli o, ove non sia possibile, minimizzarli. 

La responsabilità di mettere in sicurezza l’edificio e garantire la salute e sicurezza dei lavoratori ricade in primis su Datori di lavoro, Amministratori Delegati e Legali Rappresentanti, ma non solo. Infatti, la responsabilità cade anche sul tecnico che, a seguito di un intervento sull’immobile, rilascia la certificazione di agibilità senza valutare le conseguenze strutturali che un evento sismico avrebbe sulla costruzione. In questo caso, nell’eventualità del collasso di un edificio industriale in seguito a un terremoto, la responsabilità è imputabile anche al progettista (strutturale, architettonico e del Direttore dei Lavori), ma anche al RSSP e all’utilizzatore dell’immobile.

Per verificare le condizioni di un edificio industriale prefabbricato vi invitiamo a rivolgervi ad imprese o tecnici del settore, che abbiano le competenze adeguate a classificare la sicurezza sismica dell’edificio ed attuare gli interventi necessari per eseguire tali opere di miglioramento. Truzzi è a disposizione per analizzare il vostro edificio prefabbricato. 

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