Muratura armata portante TAURUS

Immesso sul mercato nel 2010, riconosciuto come migliore innovazione nello stesso anno (Saie, Giuria: Iuav -Arketipo, Costruire, Modulo, Presenza Tecnica–The Plan), brevettato per l’unicità della geometria radiale, classificato in prima categoria, certificato in bioedilizia dall’Anab e nel 2013 testato dall’Università degli Studi di Padova Dipartimento Icea (Ingegneria civile, edile, ambientale): è la novità nel campo della sismica. Il suo nome è Muratura Armata Taurus.
Una soluzione che ha permesso la creazione di un prodotto unico nel suo genere. Sia il professionista sia l’impresa hanno potuto constatare che prestazioni, tempi e costi sono cambiati anche per attività che sembravano, sino ad oggi, a discapito del laterizio. Concetti come confinamento, prestazioni, sicurezza, precisione e qualità si sono fusi nel prodotto brevettato Taurus.
Un’innovazione che ha richiesto una degna validazione concretizzatasi, nel 2013, con una campagna-prove coordinata dal Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale (ICEA) dell’Università degli studi di Padova (Dr. Ing. Francesca da Porto) in collaborazione con STABILA S.r.l. e Bampo S.r.l., che ha previsto la realizzazione di un insieme di test sperimentali atti a costituire una gamma d’indagini sufficientemente completa per lo studio del comportamento a compressione e taglio, anche sotto azioni cicliche, di elementi portanti in muratura realizzati con blocchi in laterizio di tipo TAURUS. Al fine di ottenere informazioni sulla possibile interdipendenza tra i parametri in gioco, il programma ha previsto, oltre all’esecuzione di prove cicliche di compressione-taglio, prove di compressione monoassiale, triplette e prove di caratterizzazione dei materiali (malta e ferri). Ne è emerso un panorama di dati e considerazioni che hanno confermato come le norme sono da considerare ultraconservative, ed in parte superate.
Vista l’enormità dei dati prodotti, e l’impossibilità di riportarli in toto nel presente articolo, di seguito viene riportato un riassunto esaustivo che potrà, su richiesta, essere integrato.

Realizzazione dei campioni
Il programma sperimentale ha previsto l’esecuzione di n. 3 serie di muretti. Due serie sono state destinate a prove di compressione monoassiale e triplette, mentre la terza è stata finalizzata all’esecuzione di prove di compressione-taglio. La realizzazione dei 16 muretti e dei 12 campioni di piccole dimensioni ha avuto luogo presso gli stabilimenti della fornace di Gruppo Stabila a Isola Vicentina (VI), sotto la supervisione di personale dell’Università di Padova. I campioni sono stati costruiti all’interno di spazi coperti, in ambiente protetto dagli agenti atmosferici. Per una maggiore attendibilità dei risultati sperimentali e dell’intera ricerca, si sono pianificate e verificate le fasi di esecuzione, imballaggio e trasporto dei campioni.

Fasi della realizzazione dei campioni

Prove su triplette
Sono state eseguite su 12 campioni formati da blocchi di tre mattoni collegati con giunto di malta; le dimensioni nominali del provino sono pari a 29 cm, 50 cm e 44 cm rispettivamente di altezza, larghezza e di profondità. Queste prove sono effettuate per caratterizzare le proprietà dell’interfaccia tra giunto di malta e blocco, ovverosia lo scorrimento del giunto orizzontale e la resistenza a trazione del giunto.

Setup di prova dato dalla normativa (sinistra)- schema delle forze in gioco (destra)

La prova di scorrimento lungo i giunti prevede un minimo di tre provini, per ogni sforzo di precompressione, identificati dalla normativa in base al valore di compressione ottenuto nei test sui singoli elementi resistenti; i valori ottenuti sono 0.2 N/mm2, 0.6 N/mm2 e 1.0 N/mm2.


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