ICity Rank 2021: Firenze si conferma la città più smart d'Italia, a Enna la maglia nera

24/11/2021 3233

Dopo il primo posto del 2020, Firenze si conferma la città più smart d'Italia anche nell'ICity Rank 2021, la classifica che valuta lo stato di digitalizzazione dei 107 comuni capoluogo di provincia.

Completano il podio Milano e Bologna.

Cagliari (9°) è la prima città insulare.


La città di Firenze eccelle in open data, IOT, tecnologie di rete e app municipali

Prosegue la trasformazione digitale delle città italiane, spinte anche dagli effetti della pandemia. La medaglia d’oro per il Comune più smart d’Italia va a Firenze, che conferma il primo posto ottenuto nel 2020, seguita da Milano e Bologna

A stilare la classifica è stata l’indagine di ICity Rank 2021 presentata nel corso del Forum PA, e stilata da FPA, società del gruppo DIGITAL 360. Per valutare il livello di digitalizzazione vengono presi in esame otto parametri:

  • disponibilità online dei servizi pubblici;
  • disponibilità di app di pubblica utilità;
  • integrazione delle piattaforme digitali
  • utilizzo dei social media;
  • rilascio degli open data, trasparenza;
  • implementazione di reti wifi pubbliche
  • diffusione di tecnologie di rete;

Il capoluogo toscano primeggia con 937 punti potendo vantare risultati di eccellenza soprattutto nel campo degli open data, del wifi, di IOT e tecnologie di rete e delle app municipali, dove ottiene il massimo dei voti. Milano è seconda con un punteggio di 878, evidenziando punti di forza in particolare negli open data, nei servizi online, e nell’indice di “apertura”. Bologna è terza con 854 punti, grazie soprattutto ai risultati nei social e nell’IOT e tecnologie di rete.

 

ICity Rank 2021

 

La top 10 delle città più smart d'Italia

Di seguito ecco la classifica delle prime 10 città più smart d'Italia secondo il nuovo rapporto FPA.

icity-rank-2021-top-10-citta-italia.JPG
Fonte: Rapporto ICity Rank 2021

 

Il resto della classifica

Alle spalle delle tre ‘regine’ ci sono Roma Capitale, Modena, Bergamo (a pari merito al quarto posto), Torino, Trento, Cagliari, Parma a chiudere la top ten. Subito dopo le prime dieci città, troviamo in graduatoria una serie di comuni – Reggio Emilia, Palermo, Venezia, Pisa, Genova, Rimini, Brescia, Cremona, Prato, Bari, Bolzano e Verona – che si distinguono per il fatto di avere ottenuto buoni risultati e posizionamenti in tutti gli indici settoriali oggetto della ricerca.

Chiudono la classifica Caltanissetta (88° posto), Potenza (89°), Fermo e Teramo (90°), Chieti (93°), Catanzaro (94°), Crotone e Benevento (95°), Cosenza e Rieti (97°), Trapani (99°), Caserta (100°), Nuoro (101°), Foggia (102°), Agrigento (103°), Avellino (104°), Carbonia (105°), Isernia (106°) e la maglia nera Enna al 107°.

Le prime 22 città della classifica sono le ‘città digitali’, quelle che utilizzano in modo diffuso, organico e continuativo le nuove tecnologie nelle attività amministrative, nell’erogazione dei servizi, nella raccolta ed elaborazione dati, nell’informazione, nella comunicazione e nella partecipazione” spiega Gianni Domini, Direttore Generale di Fpa.

 

La situazione delle città del Sud: ritardi, ma con qualche eccellenza

Purtroppo i capoluoghi meridionali evidenziano un ritardo nella trasformazione smart, collocandosi agli ultimi posti della classifica. Complessivamente, confrontando i dati delle città settentrionali con quelle del sud c’è uno scarto medio del 25% circa, con punte del 40% in tema di connessione wifi pubblica.

Ma non tutto è da buttare: da segnalare il 9° posto di Cagliari, oppure Palermo al 12°, ma che fa segnare il massimo dei voti in ambito di Open Data, al pari di Milano e Pisa. Bari (20°) eccelle nel campo dei servizi online. Da segnalare anche il recupero di Napoli, 26°posto, che scala 11 posizioni grazie al massimo dei voti nelle app municipali e il buon piazzamento nei social.

 

Bene le grandi città, più in affanno le ‘piccole’

Se la maggior parte delle grandi città veleggiano nei primi posti della classifica, molta più fatica la fanno quelle che hanno un numero di abitanti inferiore ai 50mila: anche qui il ritardo complessivo è di circa il 25%, in particolare quando si parla di Open Data, mentre risultati migliori si notano nell’utilizzo dei social e nella diffusione delle reti wifi. C’è qualche risultato di spicco anche per alcune di queste città, ome il primo posto ottenuto da Pisa nelle piattaforme abilitanti, da Cremona nei servizi online o da Bolzano nell’IoT e tecnologie di rete.

 

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