L'uso del laterizio nell'architettura delle abitazioni unifamiliari

Nell’immaginario collettivo l’indipendenza dagli ambiti urbani più congestionati, la libertà dai condizionamenti esterni e la presenza di spazi caratterizzati da forte senso di convivialità sono caratteristiche tipiche associate all’idea di abitazione unifamiliare.

Il clima del nostro territorio nazionale suggerisce inoltre il rapporto di simbiosi con l’esterno in affiancamento alle tre prime caratteristiche della residenza isolata. Nell’ottica sia della demolizione con ricostruzione, sia della riqualificazione meno invasiva di preesistenze il laterizio offre soluzioni capaci di migliorare tecnicamente la condizione dei fabbricati, nell’interpretazione dell’identità più propria di questa tipologia edilizia. 


Indipendenza, libertà e calore: le abitazioni unifamiliari in laterizio 

Studi anche molto recenti volti a verificare le prestazioni attese negli edifici a seguito di interventi finalizzati a migliorare le loro dotazioni nel rispetto dei parametri a cui indirizzano gli attuali bonus e superbonus edilizi, mostrano chiaramente come entro le coordinate geografiche nazionali, pur tenendo in debita considerazione le differenze climatiche generali delle differenti collocazioni è possibile affermare che le condizioni migliori in termini di consumo, rendimento e comfort sono associate alla struttura massiva rispetto a una struttura leggera, struttura massiva che grazie alla maggior inerzia termica garantisce tempi di ripresa ridotti pur utilizzando un impianto di potenza contenuta. (si veda Costruire in Laterizio n. 187).

Seppure possa risultare apparentemente più semplice raggiungere gli obiettivi a cui la norma indirizza mediante una ristretta e ripetitiva gamma di materiali, va sottolineato che è l’intero organismo edilizio inteso nella sua globalità a dover dimostrare il miglioramento in termini energetici e strutturali in grado di veicolare le detrazioni fiscali oggi disponibili.

L’obiettivo si raggiunge dunque non mediante la pura applicazione di materiali, ma mediante il progetto di interventi consapevoli delle tecnologie e strategie costruttive che si stanno applicando con visione d’insieme e caso per caso. Il ruolo del progettista ancor più risulta fondamentale, con le sue conoscenze, la sua ricerca, la sua esperienza, la sua formazione, la sua dedizione.

I quattro esempi che seguono indagano pertanto il tema dell’abitazione unifamiliare, ciascuno secondo le peculiarità del luogo e ciascuno proponendo la propria conseguente risposta tecnica fra necessità di tradizione e innovazione. 

 

Tradizione e innovazione: casa sul Rio Selva dei Molini a Molini di Tures (Bz), Pedevilla Architects

Pluripremiata sia per i contenuti compositivi, sia per quelli tecnici, quest’abitazione è un volume costruito dimensionalmente contenuto rispetto alla maestosità delle montagne circostanti, ma ugualmente solido e sfaccettato nelle forme, come a rappresentarne una piccola propaggine artificiale a pochi metri dal rio Selva dei Molini.

Lo spazio interno è protetto e racchiuso dall’involucro massivo portante in laterizio, di circa 50 cm di spessore caratteristico; esso incarna l’intenzione di conferire l’aspetto monolitico al manufatto, e soprattutto garantisce il raggiungimento di prestazioni elevate in termini di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e comfort interno.

Per la realizzazione è stato scelto il sistema di posa di blocchi di laterizio rettificato dall’elevata resistenza meccanica, dotato contemporaneamente di importanti capacità di isolamento termo-acustico e grande traspirabilità, che ha portato la realizzazione alla certificazione energetica CasaClimaB, corrispondente a consumi energetici inferiori a 50 kWh/m² a ovvero a quello della cosiddetta “casa da 5 litri” (consumo di 5 litri di gasolio annui per m2).

L’uniformità del materiale laterizio d’involucro ha garantito una superficie prestazionalmente omogenea per la stesura degli strati di finitura in intonaco e tinteggiatura.

 

Tradizione e innovazione: casa sul Rio Selva dei Molini a Molini di Tures (Bz), Pedevilla Architects

Figura 1 – La nuova casa nel paesaggio montano. (©Gustav Willeit)

 

Tradizione e innovazione: casa di abitazione sulla via Francigena a Gabbiano Noceto (Pr), archh. Paolo Zermani e Eugenio Tessoni

L’intervento riconosce nella torre esistente i valori della memoria e della laboriosa manualità delle generazioni che ci hanno preceduto. La torre viene rispettata nelle forme del restauro e del distanziamento delle nuove fabbriche dal suo volume svettante; il tetto a quattro falde con manto in coppi definisce in gronda su tutti e quattro i lati l’allineamento orizzontale costante su cui imposta la copertura. A questa orizzontalità si uniformano le terminazioni sommitali dei nuovi muri perimetrali dell’intervento, il cui laterizio a vista dialoga con quello della torre, fronteggiandolo con delicata alternanza di pose uniformi e soluzioni di dettaglio per spigoli, giunti, bordi, basamenti e sommità. 

