Rigenerazione Urbana: uno nuovo strumento urbanistico per coordinare le risorse del PNRR

L'INU propone il Programma Integrato d'Area: ai Comuni (o loro aggregazioni) l'opportunità di coordinare le risorse del PNRR in un progetto di transizione ecologica.


La proposta legislativa: il Programma Integrato d'Area

Uno strumento per valorizzare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza sui territori, affinché siano efficacemente indirizzate nelle strategie di rigenerazione urbana e transizione ecologica e riescano a mobilitare i contributi privati. É il Programma Integrato d'Area, contenuto in una proposta legislativa che l'Istituto Nazionale di Urbanistica mette a disposizione del Governo, illustrata in un documento appena approvato dal Consiglio direttivo nazionale.

Si parte dalla convinzione che il coordinamento territoriale degli investimenti del PNRR e degli altri fondi comunitari, statali e regionali dovrebbe essere considerato un compito di importanza nazionale, non locale ed episodico. Occorre quindi creare le condizioni urbanistiche e fiscali propizie perchè le risorse pubbliche del PNRR siano messe in grado di attivare risorse private, ed insieme con esse - sotto la regia dei Comuni, che potrebbero avvalersi del Programma Integrato d'Area singolarmente o in forma associata - provvedere a rigenerare intere parti di città, secondo un progetto di rinnovamento delle reti di connessione verde e blu, di mobilità sostenibile e di produzione e trasmissione dell'energia da fonti rinnovabili integrato con gli spazi pubblici e le dotazioni urbanistiche.

 

VERSO UNA RIFORMA DELLE PROCEDURE AUTORIZZATIVE E DI CONTROLLO NEL GOVERNO DEL TERRITORIO

La proposta legislativa di un nuovo strumento di pianificazione in grado di coordinare i progetti di trasformazione territoriale e urbana finanziati dal PNRR è stata avanzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica nella convinzione che, senza l’adozione di interventi correttivi, la capacità di spesa delle risorse di provenienza comunitaria rischierà di costituire un importante vincolo nei confronti della realizzazione delle strategie di ripresa e resilienza adottate dall’Italia.   

Se consideriamo che subito prima della pandemia i tempi di realizzazione delle opere pubbliche sfioravano i 5 anni per le iniziative di importo inferiore ai 300.000 euro, e oltrepassavano gli 11 anni per le opere di oltre 5 milioni  – non dobbiamo certo sorprenderci se l’efficienza che verrà dimostrata nella utilizzazione delle risorse comunitarie tenderà a costituire un autentico banco di prova per il nostro Paese.

In attesa che l’apparato pubblico provveda al rafforzamento di una capacità operativa che in passato è stata oggetto di ripetuti interventi di de-potenziamento (tagli del personale, blocco delle carriere e dei trasferimenti, precariato e provvisorietà, contrazione degli investimenti per la formazione e l’innovazione tecnologica), l’introduzione di un Programma Integrato d’Area sembra in grado di riconquistare l’autorevolezza dell’iniziativa pubblica, che in questo modo potrebbe puntare su politiche di pianificazione maggiormente mirate, e avvalersi di dispositivi tecnico-amministrativi più lineari e chiaramente finalizzati.

La proposta dell’INU, se verrà accolta favorevolmente dalle Istituzioni, consentirà di “giocare d’anticipo” rispetto alla possibile assunzione di nuove pericolose deroghe (estensione del ricorso al “silenzio-assenso”, attribuzione di poteri sostitutivi e derogatori nella realizzazione delle grandi opere, ecc.) nei confronti di processi decisionali che rischiano di apparire sempre più intricati e macchinosi. Una minaccia, quest’ultima, che appare finalmente contrastabile ora che il fallimento del modello dello Stato minimo che aveva dominato per tutta la lunga stagione neo-liberista sembra preludere alla riconquista di un ruolo egemonico da parte della amministrazione pubblica, e che il Programma Integrato d’Area può essere messo nelle condizioni di anticipare e rendere operativi i contenuti del disegno di legge sulla rigenerazione urbana ancora in discussione nel primo ramo del Parlamento.

Michele Talia Presidente Inu

 

strumento urbanistico per valorizzare le risorse del PNRR

 

I principi e i contenuti del Programma Integrato d'Area

Il Programma Integrato d'Area realizza alcuni importanti principi della "Legge di principi per il Governo del territorio", che resta il fondamentale obiettivo di medio periodo per l'impegno politico - culturale dell'Istituto, ed inoltre anticipa alcuni contenuti del Disegno di legge sulla Rigenerazione urbana all'esame del Senato. É elaborato dai Comuni, singoli o associati, che attraverso di esso individuano gli interventi pubblici e privati e le aree, anche non contigue con essi funzionalmente connesse, per la cui realizzazione sono impiegati, nella loro totalità, i contributi per il rilascio del permesso di costruire di cui all'art. 16 del Dpr 380/2001. Il Programma Integrato d'Area può essere derogatorio agli strumenti urbanistici vigenti ed assume valore conformativo dell'uso del suolo e le sue previsioni, ferme restando le scadenze per l'impiego dei fondi del PNRR, restano efficaci per dieci anni a decorrere dalla sua approvazione.

Durante tale arco temporale, gli immobili privati oggetto di un complessivo intervento di ristrutturazione o restauro inclusi nel Programma Integrato d'Area fruiscono dei seguenti benefici fiscali:

  • esenzione dall'IMU;
  • applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna per i trasferimenti funzionali alla effettuazione degli interventi;
  • proroga della applicazione dei benefici in materia di risparmio energetico e manutenzione straordinaria stabiliti dalle norme vigenti;
  • esenzione dai tributi per l'occupazione di suolo pubblico e dalla tassa dei rifiuti nel periodo di esecuzione dei lavori;
  • esenzione dalla corresponsione del contributo sul costo di costruzione;
  • deduzione dal reddito delle persone fisiche di quota parte dell'IVA in relazione all'acquisto dalle imprese di unità residenziali costituenti "prima casa";
  • esenzione dai tributi per l'occupazione di suolo pubblico per gli immobili ad uso commerciale dopo l'esecuzione degli interventi fino alla scadenza del Programma;
  • deduzione dal reddito del locatore delle spese ordinarie di gestione degli immobili dati in locazione;
  • esenzione dall'imposta di registro annuale per gli immobili dati in locazione.

E' inoltre prevista una serie di semplificazioni procedurali per far sì che il Programma sia definitivamente approvato e utilizzabile dai Comuni entro 315 giorni.

La proposta legislativa del Programma Integrato d'Area potrebbe essere resa operativa attraverso un emendamento alla Legge di bilancio ed un decreto attuativo (DPCM o DM Infrastrutture e Trasporti Sostenibili) riferito alla normativa statale sovraordinata (legge n. 1150/1942).

L'INU si rende disponibile a collaborare alla traduzione della proposta in atto legislativo e alla stesura di una eventuale Circolare esplicativa.

 

In allegato la proposta legislativa del Programma Integrato d'Area
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