Francesco Profumo: promuovere una maggiore interazione tra mondo virtuale e infrastrutture fisiche

 

3 domande al prof. Francesco Profumo per fare il punto su 2013, 2014 e FUTURO 

Abbiamo rivolto al prof. Francesco Profumo, già Magnifico Rettore del Politecnico di Torino, Presidente del CNR, Ministro dell'Istruzione e oggi Presidente di Iren SpA tre domande dedicate al recente passato, all'anno appena iniziato e al futuro prossimo.
Ecco le risposte:

Risposte del Presidente di Iren SpA, Francesco Profumo

1: quale è stata a suo parere l’innovazione tecnica, di processo o di sistema che ha maggiormente caratterizzato il 2013?
Ambiente, mobilità, energia, salute ed elettronica. A questi settori si riferiscono le 10 tecnologie più innovative del 2013. Innovazioni da tenere d’occhio secondo il WEF (World Economic Forum) in quanto ritenute mature al punto da poter avviare una significativa seppur lenta trasformazione verso una crescita sostenibile.
Molto promettenti, le innovazioni  riferite alla tecnologia dell’osmosi diretta che potrebbe rappresentare la soluzione definitiva al problema della disponibilità di acqua potabile. Grazie alle nuove tecnologie si potrà ricavare acqua potabile dall’acqua salata utilizzando piccole sorgenti di calore in grado di dimezzare gli elevati consumi energetici connessi ai processi di dissalazione e purificazione.
Sul fronte della mobilità, il WEF considera molto interessanti le ricerche sugli OnLine Electric Vehicle, veicoli elettrici controllabili a distanza mediante soluzioni wireless. Grazie a magneti posti sotto l’asfalto che interagiscono con alcuni componenti presenti nel veicoli, queste vetture non solo si spostano, ma riescono a ricaricare la propria batteria elettrica.
Nell’elettronica, l’alternativa all’impiego del silicio, potrebbe venire dai materiali organici come i polimeri. Se i semiconduttori basati sul silicio sono realizzati con costose tecniche fotolitografiche, i componenti dell’elettronica organica sono prodotti con procedimenti più semplici e meno dispendiosi e in prospettiva più competitivi.
Nell’ambito della generazione elettrica, l’interesse è sull’energia nucleare. I reattori attuali riescono ad utilizzare solo l’1% del potenziale energetico disponibile nell’uranio. Migliorare l’efficienza di tale processo avrebbe significative ricadute positive non solo nella generazione ma anche nell’ambito della gestione delle scorie nucleari da trattare.
Particolare interesse rivestono le innovazioni riguardanti le biotecnologie (produzione artificiale di  proteine in grado di guarire  numerose patologie, ad esempio diabete e obesità) e le terapie nanometriche che utilizzano nanoparticelle in grado di curare una parte di un organo senza interessare l’intero tessuto, riducendo così l’invasività del trattamento.
Altre ricerche riguardano la creazione di materiali non organici in grado di ripararsi da soli, senza l’intervento dell’uomo. Si tratta di un’innovazione molto interessante se si pensa alle ricadute in termini di allungamento del ciclo vitale del prodotto e di riduzione dell’uso di materie prime.
Secondo il World Economic Forum prolifereranno poi le tecnologie basate sull’utilizzo di sensori. Numerosi gli ambiti di applicazione: dal monitoraggio delle condizioni di salute dei pazienti all’interazione tra veicoli in strada, grazie a sensori coadiuvati da dispositivi per la comunicazione senza fili.
Infine le stampanti 3D. Nate di recente, hanno grandi potenzialità in settori che vanno dalla medicina all’ingegneria, fino alla produzione industriale. Sono in grado di costruire oggetti tridimensionali partendo da modelli digitali.
2: quale sarà l’innovazione che più inciderà sul 2014?
Se penso al settore delle multiutility – in cui sono impegnato da qualche mese – credo che l’innovazione possa riguardare principalmente la trasformazione dei business attraverso lo sviluppo di servizi a valore aggiunto per rispondere ad emergenti bisogni delle comunità e per creare nuove occasioni di sviluppo per l’economia locale. Le multiutility hanno un ampio ventaglio di attività: vendita di energia elettrica, gas e calore, gestione dei clienti, del ciclo idrico e del ciclo dei rifiuti, oltre che servizi per le grandi comunità.
Influendo su sfere così rilevanti della nostra vita le multiutility possono giocare un nuovo ruolo e assumere una moderna connotazione se orientano le proprie strategie e la gestione per supportare il territorio nella creazione di un sistema dell’innovazione per co-progettare città intelligenti, definendo piani di sviluppo, le priorità di intervento, l’integrazione e il coordinamento delle tecnologie, la costruzione del sistema di scambi e interazioni di dati, il coinvolgimento della finanza che può investire, accelerando il processo innovativo, e vedere il ritorno degli investimenti mediante l’attualizzazione del risparmio futuro prodotto dall’innovazione. Per fare un esempio concreto, proviamo a pensare ai pali per l’illuminazione pubblica. Sono infrastrutture che possiamo far diventare “isole intelligenti” di servizi a valore aggiunto. I corpi illuminanti possono essere sostituiti con tecnologia a led e apparati elettronici connessi che consentono l’accensione e lo spegnimento intelligente. Non solo, sullo stesso palo si può installare una cella per il 4G, un pannello solare per la produzione di energia elettrica, uno schermo informativo, una telecamera per la sorveglianza, un sensore per misurare inquinamento, temperatura e umidità. Realizzare l’integrazione di questi servizi I diventa un’occasione per creare lavoro indotto, coinvolgendo partner tecnologici e imprese che contribuiscono allo sviluppo di una nuova economia locale.
 
3: quale invece sarà quella che avrà un maggior peso sui prossimi 10 anni?
Pensare di rilanciare la nostra economia cercando di competere sul tema delle produzione a basso costo è una scelta perdente. Il cammino da interprendere è un altro. Credo che le multiutility potranno rivestire in questo senso un ruolo fondamentale nel proprio territorio come abilitatori e facilitatori di un legame sinergico tra le istituzioni, le realtà industriali, piccole e grandi, gli attori accademici, il mondo della ricerca e dell’innovazione. E’ necessario promuovere uno sviluppo sostenibile attraverso una sempre maggiore interazione tra il mondo virtuale dei dati e le infrastrutture fisiche, le reti e i servizi. Un’interazione che offra al cittadino la possibilità di trasformarsi da fruitore ad attore e al territorio la possibilità di costruire occasioni di crescita, anche in termini occupazionali. Il miglioramento della qualità della vita è, infatti, l’obiettivo fondamentale da promuovere attraverso una diffusa cultura dell’innovazione che renda le imprese capaci di analizzare e prevedere i fenomeni attraverso da un’attenta analisi dei dati che esse producono in maniera capillare e che raccolgono, in una continua interazione, dai propri interlocutori, interni ed esterni. Dati che accrescono la trasparenza, la consapevolezza e la responsabilità aziendale, così come quella individuale e collettiva.
Cultura dell’innovazione che richiede all’interno del Paese una regia coerente orientata a incentivarla in base a una chiara agenda digitale. In questo modo possiamo creare le condizioni per uno sviluppo capace di migliorare i servizi, ridurre i costi e creare nuove e differenti opportunità dilavoro.
 

INGENIO ha rivolto le stesse domande ad altre personalità del mondo tecnico e scientifico.