La composizione offre nuova vita all’esemplare costruzione storica senza compromettere il paesaggio, poiché ridefinisce completamente le forme dell’acquisizione antropica dei suoli con un nucleo insediativo più esteso e immerso nel territorio, ma confermando con l’utilizzo dei laterizi il valore del materiale da costruzione tradizionale. Dal progetto traspare la duplice attenzione riservata alla prefigurazione della qualità abitativa dei fruitori, con la definizione sia di corpi di fabbrica aperti al mondo naturale da contemplare, sia di spazi più racchiusi concepiti per delimitare ambiti privati e protetti.

 

Tradizione e innovazione: casa di abitazione sulla via Francigena a Gabbiano Noceto (Pr), archh. Paolo Zermani e Eugenio Tessoni

Figura 2 – I nuovi volumi cingono la torre preesistente. (©Mauro Davoli)

 

Tradizione e innovazione: Abitazioni isolate a Montefiascone (Vt), Studio GAMP

Questo ulteriore esempio rappresenta un diverso modo di esprimere innovazione nella tradizione, applicando in modi molteplici i materiali recuperati dalla demolizione e rispettando le forme e i volumi dell’insediamento agricolo originario.

La tecnologia scelta per la copertura e in generale la strategia dei paramenti esterni dichiarano senza timori la funzione di puro rivestimento prescelta in questo caso per il laterizio degli affacci. 

Fra vincoli di pianificazione e recupero del sapere rurale interprete delle regole di natura, il progetto traduce in modi contemporanei i giusti principi di orientamento, soleggiamento ovvero ombreggiatura, distanze fra corpi di fabbrica, organizzazione degli spazi, immersione nel paesaggio rigoglioso e contemporaneamente antropico.

L’intervento di sostituzione edilizia, se eseguito nel rispetto delle tutele urbanistiche, dei fondamentali principi di conservazione delle logiche storiche di acquisizione dei suoli da parte dell’uomo, e delle tecniche costruttive pure espressione della storia delle comunità nei luoghi d’appartenenza, può in alcuni casi semplificare lo sforzo di miglioramento energetico e sismico del patrimonio edilizio. 

 

Abitazioni isolate a Montefiascone (Vt), Studio GAMP

Figura 3 – La ricostruzione esibisce la continuità del materiale laterizio fra facciate e coperture. (©Lorenzo Zandri)

 

Tradizione e innovazione: Villa e azienda agricola a Gassino Torinese (To), F:L Architetti

La vocazione agricola è il centro del progetto in questa realizzazione, in cui il desiderio dell’abitazione isolata si unisce all’attività rurale realmente condotta dagli abitanti, contaminando così esigenze di tipologia edilizia nel senso delle forme e dell’organizzazione degli spazi oltre che della costruzione, con le esigenze di vita quotidiana e lavoro dei residenti. 

Vengono espressamente ricercati dal progetto e utilizzati mattoni antigelivi, cotti ad alta temperatura, per comporre le facciate e fronteggiare le insidie metereologiche e in generale climatiche.

L’inserimento nell’ambiente naturale ispira l’approccio sensibile al contesto paesaggistico e alla sostenibilità del costruito, portando all’installazione dell’impianto fotovoltaico, del sistema di raccolta dell’acqua piovana, all’impiego e all’evidenza dei materiali naturali; in questo senso i mattoni tradizionalmente ottenuti dalla cottura dell’impasto di argilla cotta, sono il frutto della terra al pari dei prodotti dell’agricoltura e concorrono al senso di identità dell’opera.

Con particolare attenzione viene reinterpretato il tema del diaframma traforato laterizio, sia in interno, sia in esterno. In esterno viene proposto e aggiornato l’esito estetico dei tamponamenti per esempio dei fienili, con la duplice funzione di contenere le scorte e concedere lo scambio d’aria e luce; in interno viene investigata la tecnica dell’applicazione di sistemi parametrici alla posa dei conci lasciati a vista. 

 

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Figura 4 – La reinterpretazione dei diaframmi traforati. (©bg)

 


Di tutti questi argomenti, corredati da approfondimenti tecnici si è trattato nel numero 187 di Costruire in Laterizio.


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