Malte da restauro: sappiamo scegliere quella giusta?

28/06/2021 6685

Lo scorso 13 maggio 2021 è stata pubblicata la nuova UNI 11488:2021, sviluppata dalla commissione UNI/CT 033 e dedicata alla definizione dei criteri guida di classificazione e alla definizione della composizione e valutazione delle caratteristiche prestazionali delle malte da restauro.

uni_700.jpg

Una norma per classificare le malte per gli interventi di restauro di edifici di interesse culturale

Il tema della conservazione del patrimonio culturale è per noi italiani un tema molto sentito e quando si va ad interventire per un suo recupero è importante usare materiali che non alterino e compromettino in nessun modo lo stato dei manufatti. Per questo conoscere con chiarezza le caratteristiche dei materiali che i progettisti si trovano ad utilizzare è un punto di partenza imprescendibile. 

Sul tema delle malte da restauro la commissione UNI/CT 033 "Prodotti, processi e sistemi per l'organismo edilizio" ha recentemente pubblicato la norma UNI 11488, che sostituisce la norma del 2013  "Conservazione del patrimonio culturale - Linee guida per la classificazione, la definizione della composizione e la valutazione delle caratteristiche prestazionali delle malte da restauro".

I contenuti della norma UNI 11488

Questo documento fornisce dei criteri guida per la classificazione, la definizione della composizione e la valutazione delle caratteristiche prestazionali delle malte che devono essere impiegate negli interventi di restauro di manufatti e opere di interesse storico-artistico-architettonico-archeologico.

La norma è applicabile a tutti i manufatti ed edifici di interesse culturale, archeologico, storico-architettonico e ambientale ma non prende in considerazione malte da restauro a legante organico.

La classificazione delle malte da restauro è basata principalmente sulla funzione (UNI 10924).

Il documento è di grande interesse per il settore, perché la scelta di una malta da restauro non può prescindere dalla funzione che deve assolvere, dalla compatibilità con i materiali costitutivi del manufatto oggetto del restauro, oltre che con gli altri prodotti eventualmente impiegati nell’intervento di conservazione e dalle condizioni ambientali in cui il manufatto è inserito.

Pertanto qualora una malta sia utilizzata nel restauro si rendono necessarie:

  • la definizione della funzione che la malta dovrà assolvere;
  • la caratterizzazione dei materiali costituenti la malta da restauro;
  • la caratterizzazione dei materiali con cui la malta verrà a contatto e del loro stato di conservazione;
  • la conoscenza dei parametri ambientali in cui avverrà la messa in opera della malta, nonché di quelli inerenti al luogo di conservazione del manufatto su cui si andrà ad intervenire.

La definizione della composizione delle malte da restauro deve permettere di conoscere la natura e le caratteristiche dei componenti in termini qualitativi e quantitativi (abbondanza relativa dei componenti).

La definizione delle caratteristiche prestazionali e di durabilità delle malte da restauro deve tener conto non solo della funzione, ma anche della compatibilità chimico-fisica ed elasto-meccanica dei materiali costituenti tali malte con i materiali preesistenti, a contatto dei quali esse saranno applicate.

La caratterizzazione dei materiali in opera, l'identificazione dei processi di degrado in atto, la conoscenza delle condizioni ambientali, sono quindi elementi indispensabili per la scelta o formulazione della malta da restauro più idonea a risolvere i problemi di conservazione.


Per informazioni sull acquisto vai al sito dell'UNI