PROFESSIONISTI: fino al 13 ottobre lavoriamo per pagare i costi

23/07/2014 7928

PROFESSIONISTI: fino al 13 ottobre lavoriamo per pagare i costi

Ipotesi (a spanne) di quanto ci resta se fatturassimo 100.000 euro in un anno.
(Editoriale di INGENIO 24)
Su Facebook in un gruppo un ingegnere ha postato un calcolo interessante finalizzato a fare capire quanto incidono i costi fissi sulle nostre parcelle. Il post mi ha portato a fare una simulazione analoga, ma con un obiettivo diverso: se sono un libero professionista con una organizzazione ristrettissima, quanto mi costa stare sul mercato ? quanto reddito mi resta ? 
Ho voluto prendere come riferimento un numero tondo, in modo che fosse facile fare alcune proporzioni, quindi 100.000 euro, e – mi scusino i lettori – ho fatto i conti un po’ a spanne, con qualche approssimazione. Ma il mio commercialista alla fine mi ha detto che tutto sommato il conteggio torna.
Ecco il ragionamento: innanzitutto dovrei avere un piccolo locale, diciamo 50 mq, con postazione di segreteria e attesa, una stanza per me, un archivio e un bagno. Vediamo i costi connessi (anche basandomi sul post citato): affitto = 4.800 €/anno; condominio = 400 €/anno; pulizie = 1.200 €/anno; utenze = 2.000 €/anno; TASI e RIFIUTI = 400 €/anno; cellulare = 300 €/anno; spese di rappresentanza (hotel e ristoranti) = 1.200 €/anno; stampe, cancelleria, toner = 500 €/anno; Software = 1.500 €/anno; aggiornamento professionale = 500 €/anno; contributo fisso INARCASSA = 3.000 €/anno; abbonamenti 100 €/anno; assicurazione professionale (minima) 500 = €/anno; costi bancari 1.000 €/anno; consulente amministrativo = 2.000 €/anno; iscrizione ordine = 150 €/anno. Questo porta quindi a un totale di 19.550 euro.
Per gestire un minimo di segreteria ho deciso di avere una segretaria part time, 5 ore tutti i giorni, che mi costa tra stipendio e oneri vari 20.000 euro l’anno.
Come auto ho una Peugeot 3008, che ho comprato per 24.000 euro e terrò 4 anni (per ammortizzarla al meglio). Purtroppo la legge non mi consente di dedurne tutti i costi: il costo massimo deducibile è pari a 18.075,99 euro (vedi articolo su INGENIO). Questo importo è deducibile solo per il 20% e in 4 anni. Risultato: possiamo dedurre solo 903,7995, a fronte di una spesa annua di 6.000 euro (senza considerare gli interessi).
Immaginiamo poi di avere costi non imputabili ai clienti di autostrada + carburanti = 2.100 €/anno e per le stesse voci di avere costi imputabili ai clienti per altri 4.000 €/anno. Infine di avere costi di manutenzione e di pneumatici e l’assicurazione di altre 2.400 euro anno. Anche in questo caso dobbiamo ricordarci che solo il 20% della spesa è deducibile. Riassumendo abbiamo 9.000 euro di spese sostenute, 4.000 euro rimborsate dal cliente (in fattura, quindi ci vanno sul reddito) e 1.800 euro di spese deducibili
Arrivano le tasse !!! devo pagare l’IRAP e l’IRPEF. Qui dobbiamo fare qualche valutazione a spanne. Per calcolare l’IRPEF devo dedurre dal fatturato i costi (solo i deducibili): quindi dai 104.000 euro (i 100 iniziali + i rimborsi spese)  ipotizziamo di poter dedurre circa 16.550 euro sopra indicati, i 20.000 della collaboratrice, 900 per l’auto e 1.800 per le spese collegate, arriviamo a un imponibile di circa 65mila euro.
Con questo imponibile avremo circa 18.000 euro di IRPEF, 2.500 euro di IRAP, altri 6400 euro di INARCASSA.
Siamo arrivati alla fine di questo percorso: abbiamo fatturato 104.000 euro, da cui vanno tolti in sequenza 19.550 + 20.000 + 6.000 + 9.000 + 6.400 + 18.000 + 2.500, arrivando a circa 22.000 euro di reddito reale che ci restano in tasca, poco più di 1.800 euro al mese, senza la tredicesima e il TFR.
Suddiviso nell’anno solare significa che un professionista che fattura 100.000 euro deve lavorare fino al 13 di ottobre prima di cominciare a tenersi qualcosa.
In conclusione oltre alla crisi, oltre all’eliminazione delle tariffe minime, oltre all’assicurazione obbligatoria, oltre al POS obbligatorio abbiamo anche un problema di un sistema fiscale estremamente punitivo per chi fa la libera professione, che non consente neppure di dedurre le spese sostenute per il cliente e regolarmente messe in fattura, che impone l’IRAP solo per il fatto di avere una segretaria part-time, e che quindi da un lato ci assimila alle aziende quando si tratta di pagare e ci rende differenti quando si tratta di dedurre.
Credo che ci si sia materia per ragionare.
 

 
TAG: reddito dei professionisti, irap professionisti, irpef professionisti, costi deducibili, inarcassa