Le sfide del mondo dei rifiuti nel settore delle costruzioni

Viviamo in un mondo che produce rifiuti e ambiamo a un nobile obiettivo comunitario: Waste Zero. Affinché questi due aspetti possano convivere, l’unica strada percorribile si chiama Circular Economy.


Circolar Economy nel settore delle costruzioni

L’economia circolare poggia sull’ideale di non arrivare mai a generare uno scarto, ma reintrodurre il rifiuto in un circuito chiuso, interno o esterno alla realtà che lo produce. La società, le persone, le imprese devono necessariamente cambiare e interiorizzare un nuovo modello di agire e imparare modalità alternative di gestione dei materiali così da ridurre al minimo lo scarto.

In Europa, il 35,9% dei rifiuti è costituito da quelli provenienti da attività di costruzione e demolizione (dati Eurostat, 2018). In Italia la percentuale è più alta, 45,5 %, mentre il 25,1% deriva da attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento (dati ISPRA, 2019).

A settembre 2020 sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana quattro decreti legislativi recanti l'attuazione del pacchetto UE sull’economia circolare. Quest’ultimo stabilisce per l’Unione Europea obiettivi ambizioni per riciclaggio e riduzione delle discariche.

Quali sono le sfide ad oggi nel mondo dei beni naturali e costruiti?

 

Costruzioni e demolizioni

La differenziata è da diversi anni la normalità nei cantieri, e secondo i dati ISPRA (2019) il 78,1 % dei rifiuti italiani viene mandato a riciclo. Differenziare e riciclare, tuttavia, sono solo una parte del processo di gestione circolare delle risorse. Ad oggi molte delle soluzioni relative all’economia circolare in edilizia partono da iniziative di singoli, mentre invece sarebbe necessario un coordinamento a livello nazionale. Non mancano le regole, ma una gestione integrata di soluzioni sostenibili anche economicamente e favorite dalla diffusione di incentivi alla ricerca e sviluppo.

Non dimentichiamo anche che la fisiologica carenza di impianti di recupero in Italia è una delle principali criticità che si somma alla effettiva possibilità di riutilizzare e riciclare i materiali!

La progettazione è invece l’inizio del processo virtuoso dell’economia circolare, in cui si potrebbe fare di più. La scelta strategica di soluzioni ingegneristiche, architettoniche e di design potrebbe portare a numerosi vantaggi a livello economico e ambientale a breve e lungo termine. È infatti pensando a tutto il ciclo di vita dell’asset che si può ridurre significativamente il suo impatto in termini di consumo e inquinamento. Non solo materiali riciclati e performanti, ma anche sistemi e prodotti che in fase di smaltimento possano essere disassemblati facilmente e destinati il più possibile a riutilizzo o riciclo.

 

La gestione dei rifiuti di cantiere nell’ambito delle bonifiche

La gestione dei rifiuti, quali ad esempio terreni e acque di falda nei progetti di bonifica, è un aspetto delicato e spesso sottovalutato nelle fasi iniziali della vita di un cantiere, con ricadute economiche importanti sia per i fornitori sia per i clienti. Inoltre, l’attività degli operatori del settore è rallentata da una legislazione stringente e che talvolta si presta a diverse interpretazioni.

Un esempio emblematico è la gestione di materiali interrati contenenti amianto (per esempio eternit) che possono essere rinvenuti nei terreni di riporto nelle fasi iniziali della vita di un cantiere. Il ritrovamento di queste sostanze complica tutte le operazioni ed aumenta i costi, a causa di una normativa poco chiara e delle conseguenti interpretazioni restrittive, da parte degli Enti di Controllo, e cautelative, da parte degli Operatori Specializzati. L’utilizzo dei materiali contenenti amianto, infatti, è vietato in Italia dal 1992.

Gli obiettivi dovrebbero essere ridurre al minimo il trasporto di materiali al di fuori del sito per evitare grandi emissioni di CO2 e trasformare gli scarti in risorse nel rispetto della salute e sicurezza del personale e dei futuri utilizzatori. Dal momento che non è così, dobbiamo chiederci: è sostenibile, come spesso avviene, smaltire un terreno antropizzato, anche se classificato come non pericoloso, con tracce di contaminazione di fibre di amianto? Oppure si può pensare ad un suo utilizzo in sicurezza come, ad esempio, materiale di riempimento o sottofondo?

Costruzioni e Economia circolare: le sfide del mondo dei rifiuti

Fonte: Zero Sprechi

 

Il ruolo della tecnologia

Gli strumenti digitali e le nuove tecnologie hanno permesso di compiere enormi passi avanti nella gestione dei materiali, sia nelle bonifiche sia nei cantieri edili. La raccolta di dati e la loro digitalizzazione permettono di avere tracciabilità di tutte le informazioni e poterle gestire con trasparenza con i clienti.

In Arcadis, BIM (Building Information Modelling) e GIS (Geographical Information System) sono lo standard per lo sviluppo di progetti intelligenti, che permettono di conoscere tutti gli aspetti del ciclo di vita dei materiali, progettarne lo smaltimento e conoscerne anticipatamente il percorso di recupero.

La tecnologia però non è sufficiente. A monte, sia per demolizioni e costruzioni, sia per bonifiche, è necessario unire le capacità progettuali, ingegneristiche e gestionali per pensare e approcciare i progetti in maniera circolare.

 

Gli esempi?

Abbiamo gestito il trasferimento di un sito produttivo, catalogando le attrezzature in modo tale da massimizzare l’utilizzo di quelle ancora performanti e ridurre al minimo lo scarto e la sostituzione. 

Nella bonifica di un terreno, abbiamo applicato il desorbimento termico in situ, una soluzione che ha evitato l’escavazione e il trasferimento di tonnellate di terreno a centinaia di chilometri dal cantiere, riducendo costi, consumi ed emissione di CO2.

Riuscire a rendere il pensiero circolare la norma nel settore dell’ingegneria è la sfida di oggi. Molte sono le opportunità per rendere la disposizione dei rifiuti e degli scarti una scelta sostenibile a livello ambientale ed economico.

In Arcadis Italia lavoriamo ogni giorno per analizzare e approfondire questi aspetti e applicarli nei progetti in cui siamo coinvolti.


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ndr. Articolo pubblicato grazie alla collaborazione del Green Building Council Italia (GBC Italia)

Arcadis Italia è associata a GBC Italia