“Cooperazione, ricerca e sviluppo”: il Mar Mediterraneo come identità e risorsa culturale per gli ingegneri

Ingegneri riuniti a Lecce dall’8 al 10 maggio per la 1st Conference of Mediterranean Engineers. Delegazioni non solo italiane, ma anche estere, rappresentative di 16 Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Una splendida cornice, quella del Castello Carlo V. Un incontro dal titolo “Cooperation, Research, Development”, con lo scopo di tessere nuovi rapporti internazionali per facilitare la cooperazione, la ricerca e lo sviluppo simultaneo dei Paesi coinvolti, accomunati dall’appartenenza ad un mare che ne costituisce l’identità e la più grande risorsa culturale.
Organizzato grazie all’interazione di Consiglio Nazionale Ingegneri, Consulta Regionale degli Ordini di Puglia e Ordine degli Ingegneri di Lecce e con il patrocinio della WFEO (World Federation of Engineering Organizations), questo incontro intende costituire il primo di una serie di eventi che si svolgeranno in modo itinerante nel Mar Mediterraneo, per permettere consultazioni ed aggiornamenti nel tempo.
Momento topico dell’evento è stato la firma di una Dichiarazione di Intenti da parte dei 16 capo -delegazioni di ingegneri di altrettanti Paesi, simbolicamente rappresentativo della volontà di più professionisti, di varia provenienza, di condividere obiettivi concreti per la crescita dell’occupazione nel settore e la creazione di occasioni culturali di pregio.
Importante anche il contributo del Centro Studi CNI, che ha presentato una ricerca su formazione e ordinamenti professionali dell’ingegneria nel Mediterraneo, consultabile al link http://cache.b.centrostudicni.it/images/primo_piano/FINALISSIMA_fca37.pdf .
Come giovane ingegnere presente alle giornate in rappresentanza dell’Ordine degli Ingegneri di Lodi sono stata favorevolmente colpita dalla comune volontà di cooperazione dei presenti e dall’intenzione di intensificare gli scambi culturali della professione, che ne può trarre solo beneficio. Mi sento di segnalare l’assoluta necessità di continuare il percorso intrapreso, mettendo in atto anche iniziative concrete di cooperazione, ricerca e sviluppo per i giovani, italiani ed esteri.
In particolare, vista l’attuale situazione italiana, che riporta un valore di disoccupazione giovanile del 40%, è evidente che occorre da subito intervenire per cambiare qualcosa, per far sì che giovani risorse possano realmente essere impiegate nel mondo del lavoro, anche usufruendo della cooperazione internazionale, evitando però un’ulteriore “fuga di cervelli” e aiutando chi crede e chi continua a credere nella professione. Facilitando chi ama gli scambi culturali, di sicuro arricchimento professionale, ma anche chi, dopo un’esperienza all’estero, deve poter scegliere di ritornare nel proprio Paese, per farlo crescere. Chi non vuole e non può permettersi di perdere la motivazione e gli ideali in cui crede. Un Paese senza giovani e senza investimento sui giovani non ha futuro ed è destinato a collassare su sé stesso.

Valentina Cursio, Fondatrice di VIVATTIV@ - http://www.vivattiva.eu